Uno studio giapponese conferma l’importanza delle abitudini alimentari per contrastare l’osteoporosi

05 Settembre, 2025

I fattori di rischio per l’osteoporosi sono in parte non modificabili; è il caso di età, sesso, familiarità. Vi sono tuttavia anche abitudini di vita modificabili che possono condizionare la salute delle ossa nel tempo, quali il fumo, l’abuso di alcol, la cattiva qualità del sonno e la sedentarietà. L’attenzione degli esperti è oggi focalizzata sulla qualità dello stile di vita nel suo complesso e sulle diverse caratteristiche, compresi tempi e modi di assunzione dei pasti. Alcune ricerche hanno già evidenziato come l’abitudine di saltare la prima colazione sia correlata con una minore densità minerale ossea; altre hanno invece rilevato un rischio aumentato di fratture ossee tra coloro che non consumano regolarmente il primo pasto della giornata, in assenza di diagnosi di osteoporosi.

Allo scopo di chiarire la relazione tra rischio di fratture da osteoporosi e frequenza di consumo della prima colazione e i tempi di assunzione della cena, gli autori di questo studio hanno analizzato i dati di 927.130 soggetti di età pari o superiore a 20 anni, estratti dal database giapponese DeSC (che contiene dati sanitari e amministrativi di circa 11 milioni di persone), che si sono sottoposti a un controllo sanitario tra il 2014 e il 2022 e che sono stati seguiti per una durata media di 2,6 anni.

Durante il periodo di osservazione si sono verificate 28.196 fratture osteoporotiche maggiori (anca, avambraccio distale, vertebra o omero). L’analisi ha rivelato che, anche dopo l’aggiustamento per i principali fattori potenzialmente confondenti, il rischio di fratture era significativamente più alto tra chi aveva l’abitudine per più di 3 volte a settimana di saltare la colazione (HR: 1,18), o di cenare tardi, e cioè meno di 2 ore prima di coricarsi (HR: 1,08). La combinazione delle due abitudini ha mostrato un effetto additivo, con un rischio ancora maggiore per chi adottava entrambi i comportamenti (HR: 1,23) rispetto a chi non adottava nessuno dei due. L’analisi ha inoltre permesso di confermare altri fattori di rischio per la salute delle ossa come il fumo (HR: 1,11) e l’appartenenza al sesso femminile (HR: 2,50). Fattori invece protettivi sono risultati essere il sonno in genere adeguato (HR: 0,95) e la consuetudine di camminare di buon passo (HR: 0,84). I soggetti allo studio che avevano abitudini alimentari prevalentemente scorrette erano tendenzialmente più giovani, fumatori e sedentari.

Gli autori sottolineano che questi risultati, in base ai quali saltare la colazione e cenare tardi sarebbero fattori di rischio indipendenti e additivi per le fratture osteoporotiche, rafforzano l’idea che l’osteoporosi sia una patologia strettamente legata allo stile di vita. Tra i meccanismi ipotizzati essi includono un possibile impatto negativo sull’osso dovuto all’alterazione dei ritmi circadiani che regolano il metabolismo osseo e all’aumento dei livelli di cortisolo e dello stress ossidativo in caso di consumo tardivo della cena. Le ricerche future dovrebbero auspicabilmente approfondire la relazione tra tempi di consumo dei pasti e metabolismo osseo e valutare l’efficacia di interventi mirati a correggere le abitudini alimentari per la prevenzione delle fratture.

Dietary habits and osteoporotic fracture risk: retrospective cohort study using large-scale claims data

Nakajima H, Nishioka Y, Tamaki Y, Kamitani F, Kurematsu Y, Okada S, et al.
J Endocr Soc. 2025;9(9):bvaf127.

CONTEXT: Lifestyle habits, such as exercise, alcohol consumption, and smoking, are known to be closely associated with the risk of osteoporotic fracture. However, little is known regarding the association between osteoporotic fracture and dietary habits such as skipping breakfast and having a late dinner.
OBJECTIVE: This study aimed to examine the association between lifestyle habits, including diet, and the risk of osteoporotic fracture.
METHODS: Individuals aged 20 years or older were enrolled using the results of lifestyle questionnaires in health checkup data and the DeSC database, a Japanese claims database. Outcome was defined as the diagnosis of osteoporotic fracture (hip, distal forearm, vertebral, and humeral fractures). A Cox proportional-hazards model was used to calculate the association between osteoporotic fracture risk and lifestyle, adjusting for conventional risk factors. In the lifestyle questionnaires, those who answered “yes” to each question were compared to those who answered “no.”
RESULTS: Altogether, 927 130 participants were included, with a median follow-up duration of 2.6 years. The adjusted hazard ratios (95% CI) for lifestyle factors of smoking, daily alcohol consumption, exercise habits, fast gait speed, enough sleep, skipping breakfast, and late dinner were 1.11 (1.06-1.17), 0.91 (0.88-0.95), 0.99 (0.97-1.02), 0.84 (0.82-0.86), 0.95 (0.93-0.98), 1.18 (1.12-1.23), and 1.08 (1.04-1.12), respectively.
CONCLUSION: Our study is the first to demonstrate that skipping breakfast and having a late dinner are independently associated with a higher risk of osteoporotic fracture, using a large health checkup cohort.

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