La Dieta Mediterranea è inversamente correlata con i sintomi depressivi in donne con più di 65 anni

28 Febbraio, 2024

La depressione colpisce circa 280 milioni di persone nel mondo, ed è una delle principali cause di disabilità a livello globale. Le donne sono in genere a maggiore rischio di sviluppare depressione rispetto agli uomini, specialmente dopo i 60 anni di età.

In questo articolo gli autori hanno esaminato l’associazione tra l’aderenza alla dieta mediterranea e i sintomi depressivi in adulti anziani, utilizzando dati tratti da uno studio trasversale condotto in Italia (il Nutrition Gut Microbiota and Brain Aging, o NutBrain) relativi a 798 partecipanti (325 uomini e 473 donne) di età compresa tra 65 e 97 anni. L’aderenza alla dieta mediterranea è stata valutata tramite un sistema a punteggio che considerava il consumo di nove gruppi di alimenti: verdure, frutta e noci, cereali, legumi, prodotti lattiero-caseari, pesce e frutti di mare, carne, alcool, e il rapporto tra acidi grassi monoinsaturi e saturi (MUFA/SFA).

I risultati hanno dimostrato che un’elevata aderenza alla dieta mediterranea si associa a una significativa riduzione del rischio di sintomi depressivi, che era pari al 54,6%, nella popolazione complessiva dello studio, confrontando il terzile con maggiore aderenza alla dieta stessa con il terzile a minore aderenza. L’impatto era maggiore nelle donne, tra le quali la riduzione risultava del 61,5%, mentre era assente tra gli uomini. Tra i diversi componenti della dieta, il consumo di pesce (pari ad almeno 2-3 porzioni la settimana) è risultato significativamente associato a una riduzione del rischio di depressione tra le donne, ma, di nuovo, non tra gli uomini. Tra questi ultimi si associava invece a una riduzione del rischio il consumo di frutta e frutta secca a guscio.

Lo studio sottolinea quindi l’importanza dell’aderenza alla dieta mediterranea nel promuovere la salute mentale tra gli anziani. Un elevato consumo di pesce può rappresentare un approccio efficace, in particolare, per prevenire i sintomi depressivi tra le donne anziane.

Adherence to Mediterranean diet is inversely associated with depressive symptoms in older women: findings from the NutBrain Study.

Conti S, Perdixi E, Bernini S, Jesuthasan N, Severgnini M, Prinelli F; NutBrain Study Group.
Br J Nutr. 2024 Feb 16:1-23. Epub ahead of print.

Data on the association of the Mediterranean diet with depressive symptoms in older people at high risk of depression are scarce. This study aimed to investigate the cross-sectional association of the adherence to the Mediterranean diet and its components with depressive symptoms in the Italian NutBrain cohort of older men and women. A total of 325 men and 473 women aged 65-97 years (2019-2023), answered a 102-item semi-quantitative food frequency questionnaire, which was used to calculate the Mediterranean diet score (MDS). Depressive symptoms were assessed using the Centre for Epidemiological Studies Depression Scale; subjects with a score of 16 or more were considered to have depression. Multivariable logistic regression was used for statistical analysis. The occurrence of depressive symptoms was 19.8% (8.0% men, 27.9% women). High adherence to MDS (highest tertile) significantly reduced the odds of having depressive symptoms by 54.6% (OR 0.454,95%CI 0.266-0.776). In sex-stratified analysis, the reduction was evident in women (OR 0.385, 95%CI 0.206-0.719) but not in men (OR 0.828, 95%CI 0.254-2.705). Looking at the association of MDS components with depressive symptoms, we found an inverse significant association with fish consumption and the monounsaturated fatty acids/saturated fatty acids (MUFA/SFA) above the median only in women (OR 0.444, 95%CI 0.283-0.697 and OR 0.579, 95%CI 0.345-0.971, respectively). High adherence to the MDS, and a high fish intake and MUFA/SFA ratio were associated with lower depressive symptoms in women, but not in men. Future longitudinal studies are needed to confirm these findings and to explore the underlying biological mechanisms.

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