Una nuova metanalisi non rileva una correlazione protettiva tra il consumo di frutta secca a guscio e il rischio di diabete di tipo 2

22 Febbraio, 2021

Un crescente numero di studi suggerisce un ruolo favorevole al consumo di frutta secca con guscio sulla salute. Anche il rischio didiabetedi tipo 2 sembrerebbe ridotto tra i consumatori rispetto ai non consumatori: le prove a sostegno di quest’ultima tesi rimangono tuttora controverse e non conclusive.
Con lo scopo di esaminare questa possibile relazione con gli autori di questametanalisihanno preso in esame i dati ottenuti in 8 grandi studi osservazionali, di cui 5 prospettici e 3 trasversali, condotti in tutti i continenti. Dall’analisi complessiva dei dati non è emersa alcuna associazione significativa tra il consumo di frutta secca a guscio e il rischio didiabete. Un effetto protettivo si è osservato esclusivamente per il burro di arachidi, consumato abitualmente nella popolazione americana, che è risultato inversamente associato in modo statisticamente significativo con l’incidenzadidiabete(RR: -13%), e forse per le noci, per le quali era tuttavia disponibile un unico studio, che necessita di ulteriori conferme.
Questi risultati, che sono in buon accordo con quelli di precedentimetanalisicondotte sullo stesso argomento, sono tuttavia in contrasto con alcuni studi di intervento che suggeriscono invece un effetto positivo favorevole del consumo di frutta secca oleosa sul controllo glicemico ed insulinemico, specie nelle persone sane. Nonostante questa categoria di alimenti abbia certamente un ruolo nell’ambito di una dieta sana ed equilibrata, grazie al suo contenuto di minerali, vitamine, fibre, ma anche di fitosteroli e composti fenolici per i quali è ormai accertato l’effetto positivo sulla salute in generale, il loro ruolo nella prevenzione deldiabetedi tipo due sembra quindi al più incerto.
Sul piano generale è importante osservare che gli studi “negativi” che compaiono in letteratura sono spesso valutati con minore attenzione, soprattutto dalla stampa “laica”, rispetto a quelli che invece suggeriscono nuove associazioni, favorevoli o non favorevoli, tra alimenti e salute. È invece molto importante valutare la letteratura nel suo complesso, emetanalisicome questa vanno considerati strumenti importanti per fare chiarezza su questi temi di evidente importanza ed interesse generale.

Consumo di noci e rischio di diabete di tipo 2: una revisione sistematica e una meta-analisi di studi osservazionali

Becerra-Tomás N, Paz-Graniel I, Hernández-Alonso P, Jenkins D, Kendall C, Sievenpiper JL, Salas-Salvadó J.
Am J Clin Nutr. 2021;nqaa358. [pubblicato online prima della stampa, 20 gennaio 2021].

BACKGROUND: Precedenti meta-analisi, con alcune controversie metodologiche, hanno valutato la relazione tra il consumo di noci e il rischio di diabete di tipo 2 (T2D) e hanno indicato risultati contraddittori, rendendo auspicabile l’esecuzione di una meta-analisi aggiornata.
OBIETTIVI: Abbiamo mirato a rivedere sistematicamente e meta-analizzare tutti gli studi pubblicati che indagavano le relazioni tra il totale della frutta a guscio e i diversi tipi di frutta a guscio, ovvero noci, arachidi, burro di arachidi e frutta a guscio totale, con la prevalenza e l’incidenza del T2D.
METODI: È stata condotta una ricerca sistematica nei database PubMed e Cochrane fino al 12 agosto 2020. Il metodo della varianza inversa con modelli a effetti fissi è stato utilizzato per raggruppare i dati tra gli studi, espressi come rapporti di rischio (RR) o OR e IC al 95% per studi prospettici di coorte e trasversali, rispettivamente. Il test Cochran Q e la statistica I2 sono stati utilizzati rispettivamente per testare e quantificare l’eterogeneità. È stata condotta anche una meta-analisi dose-risposta.
RISULTATI: Otto studi (5 prospettici e 3 trasversali) sono stati inclusi nella sintesi quantitativa. Meta-analisi di studi trasversali e studi prospettici di coorte, confrontando le categorie più alte con quelle più basse, hanno rivelato un’associazione non significativa tra il consumo totale di noci e il T2D. Meta-analisi di studi prospettici di coorte hanno mostrato un’associazione inversa tra consumo di burro di arachidi e incidenza di T2D (RR: 0,87; IC 95%: 0,77, 0,98; I2 = 50,6%; Eterogeneità = 0,16), mentre non è stata osservata alcuna associazione tra arachidi o alberi noci e T2D. Negli studi prospettici di coorte non è stata riscontrata alcuna evidenza di un gradiente dose-risposta lineare o non lineare per il consumo totale di noci e arachidi. La certezza delle prove utilizzando NutriGrade era molto bassa per tutte le esposizioni.
CONCLUSIONI: I risultati attuali non dimostrano un’associazione tra il consumo totale di noci, arachidi o frutta a guscio con il T2D. Il consumo di burro di arachidi può essere inversamente associato a questa malattia.

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