Una revisione a ombrello della letteratura conferma i benefici cardiometabolici dei fitosteroli

05 Giugno, 2026

I fitosteroli, naturalmente presenti negli alimenti di origine vegetale, sono tra i composti più studiati per la loro comprovata capacità di competere con il colesterolo a livello intestinale, riducendone l’assorbimento e quindi i livelli nel sangue delle lipoproteine che lo trasportano (prevalentemente le LDL).

Diverse ricerche condotte negli ultimi anni hanno inoltre messo in luce effetti dei fitosteroli su altri parametri cardiometabolici, con esiti non sempre omogenei.  Su tali possibili effetti cerca di fare chiarezza questa revisione “a ombrello”, frutto cioè dell’analisi metodologicamente rigorosa di 14 diverse revisioni sistematiche con metanalisi degli studi clinici randomizzati, che sono stati condotti in popolazioni di adulti sia sani e sia con ipercolesterolemia (anche in terapia con statine), supplementati con fitosteroli sotto forma di integratori o di alimenti arricchiti — come latticini, cereali, bevande e grassi spalmabili — a dosaggi variabili da 0,1 a 9 grammi al giorno.

Come atteso, i risultati confermano con un elevato grado di certezza che l’integrazione di fitosteroli induce riduzioni significative del colesterolo LDL e del colesterolo totale con un rapporto dose-risposta lineare inverso: benefici clinici modesti sul piano quantitativo ma interessanti dal punto di vista clinico (una riduzione di circa 8 mg/dL della colesterolemia LDL) sono stati rilevati già a dosaggi di 0,5-1 grammi al giorno, inferiori rispetto a quelli attualmente previsti per l’uso dell’indicazione di salute (claim) di riduzione della colesterolemia autorizzata nell’Unione Europea per alimenti e integratori. La conferma riguarda anche gli effetti associati ai livelli di assunzione ottenibili con la maggior parte dei prodotti alimentari fortificati e supplementi, pari ad almeno 1,5 g al giorno, e cioè la riduzione media del 7-10 % della colesterolemia LDL partendo da un valore basale di circa 135 mg/dL.

In più, i fitosteroli hanno mostrato effetti favorevoli, seppur di entità minore, su altri fattori di rischio: riduzioni statisticamente significative della pressione arteriosa sistolica e diastolica, della proteina C-reattiva ad alta sensibilità (un marker chiave dell’infiammazione) e dell’indice di massa corporea. L’efficacia è risultata comparabile tra le diverse popolazioni; i prodotti lattiero-caseari e i grassi vegetali si sono dimostrati matrici particolarmente efficienti per l’assunzione di questi composti. Non sono stati invece osservati cambiamenti rilevanti per quanto riguarda la colesterolemia HDL (il colesterolo usualmente definito “buono”), parametri collegati alla glicemia come l’emoglobina glicata, o la circonferenza addominale.

Queste osservazioni supportano il ruolo dei fitosteroli come composti versatili ed efficaci non solo per la gestione della colesterolemia, ma anche per ottenere un miglioramento del profilo cardiometabolico complessivo, suggerendo l’opportunità, in un’ottica preventiva, di valorizzarne l’apporto a dosi facilmente raggiungibili anche attraverso modelli alimentari plant-based o vegetariani. Dal punto di vista pratico, l’impiego di alimenti fortificati o integratori può rappresentare un approccio utile per un ampio spettro di pazienti, inclusi coloro che sono già in terapia con farmaci ad effetto ipocolesterolemizzante, per i quali l’effetto sinergico dei fitosteroli può contribuire a un raggiungimento più rapido ed agevole dei target terapeutici, e talvolta a modestia significative riduzioni di dosaggio. Infine, la varietà delle matrici alimentari che si sono dimostrate valide come veicolo di questi composti riflette l’offerta ai consumatori delle diverse opzioni disponibili per integrare i fitosteroli nella dieta quotidiana, favorendo una gestione del rischio cardiovascolare più flessibile e sostenibile nel tempo.

Efficacy of phytosterols for reduction of cardiometabolic risk factors: an umbrella review of systematic reviews and meta-analyses and updated dose-response meta-analyses of randomized trials

Zurbau A, Haintz L, Chen V, Glenn AJ, Kavanagh ME, Oguntala J, et al.
Clin Nutr. 2026. Epub ahead of print.   

BACKGROUND AND AIMS: Phytosterols reduce low density lipoprotein cholesterol (LDL-C) levels, supporting regulated health claims in over 10 jurisdictions. Their efficacy across different doses, matrices, and populations and cardiometabolic measures beyond LDL-C is unclear. We conducted a systematic umbrella review of meta-analytic evidence to evaluate effects of phytosterols (plant sterols/stanols) on LDL-C and other cardiometabolic risk factors across doses, matrices, and populations, explore dose-response relationships, and assess the certainty of evidence
METHODS: We searched MEDLINE, Embase and Cochrane (03 Sep 2025) for systematic reviews and meta-analyses (SRMAs) of randomized controlled trials investigating phytosterol effects on cardiometabolic risk factors, including lipid, glycemic, inflammatory, blood pressure and adiposity markers. Two independent reviewers extracted relevant data as weighted mean differences (MD) with 95% confidence intervals (CIs). The certainty of the evidence was assessed using GRADE.
RESULTS: We identified 14 distinct SRMAs on adults of mixed health statuses consuming phytosterol supplements or enriched foods (including fats/oils, dairy, grains, mixed drinks and mixed sources) on lipids (n=9 studies), glycemia (1), blood pressure (1), inflammatory (2), and adiposity (1) outcomes. Reductions were observed in LDL-C (MD range: -0.36 to -0.26 mmol/L), total cholesterol (MD range: -0.43 to -0.30 mmol/L), apoB (MD -0.06 [95%CI -0.08, -0.05] g/L), apoB/apoA-I (-0.044 [-0.062, -0.025] %), apoE (-0.26 [-0.47, -0.04] mg/dL), Lp(a) (-0.06 [-0.11, -0.01] nmol/L), free fatty acids (FFA; -0.14 [-0.20, -0.08] mg/dL), systolic (-1.55 [-2.67, -0.42] mmHg) and diastolic blood pressure (-0.84 [-1.60, -0.08] mmHg), hs-CRP (-0.25 [-0.42, -0.07] mg/L), and BMI (-0.06 [-0.12, -0.01] kg/m²). An increase was seen in apoA-I (0.014 [0.001, 0.028] g/L) and apoC-II (0.30 [0.08, 0.52] mg/dL). There was a trivial reduction in triglycerides reported in one SRMA and no changes in HDL-C, apoC-III, apoA-II fasting blood glucose, HbA1c, TNF-α, IL-6, oxLDL-C, body weight, waist circumference, or fat mass. There was an inverse linear dose-response between phytosterols and LDL-C with reductions ≥0.2 mmol/L observed at plant sterol/stanol doses as low as 0.5-1 g/day. The certainty of evidence was generally high for LDL-C and moderate to high for most other lipid and cardiometabolic outcomes with downgrades for inconsistency, imprecision and/or publication bias.
CONCLUSIONS: The evidence indicates that phytosterols result in moderate reductions in LDL-C and total cholesterol and provides a good indication for small important improvements in apoB, hs-CRP and apoC-II and trivial improvements in triglycerides, apoA-I, apoB/A-I, apoE, Lp(a), FFA, blood pressure, and BMI, with no effects on other cardiometabolic risk factors.

Condividi

AP&B

Eventi

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER NFI

Riceverai la nostra selezione della letteratura scientifica e il mensile AP&B (Alimentazione, Prevenzione & Benessere), pensato per chi vuole conoscere i presupposti di un'alimentazione che dia un contributo attivo allo “star bene”.

Non inviamo spam!
Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.