Un gruppo di esperti evidenzia le possibili criticità dell’applicazione della classificazione NOVA ai sostituti dei prodotti di origine animale a base di soia

31 Marzo, 2022

In molti paesi asiatici, e negli ultimi anni anche in occidente, sono aumentati i consumi dei prodotti a base di soia in alternativa a carni e latticini. Se la valutazione nutrizionale dì questi prodotti si basasse esclusivamente sul sistema NOVA, che classifica gli alimenti in base al loro grado di “processazione”, essi dovrebbero essere considerati semplicemente come “ultra-processati” (UPF: Ultra Processed Foods), e sarebbero quindi da consumare nelle minori quantità possibili, al contrario delle carni e dei latticini freschi, classificati invece come “non trasformati” o “minimamente trasformati”.

Secondo il gruppo di ricerca che ha analizzato in questo lavoro le caratteristiche degli alimenti a base di soia, emerge in realtà che il profilo nutrizionale di questi prodotti è in buona parte favorevole. I burger o le bevande a base di soia, ad esempio, hanno generalmente una densità energetica simile o inferiore a quella degli omologhi di origine animale; inoltre, contengono una quantità paragonabile di proteine, una quota inferiore di grassi e, in più le fibre, che come è noto aumentano il senso di sazietà. Inoltre, le bevande vegetali sono in genere caratterizzate da un indice indice glicemico favorevole.

Anche considerando singolarmente l’impatto ambientale, quello dei derivati della soia è più contenuto della maggior parte degli alimenti classificati come UPF e anche di alcuni cibi freschi: valutare le bevande vegetali e i succedanei della carne a base di soia solo classificandoli come UPF potrebbe quindi creare confusione, inducendo il consumatore a escludere alimenti che al contrario possono essere incorporati in un’alimentazione varia ed equilibrata in alternativa ai prodotti di origine animale e offrire potenzialmente benefici per l’ambiente.

L’analisi è interessante tuttavia soprattutto sul piano concettuale, perché dimostra ancora una volta che le trasformazioni alimentari su base industriale non sono necessariamente associate a scarsa qualità nutrizionale dei prodotti finiti, sottolineando piuttosto come ogni trasformazione degli alimenti vada valutata in modo specifico, tenendo adeguatamente conto anche della composizione finale degli alimenti che ne derivano.

Perspective: Soy-Based Meat and Dairy Alternatives, Despite Classification as Ultra-Processed Foods, Deliver High-Quality Nutrition on Par With Unprocessed or Minimally Processed Animal-Based Counterparts

Messina M, Sievenpiper JL, Williamson P, Kiel J, Erdman JW.
Adv Nutr. 2022;nmac026. doi:10.1093/advances/nmac026

In many non-Asian countries, soy is consumed via soy-based meat and dairy alternatives, in addition to the traditional Asian soyfoods, such as tofu and miso. Meat alternatives are typically made using concentrated sources of soy protein, such as soy protein isolate (SPI) and soy protein concentrate (SPC). Therefore, these products are classified as ultra-processed foods (UPFs, Group 4) according to NOVA (not an acronym), an increasingly widely used food classification system that classifies all foods into one of four groups according to the processing they undergo. Furthermore, most soymilks, even those made from whole soybeans, are also classified as UPFs because of the addition of sugars and emulsifiers. Increasingly, recommendations are being made to restrict the consumption of UPFs because their intake is associated with a variety of adverse health outcomes. Critics of UPFs argue these foods are unhealthful for a wide assortment of reasons. Explanations for the proposed adverse effects of UPFs include their high energy density, high glycemic index (GI), hyper-palatability, and low satiety potential. Claims have also been made that UPFs are not sustainably produced. However, this perspective argues that none of the criticisms of UPFs apply to soy-based meat and dairy alternatives when compared to their animal-based counterparts, beef and cow’s milk, which are classified as unprocessed or minimally processed foods (group 1). Classifying soy-based meat and dairy alternatives as UPFs may hinder their public acceptance, which could detrimentally affect personal and planetary health. In conclusion, the NOVA classification system is simplistic and does not adequately evaluate the nutritional attributes of meat and dairy alternatives based on soy.

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