Una metanalisi di studi di intervento conferma i benefici dei legumi sul profilo lipidico e glicemico
10 Gennaio, 2025
I legumi sono riconosciuti come alimenti nutrizionalmente favorevoli grazie al contenuto elevato di fibre e proteine e la loro presenza regolare caratterizza i modelli dietetici più equilibrati, come quello mediterraneo. Per quanto riguarda specificamente l’effetto del consumo elevato di legumi sul profilo cardiometabolico, gli studi disponibili in letteratura forniscono risultati piuttosto eterogenei, probabilmente a causa delle diverse metodologie adottate.
Si propone di fornire informazioni utili in tal senso questa metanalisi condotta sui dati di 24 trial randomizzati controllati, per un totale di 1938 partecipanti, con o senza condizioni preesistenti come il diabete di tipo 2 o le malattie cardiache, che abbiano assunto quotidianamente per almeno sei settimane una media di 86 g di legumi al giorno come parte dell’intervento. I dati dei trial, che nel 70% includevano il confronto con un cibo di controllo assunto in quantità iso-energetiche, sono stati combinati usando modelli a effetti casuali e analisi di regressione predefinite per identificare i fattori in grado di influenzare i risultati.
È emerso che a un maggiore consumo di legumi corrispondeva una riduzione dei livelli di colesterolo totale e LDL (in media – 9 mg/dL e -6 mg/dL rispettivamente) e della glicemia a digiuno (-3 mg/dL in media). Una relazione di tipo dose risposta è stata definita soltanto per quest’ultimo parametro. Nessun effetto significativo è stato invece rilevato sulla colesterolemia HDL, sui trigliceridi e sul peso corporeo, probabilmente a causa dell’impiego di alimenti isocalorici nei gruppi di controllo. I risultati, che hanno mostrato un’eterogeneità piuttosto elevata (I² > 90%), sono apparsi influenzati da variabili come il tipo di legume considerato, la durata dell’intervento e le condizioni basali dei partecipanti (es. la presenza di obesità o diabete).
Aumentare l’assunzione di legumi migliora quindi alcuni parametri di rischio cardiometabolico, ma gli effetti osservati sono di ampiezza modesta e probabilmente non in grado di spiegare le riduzioni degli eventi clinici di natura cardiometabolica osservate in molti studi epidemiologici. È possibile che tali riduzioni siano dovute anche agli effetti degli alimenti che, in questi studi, venivano sostituiti dai legumi; gli effetti dei legumi sulla salute dovranno essere approfonditi in studi ulteriori, anche valorizzando aspetti (come il possibile impatto sul microbiota intestinale, dovuto all’elevato contenuto in fibra) non analizzati negli studi pubblicati.
Legume intakes on cardiometabolic profile and gut microbiome function: systematic review and meta-analyses of randomised controlled trials
Hossain MA, Soni K, Agyei D, Kebede B, Reynolds AN.
Eur J Nutr. 2024 Dec 30;64(1):60.
BACKGROUND: Legumes are widely considered one of the most beneficial food groups to consume. They are high in fibre and plant-based protein as well as naturally low in sodium, saturated fats, and sugars. However, legumes do not feature prominently in the modern diet, and previous evidence syntheses show inconsistent results on cardiometabolic risk profile when increasing legume intakes. This review examines the impact of legume intake on cardiometabolic profile and gut microbiome.
METHODS: EMBASE, OVID Medline, and the Cochrane Central Register of Controlled Trials were searched up to 15 May 2024 with checking of relevant reference lists and bibliographies. Relevant data were extracted into pre-tested forms and risk of bias was assessed with Cochrane RoB2. Searches, screening, and risk of bias assessment were done independently by two reviewers. We have considered trials where legumes were provided to adults, with and without pre-existing conditions (i.e. type 2 diabetes, heart disease or dyslipidaemia), in randomised controlled trials of at least six weeks duration on cardiometabolic risk factors and gut microbiome outcomes. Trial data were pooled using random effects models. Prespecified regression analyses were then performed to identify the factors influencing pooled results. Certainty of evidence was assessed with GRADE.
RESULTS: We identified 30 papers of 24 trials with 33 eligible comparisons where legumes (daily average 86 g (range 2-251)) were provided to 1,938 participants. No eligible studies reported on microbiome outcomes. There was moderate certainty evidence that higher legume intakes improved total cholesterol (mean difference (MD) -0.23mmol/L, 95%CI -0.33 to -0.13), LDL cholesterol (MD -0.16mmol/L (-0.24 to -0.08)), and fasting blood glucose (MD -0.18mmol/L (-0.30 to -0.06)). The majority of trial comparisons (70%) provided an isoenergetic control food. Pooled results were influenced by underlying differences between trials such as type and format of legumes provided, but not consistently across multiple outcomes.
CONCLUSIONS: Increasing legume intakes improved some blood lipid and glucose parameters, but not all. Isoenergetic comparisons in trials may obscure changes in cardiometabolic risk factors due to greater satiation or reduced intake, and no trials greater than six weeks duration were identified to consider the microbiome-mediated health effects with greater legume intakes. Future trials in these areas are necessary.
Condividi
AP&B
Eventi
6th International Carbohydrate Quality Consortium (ICQC) Meeting
Sesta edizione dell’incontro dell’International Carboydrate Quality Consortium (ICQC), che riunisce i maggiori esperti internazionali nel campo dei carboidrati e della salute.
