Una revisione a ombrello analizza la relazione tra apporto di proteine e rischio di tumori

06 Maggio, 2024

Questo lavoro, che nasce a supporto delle linee guida per una sana alimentazione della società tedesca di nutrizione, è una revisione “a ombrello”, e cioè una valutazione complessiva di dieci revisioni sistematiche della letteratura, che in otto casi includevano anche la metanalisi dei dati, che hanno esaminato l’associazione tra i livelli di assunzione di proteine e il rischio di sviluppare tumori nel tempo.

La prima osservazione degli autori riguarda le grandi differenze tra gli apporti medi di proteine con la dieta rilevati nei diversi studi esaminati: i valori per le proteine animali erano compresi tra 9 e 47 grammi al giorno nei gruppi con livelli di assunzione più bassi e tra 41 a 80 grammi al giorno nei gruppi con livelli più elevati; l’assunzione di proteine vegetali variava invece  tra 13 e 29 grammi al giorno per i gruppi che ne assumevano di meno e tra 28 e 47 grammi al giorno per i gruppi che invece ne assumevano di più. L’apporto proteico complessivo medio più elevato era pari a 129 grammi giornalieri.

I risultati principali indicano che all’apporto proteico totale più elevato non corrisponde un aumento del rischio di cancro al seno, alla prostata, al colon-retto, all’ovaio o al pancreas. La valutazione separata delle proteine da diverse fonti, vegetali e animali, non ha invece permesso di riscontrare associazioni significative, né in senso protettivo, né in senso sfavorevole, con il rischio tumorale in generale e con il rischio di specifiche tipologie di cancro: al seno, al colon-retto, alla prostata, all’ovaio o al pancreas.

Gli autori sottolineano anche come la qualità metodologica delle revisioni sistematiche fosse molto variabile (ma mediamente non elevata), e il grado di certezza delle evidenze per ogni specifica patologia da molto bassa a bassa. In particolare, la mancanza di associazione con l’assunzione di proteine totali è stata valutata come “possibile” per il solo rischio di cancro colorettale, mentre per gli altri tipi di tumore è stata classificata come “insufficiente”, e quindi inadeguata per trarre conclusioni definitive.

L’analisi complessiva suggerisce quindi l’assenza di un’associazione evidente tra il consumo totale di proteine e il rischio di cancro, ma evidenzia anche che la qualità delle informazioni disponibili al proposito è limitata, specialmente a causa della variabilità nella qualità metodologica delle revisioni sistematiche incluse. Inoltre, il carattere osservazionale degli studi utilizzati rende difficile definire chiari rapporti di causalità, ma anche generalizzare i risultati.

Protein intake and cancer: an umbrella review of systematic reviews for the evidence-based guideline of the German Nutrition Society

Kühn T, Kalotai N, Amini AM, Haardt J, Lehmann A, Schmidt A, et al. German Nutrition Society.
Eur J Nutr. 2024 Apr 21. Epub ahead of print.

PURPOSE: It has been proposed that a higher habitual protein intake may increase cancer risk, possibly via upregulated insulin-like growth factor signalling. Since a systematic evaluation of human studies on protein intake and cancer risk based on a standardised assessment of systematic reviews (SRs) is lacking, we carried out an umbrella review of SRs on protein intake in relation to risks of different types of cancer.
METHODS: Following a pre-specified protocol (PROSPERO: CRD42018082395), we retrieved SRs on protein intake and cancer risk published before January 22th 2024, and assessed the methodological quality and outcome-specific certainty of the evidence using a modified version of AMSTAR 2 and NutriGrade, respectively. The overall certainty of evidence was rated according to predefined criteria.
RESULTS: Ten SRs were identified, of which eight included meta-analyses. Higher total protein intake was not associated with risks of breast, prostate, colorectal, ovarian, or pancreatic cancer incidence. The methodological quality of the included SRs ranged from critically low (kidney cancer), low (pancreatic, ovarian and prostate cancer) and moderate (breast and prostate cancer) to high (colorectal cancer). The outcome-specific certainty of the evidence underlying the reported findings on protein intake and cancer risk ranged from very low (pancreatic, ovarian and prostate cancer) to low (colorectal, ovarian, prostate, and breast cancer). Animal and plant protein intakes were not associated with cancer risks either at a low (breast and prostate cancer) or very low (pancreatic and prostate cancer) outcome-specific certainty of the evidence. Overall, the evidence for the lack of an association between protein intake and (i) colorectal cancer risk and (ii) breast cancer risk was rated as possible. By contrast, the evidence underlying the other reported results was rated as insufficient.
CONCLUSION: The present findings suggest that higher total protein intake may not be associated with the risk of colorectal and breast cancer, while conclusions on protein intake in relation to risks of other types of cancer are restricted due to insufficient evidence.

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