Una revisione sistematica fornisce nuove informazioni sulla relazione tra kefir e salute metabolica

19 Settembre, 2025

Il valore nutrizionale dei prodotti lattiero-caseari sottoposti a fermentazione è ben riconosciuto; viene in genere attribuito alla elevata biodisponibilità dei nutrienti essenziali contenuti in questi prodotti (principalmente proteine di alta qualità, calcio e vitamine), alla presenza di probiotici e di composti bioattivi, che si formano durante la fermentazione, con effetti sulla funzione immunitaria e sulla regolazione metabolica. I potenziali benefici per la salute umana di questi alimenti trovano conferma negli studi secondo i quali il loro consumo regolare, nell’ambito di una dieta equilibrata, si associa alla riduzione del rischio di sindrome metabolica, diabete di tipo 2 e mortalità per cause cardiovascolari.

Si focalizza sul kefir la revisione sistematica con metanalisi condotta da ricercatori attivi in Turchia, uno dei Paesi nei quali il suo consumo è particolarmente diffuso: è una bevanda leggermente alcolica, prodotta a temperatura ambiente, caratterizzata dai “grani di kefir”, una complessa struttura composta da proteine, esopolisaccaridi (come il kefiran), diverse specie batteriche (es. Lactobacillus kefiranofaciens, Lactobacillus acidophilus) e lieviti (es. Saccharomyces cerevisiae, Candida kefyr).

L’analisi per sottogruppi dei risultati di 24 studi di intervento, per un totale di 1.150 partecipanti, ha evidenziato soprattutto effetti significativi del consumo di quantità di kefir variabili da 180 a 600 ml al giorno, per periodi compresi tra 2 e 15 settimane, sul metabolismo glicemico: il confronto tra i dati raccolti all’inizio e alla fine delle fasi di assunzione di questo alimento ha mostrato una riduzione significativa dei livelli di glucosio ematico a digiuno, dell’indice di insulino resistenza (HOMA index), con quantità di assunzione considerate medie (fino a 400 ml al giorno) e dell’emoglobina glicata con un apporto della bevanda più elevato (fino a 600 ml al giorno). La comparazione con i gruppi di controllo ha confermato la presenza di differenze significative, al termine della supplementazione, per la glicemia a digiuno e per HOMA index (-8,46 mg/dL e 1,71, rispettivamente).

Più complesso sembra essere l’impatto del consumo di kefir sui parametri infiammatori, tra i quali si riducono solamente il TNF-α (in confronto ai livelli del gruppo di controllo) e l’interferone-Y alla fine dell’assunzione rispetto al basale. Per quanto concerne il profilo lipidico, si osserva una riduzione del colesterolo LDL di circa 9 mg/dl in risposta a dosi di consumo elevate e un aumento del colesterolo HDL con quantità di assunzione invece basse, in assenza tuttavia di effetti significativi sui valori della colesterolemia totale. Nessuna variazione è stata invece registrata per i parametri antropometrici (peso corporeo, BMI o circonferenza vita).

In conclusione, queste osservazioni suggeriscono che il consumo di kefir negli adulti possa modulare favorevolmente il profilo metabolico; i benefici descritti sul controllo del glucosio ematico a digiuno e sulla sensibilità all’insulina appaiono particolarmente rilevanti per le persone con sindrome metabolica o diabete di tipo 2. L’impatto generale sui marcatori infiammatori sembra tuttavia inferiore a quanto ipotizzato in virtù delle proprietà attribuite al kefir. Gli autori delle metanalisi sottolineano le criticità della ricerca che impediscono di trarre conclusioni definitive sul ruolo di salute di questo alimento: la bassa numerosità degli studi disponibili per alcuni marcatori infiammatori e l’elevata eterogeneità dei trial condotti fino ad ora. In futuro, l’utilizzo di preparazioni di kefir standardizzate, con un contenuto microbico verificato, in studi di maggiore durata, differenziando i gruppi di partecipanti per patologia saranno determinanti per garantire risultati più attendibili e generalizzabili alla popolazione generale.

Effect of Different Kefir Dosages on Inflammation Status, Metabolic Profile, and Anthropometric Measurements in Adults: A Systematic Review and Meta-Analysis

Hamsho M, Hawari R, Yesil Z, Dakhel Z, Dursun Saydam D, Terzi M, Ranneh Y.
Nutr Metab Cardiovasc Dis. 2025 Sep 11:104364. 

AIM: Kefir, a traditional fermented milk, is rich in probiotics including, lactic acid producing bacteria and yeasts which act as fermentation starters. Studies have suggested its metabolic health benefits, though findings remain inconsistent. This systematic review and meta-analysis evaluated the effects of kefir consumption on anthropometric measures, metabolic profile, and inflammation.
DATA SYNTHESIS: A comprehensive literature search across Scopus, Embase, and PubMed (up to 25-01, 2025) identified 24 relevant interventional studies from 702 articles. Mean±SD values were obtained for both intervention and control groups. Forest plots and sub-group analyses by kefir dosage were generated using Cochrane Program Review Manager version 5.4.
CONCLUSION: Kefir consumption induced a significant reduction on FBG (MD=-8.46 mg/dL, p=0.006), and HOMA-IR (MD=-1.71, p=0.004). However, no significant effects were observed on anthropometric measures, lipid profile, or inflammatory markers. In conclusion, regular kefir consumption may improve blood glucose and insulin sensitivity, but further research is needed for definitive recommendations.

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