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  • Rappresentano la principale fonte energetica della dieta. Sono di due tipi: semplici e complessi. I semplici sono gli zuccheri, i complessi includono amido e fibra. Forniscono 4 calorie per grammo. Si trovano naturalmente in pane, cereali, frutta, verdura, latte e latticini. Torte, biscotti, gelati, caramelle, succhi di frutta e altri alimenti di questo tipo sono ricchi di zuccheri.
  • Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.
  • Vengono prodotti quando un grasso liquido (olio) viene trasformato in un grasso solido attraverso un processo chimico detto idrogenazione. Assumere una grande quantità di acidi grassi trans fa aumentare il colesterolo e il rischio di malattie cardiovascolari.
  • Termine coniato da von Pirquet nel 1906 per indicare l'anomala reattività dell'ospite ad un antigene. Oggi questo termine è usato soltanto come sinonimo di ipersensibilità o di anafilassi e si applica alla risposta immunologica precoce, aumentata ed esagerata, legata alla presenza di immunoglobuline E (IgE).
  • Molecola, che introdotta nell'uomo o nell'animale, evoca una risposta immune specifica mediante la produzione di anticorpi sierici (immunità umorale o sierica) o cellulari (immunità cellulo-mediata) oppure induce una tolleranza immunologica specifica.
  • Sostanza che impedisce o rallenta l'ossidazione.
  • Alterazione del ritmo cardiaco comprendente qualunque modifica del ritmo normale; la bradicardia, la tachicardia e la fibrillazione atriale e ventricolare sono solo alcuni esempi di aritmie
  • Patologia delle arterie caratterizzata da depositi di grassi, infiammazione, fibrosi e calcificazione nella parete vascolare. Le placche aterosclerotiche sono le tipiche lesioni di questa patologia.
  • Alcaloide contenuto nei semi del caffè e del cacao e nelle foglie del tè, della cola e del matè; esercita azione eccitante sul cuore e sul sistema nervoso.
  • Calcolo formatosi all'interno della colecisti, del coledoco o delle vie biliari intraepatiche. Possono essere costituiti da colesterolo (molto rari allo stato puro) o più frequentemente sono di tipo misto (colesterolo associato a sali di calcio sotto forma di bilirubinato, carbonato o fosfato) oppure sono formati da pigmenti biliari.
  • Calcolo formatosi all'interno della pelvi renale o delle vie urinarie. Nella grande maggioranza dei casi è formato da ossalato di calcio puro o associato (calcolo misto) con fosfato di magnesio ed ammonio o con fosfato di calcio o con acido urico o con cistina; più raramente è un calcolo puro di urati o di cistina.
  • Unità di misura dell'energia fornita dal cibo. I cibi sono composti da carboidrati, grassi e proteine. Alcune bevande contengono alcool. I carboidrati e le proteine forniscono 4 calorie per grammo, l'alcool 7 calorie per grammo e i grassi 9 calorie per grammo. Le calorie alimentari sono in realtà kilocalorie.
  • Il carico glicemico (Glycemic Load, GL) è il prodotto dell'indice glicemico medio della dieta giornaliera per la quantità totale di carboidrati consumati in una giornata. E' quindi un indice sia di qualità che di quantità dei carboidrati ed ha lo scopo di valutare l'effetto complessivo della dieta sulla glicemia.
  • In questi studi, soggetti affetti da una malattia (o da un'altra condizione di interesse), detti "casi", vengono confrontati con soggetti di analoghe caratteristiche antropometriche, ma privi della malattia in esame, o "controlli". Si ricercano quindi le differenze tra i due gruppi, ed in particolare le caratteristiche che, presenti nei casi ma non nei controlli, possono spiegare perchè i primi abbiano contratto la malattia.
  • Una misura del girovita. Il grasso che si concentra a livello dell\'addome aumenta il rischio di incorrere in problemi di salute collegati all\'obesità.
  • Presente nel sangue, costituente essenziale della membrana cellulare, interviene nella formazione degli ormoni sessuali e corticosteroidei e dei sali biliari. Può essere di origine esogena (alimentare) ed endogena (sintesi epatica). Nel sangue il colesterolo è veicolato tramite i trigliceridi e le lipoproteine (HDL e LDL).
  • Esprime la percentuale dei diversi tipi di globuli bianchi (neutrofili, eosinofili, basofili, linfociti, monociti) contenuti nel sangue.
  • Studi nei quali la popolazione studiata viene seguita nel tempo, dopo aver misurato all'inizio dello studio alcuni parametro di varia natura (biochimici, antropometrici, ecc.). Si osservano quindi gli eventi di interesse, e si cerca quindi di correlare la loro comparsa con i parametri misurati all'inizio dello studio. Questi studi servono per definire le condizioni (fattori di rischio) che predicono la comparsa di un evento.
  • Valutazione della relazione esistente tra differenti variabili, che non implica necessariamente un rapporto di causa ed effetto tra loro. Il tipo di relazione più frequentemente studiato è quello lineare (una retta in un piano cartesiano) in questo caso la forza della correlazione viene espressa con un numero (r) che varia da -1 (la maggiore correlazione negativa possibile) a +1 (la maggiore correlazione positiva possibile) un valore pari a 0 indica assenza di qualsiasi correlazione.
  • Diabete mellito che insorge dopo i 40 anni; si differenzia dal diabete giovanile per l'assenza o lieve insulinopenia (diabete non insulino-dipendente), obesità, minore compromissione vascolare, possibilità di trattamento mediante farmaci ipoglicemizzanti orali. Sin.: diabete tipo II.
  • Forma di diabete mellito che insorge già nell'infanzia; si distingue dal diabete mellito dell'adulto per la netta tendenza familiare, la grave insulinopenia, la magrezza e la maggiore frequenza di lesioni vascolari.
  • Sindrome caratterizzata da iperglicemia cronica dovuta a carenza di insulina (diabete giovanile insulino-dipendente) o ad una resistenza anomala dei tessuti alla sua azione (diabete dell'adulto non insulino-dipendente) le manifestazioni cliniche sono nella fase acuta chetoacidosi (coma diabetico) e, a lungo termine, lesioni dei capillari (soprattutto renali e retinici) con aterosclerosi precoce e neuropatie.
  • Regime alimentare a base di cereali integrali, legumi, ortaggi, frutta, olio d'oliva.
  • Alterazione patologica del tasso ematico dei grassi (colesterolo e trigliceridi).
  • La quantità di energia, misurata in calorie, che un individuo consuma. Le calorie servono per respirare, far circolare il sangue, digerire il cibo ed essere fisicamente attivi.
  • Tipo di sperimentazione clinica di un farmaco con eliminazione di ogni influenza soggettiva; consiste nel somministrare un farmaco o un placebo senza che il paziente ed il medico conoscano il contenuto del preparato somministrato.
  • Sostanza di natura proteica dotata di attività catalitica, cioè di attivare ed accelerare una reazione chimica. Risulta costituito da una parte proteica (apoenzima) e di un gruppo prostetico (coenzima).
  • Proteina plasmatica solubile prodotta dal fegato e dal sistema reticolo-endoteliale; durante il processo di coagulazione è idrolizzato e polimerizzato in fibrina insolubile. Sin.: fattore I.  
  • Popolazione di germi saprofiti presenti normalmente nell'intestino, utili all'organismo in quanto favoriscono i processi digestivi e di assorbimento.
  • Alimenti che sono stati arricchiti o fortificati con vitamine, minerali o altri nutrienti per produrre un beneficio sulla salute.
  • Grassi liquidi a temperatura ambiente. Gli oli vegetali sono grassi insaturi. Possono essere monoinsaturi o polinsaturi. Si trovano nelle olive, nel mais, negli oli di semi di girasole e nelle noci. Consumare cibi ad elevato contenuto di grassi monoinsaturi può aiutare ad abbassare il colesterolo. Tuttavia l’apporto calorico resta lo stesso, pertanto un consumo eccessivo può contribuire all’aumento di peso.
  • Grasso solidi a temperatura ambiente. Negli alimenti si trovano combinazioni di acidi grassi monoinsaturi, polinsaturi e saturi. I saturi si trovano nei latticini ricchi di grassi come formaggio, latte intero, burro, nelle carni, nella pelle e nel grasso di pollo e tacchino, nel lardo, nell’olio di palma e di cocco. Hanno lo stesso apporto calorico degli altri grassi e possono contribuire all’aumento di peso se consumati in eccesso. Una dieta ricca di grassi saturi può anche elevare il tasso di colesterolo nel sangue e quindi il rischio di patologie cardiache.
  • Sigla che indica High Density Lipoproteins, lipoproteine ad alta densità; si tratta di composti che circolano nel sangue e che sono formati da lipidi e proteine. Il colesterolo legato alle HDL viene definito, nel linguaggio comune, "buono", in quanto è quello destinato ad essere efficacemente eliminato nell'organismo.
  • Manifestazione acuta di lesione focale cerebrale.
  • patologia di origine vascolare caratterizzata dall'improvvisa comparsa di un deficit neurologico focale la cui gravità può essere molto variabile, da una lieve turba neurologica, alla paralisi di uno o più arti (emi-paraplegia), alla perdita della parola, dello stato di coscienza o della vita. Corrisponde alla necrosi di cellule cerebrali che non sono più in grado di svolgere la funzione cui erano deputate. Si distinguono un ictus di tipo emorragico, allorché la causa è la rottura di un vasellino cerebrale, e un ictus di tipo ischemico, determinato dall'ostruzione del flusso attraverso un vaso a valle del quale si ha ischemia.
  • Il numero di nuovi casi osservati in una popolazione nell'unità di tempo (in genere un anno). Un'incidenza dell'infarto in una popolazione dell'1 per mille indica che, ogni anno, un soggetto su mille viene colpito dalla malattia. Da non confondere con "prevalenza" (vedi).
  • È un parametro che contribuisce alla valutazione dello stato ponderale degli individui in maniera oggettiva e misurabile. Si calcola dividendo il peso (in kg) per l'altezza (in metri) elevata al quadrato. Viene utilizzato per valutare se un soggetto è normopeso (da 18,5 a 25), sovrappeso (da 25 a 30) oppure obeso (da 30 in su).
  • L'Indice Glicemico (Glycemic Index, o GI della letteratura anglosassone) è un indice della risposta glicemica indotta, nello stesso soggetto, da una quantità specifica di carboidrati in rapporto a un’equivalente quantità di carboidrati proveniente da un alimento standard.
  • Necrosi (cioè morte cellulare) di una parte del tessuto che costituisce il cuore, su base ischemica, per arresto o importante riduzione del flusso sanguigno arterioso; generalmente consegue all'ostruzione di un'arteria che da sola provvede principalmente all'irrorazione di una certa area (arteria terminale), e che è coinvolta da fenomeni patologici quali embolia, trombosi e/o spasmo, in un soggetto affetto da aterosclerosi.
  • Complesso di reazioni che si verificano localmente in risposta ad un agente lesivo. Clinicamente è caratterizzata da 4 sintomi: tumefazione, arrossamento, aumento della temperatura localmente, dolore.
  • Prodotta dai monociti, fibroblasti nel topo dalle cellule T, ha i seguenti effetti: febbre (pirogeno), induzione della crescita dei plasmocitomi e degli ibridomi, amplificazione della produzione di Ig, aumento del MHC di classe I sui fibroblasti, sinergismo con IL-2 nella produzione delle proteine di fase acuta da parte degli epatociti, sinergismo con IL-3 nella crescita delle cellule emopoietiche, induzione della differenziazione dei CTL.
  • Aumento del glucosio nel sangue, tipico del diabete mellito, ma talora di origine ipofisaria (sindrome di Cushing, acromegalia) o surrenale.
  • Aumento della pressione arteriosa al di sopra dei valori normali (nell'adulto 80-90 mm Hg di minima e 130-140 mmHg di massima). Può essere di origine secondaria (renale, endocrina, neurologica, ecc.) o primitiva (essenziale).
  • Notevole diminuzione, fino all'arresto, del flusso di sangue in un territorio dell'organismo. Per lo più deriva da fenomeni che riducono il lume vascolare, quali lesioni della parete, trombosi, embolia, spasmo vascolare, ma può anche derivare da un'insufficiente spinta impressa dal cuore al sangue, per esempio nel caso in cui quest'organo non sia più in grado di contrarsi in maniera adeguata.
  • Beta-lipoproteine, derivate dalle VLDL, considerate le principali responsabili del processo aterosclerotico; la loro funzione è quella di trasportare il colesterolo alle cellule periferiche.
  • Sostanze nella cui costituzione vi è un acido grasso. Tra essi sono compresi il colesterolo con i suoi esteri, i trigliceridi, i fosfolipidi e gli acidi grassi liberi. Ad eccezione di questi ultimi, i lipidi sono legati a proteine (lipoproteine). Rappresentano la maggior fonte energetica della dieta. Tutti i grassi hanno 9 calorie per grammo. Aiutano l’organismo ad assorbire le vitamine liposolubili come A, D, E, K e carotenoidi. Alcuni tipi di grassi, soprattutto i grassi saturi, possono provocare un aumento del colesterolo con conseguente incremento del rischio cardiovascolare. Negli alimenti si trovano combinazioni di acidi grassi monoinsaturi, polinsaturi e saturi.
  • Che interessa sia il cuore sia i vasi.  
  • Tecnica che combina i risultati di molti studi, di impianto simile e che hanno esaminato quesiti simili, per aumentare la numerosità del campione di valori su cui si ragiona e quindi l'affidabilità delle conclusioni.
  • Esame utile per valutare lo stato di mineralizzazione (contenuto di calcio) delle ossa e quindi indispensabile per la diagnosi di osteoporosi.
  • Malattia che si manifesta in età avanzata in seguito a lesione del sistema extrapiramidale ed è caratterizzata da lentezza dei movimenti volontari con andatura a piccoli passi, tipica espressione del volto, ipertonia muscolare, iperidrosi, tremore, e turbe neuropsichiche. Sin.: paralisi agitante.
  • Membrana di colore roseo che riveste la superficie interna delle cavità presenti nell'organismo.
  • Accumulo abnorme di grasso nell'organismo sotto forma di tessuto adiposo.
  • Aumento del peso corporeo di oltre il 20% di quello ideale. Indice di massa corporea (BMI) superiore o uguale a 30.
  • Tendenza alla stabilità dei processi interni dell'organismo (temperatura corporea, pH, circolazione sanguigna, ventilazione polmonare, ecc.) in equilibrio con le variazioni delle condizioni esterne mediante il funzionamento di sistemi corporei di controllo.
  • Rarefazione del tessuto osseo per diminuzione dell'attività degli osteoblasti, legata all'età o a malattie.
  • Il valore di pH è l'unità di misura per le caratteristiche acide o alcaline (basiche) di una soluzione e viene definito dalla seguente equazione: pH = -log [H+] dove [H+] rappresenta la concentrazione di ioni di idrogeno nella soluzione.
  • Lesione caratteristica dell'aterosclerosi, costituita da zone più o meno circoscritte di degenerazione grassa della parete del vaso, che appare di colorito giallastro se osservato dal lato luminale. All'accumulo di lipidi si associano zone di erosione, trombosi e fenomeni infiammatori.
  • Pressione del sangue nelle arterie dovuto all'attività contrattile del muscolo cardiaco e alla resistenza vascolare periferica, distinta in sistolica o massima e diastolica o minima.
  • Pressione arteriosa che si riscontra alla fine della diastole ventricolare. Sin.: pressione minima.
  • La percentuale dei soggetti della popolazione che ha una certa condizione in un dato momento. Dire che la prevalenza della malattia diabetica è del 5% significa che, nella popolazione in esame, al momento del rilievo, 5 soggetti su 100 sono diabetici. Da non confondere con "incidenza"(vedi).
  • Alimento che contiene microrganismi vivi che arrechino benefici all'ospite, migliorando la vitalità della flora intestinale.
  • Proteina sintetizzata nel fegato con la proprietà di essere precipitata dal polisaccaride C del pneumococco ed il cui tasso sierico aumenta negli stati infiammatori ed infettivi.
  • Gruppi pari ad un quinto della popolazione in esame, ottenuti disponendo i soggetti in ordine crescente secondo un certo parametro (ad es. l'altezza, o il consumo di un alimento, e cosi via), e separando poi il 20% dei soggetti con i valori più bassi del parametro in esame (I quintile), il 20% successivo (II quintile) e cosi via fino al 20% con valori più elevati (V quintile). Analoghe operazioni possono portare a suddividere la popolazione in terzili (tre gruppi) quartili (quattro gruppi) o percentili (cento gruppi).
  • La probabilità che un certo evento si manifesti in un intervallo di tempo predeterminato. Un rischio assoluto di infarto del 2% nei dieci anni successivi indica appunto che il soggetto ha due probabilità su cento di essere colpito da un simile evento nel tempo indicato.
  • Rapporto tra il rischio di un certo gruppo di soggetti ed il rischio di un gruppo di riferimento. Un rischio relativo pari a 0,85 significa che il gruppo a cui il valore si riferisce ha l'85% di probabilità di incorrere nell'evento studiato rispetto al gruppo di riferimento (o, in altre parole, il 15% in meno). Un rischio relativo di 1,35 al contrario, indica un eccesso di rischio del 35%, sempre rispetto al gruppo di riferimento.
  • Insieme di sintomi che, manifestandosi contemporaneamente, caratterizzano una malattia.
  • La Sindrome Metabolica è una condizione metabolica caratterizzata dalla contemporanea associazione di diversi fattori di rischio metabolici nello stesso paziente, che incrementano la possibilità di sviluppare patologie cardiovascolari e diabete.
  • In questi studi, parte dei soggetti viene sottoposta ad un intervento (in genere, ma non necessariamente, un farmaco). Mentra un secondo gruppo (di controllo) viene sottoposto ad un altro intervento. Questo secondo intervento può essere costituito dal placebo, e cioè da un prodotto privo di effetti farmacologici diretti. Ambedue i gruppi vengono quindi seguiti per un tempo predefinito. La differenza nell'incidenza degli eventi di interesse osservata nei due gruppi viene attribuita al trattamento somministrato.
  • Se i soggetti trattati sono ignari del fatto di aver ricevuto l'uno o l'altro dei trattamento testati, lo studio si definisce "in cieco". Se anche lo sperimentatore lo è, almeno fino al termine della raccolta dati, lo studio si definisce "in doppio cieco".
  • Sono sostanze lipidiche (grasse) che circolano nel sangue; la loro struttura è caratterizzata da una molecola di glicerolo a cui sono legate (esterificazione) tre molecole di acidi grassi; originano, in parte, dai grassi assunti con l'alimentazione, in parte vengono prodotti nel fegato e nel tessuto adiposo a partire da carboidrati.
  • Formazione, all'interno dei vasi sanguigni o all'interno delle cavità del cuore, di un coagulo solido che tende ad occupare il lume vascolare, e dal quale possono staccarsi frammenti che diventano emboli.
  • Proprietà fisica di opposizione allo scorrimento di sostanze fluide determinata dal grado delle forze di attrazione intermolecolare.