Una revisione sistematica della letteratura conferma come la struttura degli alimenti amidacei influenzi le risposte metaboliche postprandiali

25 Giugno, 2021

Seguire una dieta ricca in alimenti amidacei ad alto indice glicemico, che inducono dopo il consumo un veloce aumento dei livelli di glucosio e insulina nel sangue, può nel tempo favorire la comparsa di diabete di tipo 2 o malattie cardiovascolari. Tuttavia, sono diversi i fattori in grado di influenzare le risposte metaboliche postprandiali a questi alimenti. Si ricorda che l’amido è un polisaccaride caratterizzato da due diversi tipi di polimeri del glucosio, amilosio e amilopectina, il cui rapporto, ad esempio, può modificare notevolmente la morfologia del granulo di amido contenuto negli alimenti, influenzandone la digeribilità e, in ultima analisi, la risposta glicemica e insulinemica postprandiale.

In questa revisione sistematica e metanalisi sono stati presi in esame i dati ottenuti da 25 trial randomizzati e controllati che hanno valutato la relazione tra la struttura degli alimenti amidacei e la risposta metabolica dopo il pasto. Alcuni di questi trial hanno analizzato specificamente l’effetto del rapporto amilosio-amilopectina mentre altri si sono focalizzati sul grado di gelatinizzazione/retrogradazione dell’amido e altri ancora sulla lavorazione degli alimenti e sui loro effetti su risposta glicemica, insulinemica e sul controllo ormonale dell’appetito.

L’analisi dei dati ha confermato conoscenze pregresse sull’argomento: come, ad esempio, il fatto che la presenza predominante di amilosio rispetto all’amilopectina nell’amido comporta un aumento più contenuto dei livelli ematici di glucosio e insulina dopo il pasto. Questo è facilmente comprensibile perché quanto più la proporzione di amilosio (costituito da catene lineari di glucosio) è bassa, e quella di amilopectina (a struttura invece ramificata) è alta, tanto più l’amido contenuto nell’alimento sarà facilmente idrolizzabile dagli enzimi digestivi, e la glicemia postprandiale tenderà ad aumentare più velocemente.

L’effetto sulla glicemia è risultato minore se l’amido era meno gelatinizzato (e quindi meno cotto), più retrogradato (lasciato raffreddare) e in particelle di maggiori dimensioni (macinato meno finemente). Gli autori hanno invece sottolineato che il grado di lavorazione degli alimenti non sembra influenzare significativamente la sensazione di sazietà dopo il pasto, che probabilmente correla con la glicemia postprandiale. Tuttavia, quest’ultimo aspetto è meno chiaro, e necessita di ulteriori studi.

The impact of starchy food structure on postprandial glycemic response and appetite: a systematic review with meta-analysis of randomized crossover trials.

Cai M, Dou B, Pugh JE, Lett AM, Frost GS.
Am J Clin Nutr. 2021 May 28:nqab098. doi: 10.1093/ajcn/nqab098. Epub ahead of print.

BACKGROUND: Starchy foods can have a profound effect on metabolism. The structural properties of starchy foods can affect their digestibility and postprandial metabolic responses, which in the long term may be associated with the risk of type 2 diabetes and obesity.
OBJECTIVES: This systematic review sought to evaluate the clinical evidence regarding the impact of the microstructures within starchy foods on postprandial glucose and insulin responses alongside appetite regulation.
METHODS: A systematic search was performed in the PUBMED, Ovid Medicine, EMBASE, and Google Scholar databases for data published up to 18 January 2021. Data were extracted by 3 independent reviewers from randomized crossover trials (RCTs) that investigated the effect of microstructural factors on postprandial glucose, insulin, appetite-regulating hormone responses, and subjective satiety scores in healthy participants.
RESULTS: We identified 745 potential articles, and 25 RCTs (n = 369 participants) met our inclusion criteria: 6 evaluated the amylose-to-amylopectin ratio, 6 evaluated the degree of starch gelatinization, 2 evaluated the degree of starch retrogradation, 1 studied starch-protein interactions, and 12 investigated cell and tissue structures. Meta-analyses showed that significant reductions in postprandial glucose and insulin levels was caused by starch with a high amylose content [standardized mean difference (SMD) = -0.64 mmol/L*min (95% CI: -0.83 to -0.46) and SMD = -0.81 pmol/L*min (95% CI: -1.07 to -0.55), respectively], less-gelatinized starch [SMD = -0.54 mmol/L*min (95% CI: -0.75 to -0.34) and SMD = -0.48 pmol/L*min (95% CI: -0.75 to -0.21), respectively], retrograded starch (for glucose incremental AUC; SMD = -0.46 pmol/L*min; 95% CI: -0.80 to -0.12), and intact and large particles [SMD = -0.43 mmol/L*min (95% CI: -0.58 to -0.28) and SMD = -0.63 pmol/L*min (95% CI: -0.86 to -0.40), respectively]. All analyses showed minor or moderate heterogeneity (I2 < 50%). Sufficient evidence was not found to suggest how these structural factors influence appetite.
CONCLUSIONS: The manipulation of microstructures in starchy food may be an effective way to improve postprandial glycemia and insulinemia in the healthy population.

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