Da un'imponente indagine osservazionale emerge una relazione non lineare tra concentrazioni circolanti di vitamina B12, rischio oncologico e mortalità totale. La carenza si conferma un segnale di rischio che, se stabile nel tempo, richiede attenzione clinica, mentre elevati livelli ematici riflettono la possibile presenza di patologie sottostanti.
In una popolazione di ultranovantenni, con una forte componente genetica favorevole alla longevità, la relazione tra il consumo di specifici cibi e la durata della vita presenta peculiarità tali da non fare necessariamente delle loro abitudini alimentari un modello dietetico universale.
In giovani adulti sani, il consumo di quantità moderate di carne rossa allevata al pascolo non comporta modificazioni rilevanti dei principali marker cardiometabolici rispetto alle alternative vegetali alla carne, ma sembrano favorire il mantenimento dei livelli plasmatici di acido docosapentaenoico, un omega-3 a lunga catena.
Il mate (Ilex paraguariensis), dal fitocomplesso alle evidenze cliniche - Lo studio DEDiCa: dieta, attività fisica e vitamina D dopo il tumore al seno - Il magnesio
Uno studio retrospettivo evidenzia che la familiarità per l'obesità raddoppia il rischio di recuperare il peso perso dopo una dieta a basso tenore di carboidrati, mentre un riposo notturno regolare tra le sei e le otto ore rappresenterebbe un potente fattore di protezione.
In due grandi coorti statunitensi, le persone che adottavano una dieta mediterranea avevano un rischio sensibilmente ridotto di eventi vascolari rispetto a coloro che seguivano semplicemente una dieta a basso tenore lipidico. La dieta dell’American Heart Association si collocava a un livello intermedio di efficacia.
Un consumo quotidiano di circa 30 grammi di frutta a guscio ridurrebbe fino al 26% il rischio di sviluppare ipertensione arteriosa, secondo i risultati di una metanalisi, che confermano la validità della raccomandazione di introdurre una porzione giornaliera di questi alimenti per la salute vascolare.
Le proteine del pisello possiedono un buon profilo nutrizionale e potrebbero contribuire al mantenimento della massa muscolare e al controllo della glicemia in età avanzata. Per gli altri possibili effetti sulla salute, tuttavia, le evidenze derivano soprattutto da studi cellulari e animali e devono essere confermate nell’uomo.
Modelli alimentari bilanciati si associano a una minore vulnerabilità ai danni dell’inquinamento atmosferico, secondo i dati di un’ampia metanalisi della letteratura. Tuttavia, l'esistenza di un diretto rapporto di causa-effetto deve ancora essere provata.
Secondo una metanalisi di studi di coorte prospettici, un'elevata aderenza ai principi della Dieta Mediterranea si conferma associata a una significativa riduzione della mortalità e del rischio di nuovi eventi nei pazienti con patologie cardiovascolari pregresse.