Un’ampia revisione conferma il ruolo della Dieta Mediterranea nella prevenzione cardiovascolare secondaria

30 Luglio, 2026

Gli effetti favorevoli della Dieta Mediterranea nella prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari sono universalmente riconosciuti e trovano riscontro in un’ampia letteratura scientifica. La qualità delle evidenze cliniche che sostengono il ruolo di questo modello alimentare in prevenzione secondaria, e quindi nei pazienti con patologie cardiovascolari pregresse, è invece considerata modesta.

Si propone di colmare questa lacuna una nuova revisione sistematica con metanalisi di tredici studi di coorte prospettici (ben 6 in più rispetto alla metanalisi precedente), per un totale di 54.034 pazienti, adulti con patologie cardiovascolari accertate (come pregresso infarto, ictus o sindrome coronarica), che sono stati seguiti per un periodo di tempo compreso tra i due e i dieci anni.

L’analisi della composizione della dieta tramite questionari validati ha permesso di confrontare gli esiti clinici rilevati tra i pazienti nella fascia di adesione più alta alla Dieta Mediterranea rispetto a quelli con l’adesione più bassa. Applicando rigorosi modelli statistici per il calcolo dei rischi relativi, tenendo accuratamente conto dei potenziali fattori confondenti e dell’eterogeneità dei singoli studi, gli autori hanno identificato forti associazioni protettive a favore della Dieta Mediterranea. Nello specifico, per i pazienti la cui alimentazione era più aderente a questo modello alimentare, in confronto con i soggetti con abitudini alimentari invece più distanti, risultavano ridotti rispettivamente del 26% il rischio di mortalità per tutte le cause e del 16% quello di mortalità prettamente cardiovascolare. Sul fronte clinico, il beneficio maggiore è stato registrato nella prevenzione delle recidive: a un’elevata aderenza corrispondeva infatti una diminuzione del 40% del rischio di incorrere in nuovi eventi cardiovascolari. Queste stime sono state confermate delle successive analisi di sensibilità, a dimostrazione della coerenza dell’effetto e della sua indipendenza dalle differenze metodologiche tra le diverse ricerche.

In sintesi, lo studio conferma che la Dieta Mediterranea può rappresentare una risorsa significativa anche in chi ha già subito danni cardiovascolari, migliorandone concretamente il quadro clinico e la sopravvivenza. Nelle considerazioni generali, gli autori propongono alcuni possibili meccanismi biologici alla base della correlazione: l’alto apporto di antiossidanti e grassi insaturi, comune alle diete con indice di mediterraneità elevato, ridurrebbe l’infiammazione e lo stress ossidativo migliorando la funzione endoteliale già compromessa; inoltre, potrebbe favorire un miglior assetto lipidico e modulare positivamente il microbiota intestinale.

Gli stessi autori elencano in dettaglio i possibili limiti della ricerca, che risiedono fondamentalmente nella natura esclusivamente osservazionale degli studi inclusi, che impedisce di stabilire un nesso causale definitivo e non esclude fattori confondenti residui, a cui si aggiunge una marcata eterogeneità clinica e metodologica dovuta all’uso di diversi sistemi per valutare l’aderenza alla dieta e alla variabilità della durata del follow-up considerato. Evidenziano però come, rispetto alle metanalisi precedentemente pubblicate, la loro analisi sia basata su un numero significativamente maggiore di studi e di pazienti coinvolti e produca dati significativi sul piano clinico, tali da suggerire che l’integrazione della Dieta Mediterranea nell’ambito delle terapie farmacologiche già utilizzate potrebbe rappresentare per i pazienti uno strumento complementare per contrastare il rischio di nuove complicanze.

The role of the Mediterranean diet in secondary cardiovascular disease prevention: a systematic review and meta-analysis of cohort studies

Gitsi E, Anastasiou C, Yannakoulia M, Vlachopoulos C, Marques-Vidal P, Estruch R, et al.
Nutr Metab Cardiovasc Dis. 2026 Jul 1:104854. Epub ahead of print.  

AIMS: Although the Mediterranean diet is well established for primary cardiovascular disease (CVD) prevention, its role in secondary prevention is less evidence-based. This systematic review and meta-analysis evaluate its association with CVD incidence and mortality in patients with existing CVD.
DATA SYNTHESIS: A systematic literature search was conducted in PubMed/MEDLINE, Scopus, Embase, and the Cochrane Library from database inception to February 28, 2026. Thirteen prospective cohort studies including adults with established CVD that assessed adherence to a Mediterranean dietary pattern and reported clinical outcomes were eligible. Pooled risk ratios (RRs) and 95% confidence intervals (CIs) were calculated using fixed- or random-effects models. The protocol was prospectively registered in PROSPERO (CRD420261335357). Thirteen prospective cohort studies comprising 54,034 patients with established CVD, over 13,311 events, and follow-up periods from 2 to 10 years were included. Higher adherence to the Mediterranean diet was associated with lower risk of all-cause mortality (0.74, 95%CI: 0.65-0.84), cardiovascular mortality (0.84, 95%CI: 0.75-0.94), and recurrent cardiovascular events (0.60, 95%CI: 0.39-0.92). Sensitivity analyses confirmed the robustness of the findings. Heterogeneity was moderate to high. No evidence of publication bias was observed for all-cause mortality, whereas publication bias was detected for recurrent CVD events, though the pooled estimate remained unchanged after trim-and-fill adjustment.
CONCLUSIONS: These findings support the inclusion of Mediterranean dietary patterns as an important component of secondary CVD prevention strategies, additional to pharmacological therapies and reinforce current guideline recommendations promoting cardioprotective dietary habits.

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