Un apporto energetico a colazione in linea con le raccomandazioni nutrizionali si associa a un miglior salute delle arterie

17 Maggio, 2019

Consumare la prima colazione su base regolare, garantendo un apporto energetico in linea con le raccomandazioni nutrizionali, e un’abitudine associata a una migliore elasticità dell’aorta e all’integrità della parete delle carotidi. Il dato, emerso dallo studio greco Corinthia, riconfermerebbe l’opportunità di non saltare il primo pasto della giornata, che alcuni studi recenti sembrerebbero invece rimettere in discussione, ampliando le conoscenze sul ruolo protettivo della colazione nei confronti del rischio cardiovascolare nell’età adulta e anziana.

Lo studio è stato condotto su 2.043 uomini e donne, di età dai 40 anni in poi, residenti nella regione di Corinto, rappresentativi delle diverse classi socioeconomiche. Di tutti sono stati registrati i principali parametri di salute, la presenza di fattori di rischio o di malattie cardiometaboliche, l’abitudine al fumo; inoltre, sono stato valutato l’elasticità dell’aorta (il parametro utilizzato è la velocità dell’onda sfigmica tra la carotide e l’arteria femorale) e lo spessore della parete carotidea, che correla con la presenza di placche arteriosclerotiche e, in generale , con il livello diaterosclerosinell’intero organismo. In parallelo sono state raccolte informazioni sulle abitudini alimentari e i partecipanti stati suddivisi in tre gruppi in base alla quota energetica assunta con la prima colazione: elevata (superiore al 20% del totale quotidiano), medio-bassa (corrispondente al 5-20% del totale quotidiano), nulla o molto bassa (meno del 5% dell’energia totale).

È emerso che i soggetti abituati ad assumere colazioni più sostanziose mostravano anche una migliore elasticità aortica e uno spessore carotideo inferiore rispetto a coloro che consumavano una prima colazione energeticamente medio-bassa; la differenza era ancora più marcata rispetto a chi d’abitudine saltava la prima colazione.
Gli Autori sottolineano che non è la prima volta che la quota di energia assunta con il primo pasto della giornata si dimostra più rilevante, ai fini della salute cardiovascolare, della composizione del pasto stesso. I risultati dello studio da una parte confermano i vantaggi generali della prima colazione, e dall’altra evidenziano l’opportunità di rivalutare la distribuzione dell’apporto quotidiano di calorie, spostandone (come peraltro suggeriscono le linee guida) almeno il 20% al pasto mattutino .

Associazione della colazione con rigidità arteriosa e carico aterosclerotico carotideo. Approfondimenti dallo studio ‘Corinthia’

Oikonomou E, Lazaros G, Christoforatou E, Chasikidis C, Vavouranaki G, Vogiatzi G, Vogiatzi G, Papamikroulis GA, Tsalamandris S, Gergiopoulos G, Mazaris S, Theofilis P, Anastasiou M, Galiatsatos N, Tousoulis D. Nut Metab Cardiov Dis
2019 23 aprile; [Epub prima della stampa]

BACKGROUND E OBIETTIVI: Il ruolo dei modelli dietetici nelle malattie cardiovascolari è stato messo in discussione. Il ruolo della colazione come elemento di equilibrio dell’apporto energetico ha guadagnato interesse nella ricerca. Tuttavia, gli effetti dei modelli dietetici legati al consumo della colazione sulla funzione vascolare non sono noti. Abbiamo esplorato l’associazione delle abitudini di consumo della colazione con le proprietà elastiche della parete arteriosa e l’aterosclerosi carotidea.
METODI E RISULTATI: In questo studio trasversale abbiamo arruolato 2.043 abitanti della regione della Corinzia in Grecia. La velocità dell’onda del polso carotido-femorale (cf-PWV) è stata utilizzata per valutare la rigidità arteriosa. È stato misurato lo spessore intima-media carotideo (cIMT) e sono stati calcolati il ​​cIMT medio e massimo. Secondo i questionari sulla frequenza alimentare, è stato stimato il contributo della colazione all’apporto energetico totale giornaliero (>20%; 5-20% e <5%). I soggetti sono stati classificati rispettivamente come consumatori di colazione ad alto contenuto energetico (HeBC), consumatori di colazione a basso contenuto energetico (LeBC) e coloro che saltano la colazione (SBf). Dalla popolazione dello studio 240 soggetti sono stati classificati come HeBC, 897 come LeBC e 681 come SBf. La media di cf-PWV era significativamente più alta nei soggetti SBf rispetto a LeBC e HeBC (9,35±2,82 m/sec contro 9,09±2,77 m/sec contro 8,76±2,69 m/sec, p=0,02). Il cIMT medio era significativamente più alto nei soggetti SBf rispetto a LeBC e HeBC (1,04±0,46 mm vs 0,99±0,43 mm vs 0,92±0,39 mm, p=0,01). Anche dopo aggiustamento per potenziali fattori di confondimento e fattori di rischio cardiovascolare, i soggetti SBf hanno aumentato significativamente il cIMT medio e il cf-PWV.
CONCLUSIONE: Saltare la colazione ha un effetto negativo sulla rigidità arteriosa e sul carico ateromatico carotideo. L’aumento dell’apporto energetico totale a colazione può agire in modo protettivo contro l’aterosclerosi, una scoperta meritevole di ulteriore esplorazione fisiopatologica con potenziali implicazioni cliniche.

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