Uno studio propone il consumo di sardine nella prevenzione del diabete di tipo 2

11 Giugno, 2021

Inserire una porzione di pesce, almeno due volte la settimana, all’interno di una dieta sana ed equilibrata, giocherebbe un ruolo favorevole nella riduzione del rischio di sviluppare diabete di tipo 2 in soggetti anziani e con prediabete. Questo è quanto emerge da uno studio di intervento randomizzato e controllato condotto su 152 uomini e donne, di età pari o superiore a 65 anni e con livelli di glicemia a digiuno compresi tra 100 e 124 mg/dL. Tutti i partecipanti allo studio hanno seguito un piano alimentare per la prevenzione del diabete basato sulle indicazioni dell’American Diabetes Association, che promuove tra le altre cose il consumo di verdure, legumi e cereali integrali, pesce e carni magre. Il gruppo di intervento, in più, ha integrato la propria alimentazione con una porzione da 100 g di sardine all’olio d’oliva in scatola, due volte a settimana.

Dopo un anno, tra le persone randomizzate al consumo di sardine, l’80% di coloro che erano stati classificati ad “altissimo rischio” di sviluppare diabete ha lasciato la condizione nella quale si trovava all’inizio dello studio, rientrando in un gruppo a rischio minore: si è infatti passati dal 37% dei soggetti a rischio molto elevato a solo l’8% in quella condizione dopo 12 mesi di follow-up. Nel gruppo di controllo, invece, i soggetti ad “altissimo rischio” sono passati dal 27% al 22% del campione.  Inoltre, sebbene tutti i partecipanti abbiano ridotto il proprio peso corporeo e migliorato alcuni parametri metabolici, solo coloro che consumavano sardine hanno ottenuto una diminuzione significativa della pressione sanguigna, una riduzione dei livelli di trigliceridi nel sangue, un aumento del colesterolo HDL e un incremento significativo di adiponectina, ormone il cui aumento è associato a un minor rischio di insulinoresistenza e diabete.

Gli autori hanno attribuito i potenziali benefici delle sardine alla presenza in questi pesci di quantità significative di EPA e DHA, acidi grassi polinsaturi della serie omega-3 dotati di proprietà antinfiammatorie e in grado di aumentare la fluidità delle membrane e la quantità dei recettori dell’insulina, oltre che al contenuto di calcio e vitamina D, correlati a effetti protettivi nei confronti del diabete. Anche la taurina, amminoacido contenuto in abbondanza nei pesci e nei frutti di mare, studiato per le sue proprietà ipoglicemizzanti, antiossidanti e antinfiammatorie, potrebbe aver contribuito all’effetto protettivo evidenziato nello studio.

Type 2 diabetes preventive effects with a 12-months sardine-enriched diet in elderly population with prediabetes: An interventional, randomized and controlled trial.

Díaz-Rizzolo DA, Serra A, Colungo C, Sala-Vila A, Sisó-Almirall A, Gomis R.
Clin Nutr. 2021;40(5):2587-2598. doi: 10.1016/j.clnu.2021.03.014. Epub 2021 Mar 18. PMID: 33932804.

BACKGROUND: Fish could play a role in preventing type 2 diabetes (T2D) but there has been little specification about the type of fish and the preventive mechanism involved in its health claim. The sardine is a source of omega-3 and taurine that, in isolation or in synergy, would produce T2D-delaying through different molecular mechanism.
HYPOTHESIS: The consumption of twice a week of sardine, during one year would reduce T2D-developing risk in a population with prediabetes (preDM) and old age.
DESIGN: 152 subjects with fasting glucose between 100-124 mg/dL aged ≥65 yo were recruited from three primary care centers in Barcelona and were randomly distributed among two interventional groups: control group (CG) and sardine group (SG). Both groups received same T2D-prevention nutritional during a year but only SG had to add 200 g of sardine per week. All variables were collected before to start and at the end of the diet.
RESULTS: 152 people were randomized into CG (n=77) and SG (n=75) with 18 and 12 drop outs respectively. Subjects in SG, significantly compared to CG, decreased percentage classified-individuals in a very high risk group to develop T2D according to FINDRISC (p=0.035). In addition to increasing HDL-cholesterol and adiponectin and decreasing triglycerides (p<0.05) and blood pressure (<0.05), SG showed a lower HOMA-IR (p=0.032). The consumption of sardine characteristics nutrients as omega-3, EPA and DHA, vitamin D, fluorine and taurine were higher for SG (p<0.05). These results agreed with the increased of taurine, fatty acid (FA) omega-3 and bile acids circulating metabolites (p<0.05). Changes erythrocyte membrane FA were detected only in SG with a decrease of 5 omega-6 FA (p<0.001) and an increase of 3 omega-3 FA types (p<0.001).
CONCLUSION: We conclude that a year T2D-prevention diet with sardine supplementation has a greater protective effect against developing T2D and CV events.

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