Supplementazione con acidi grassi insaturi e acne: i possibili meccanismi genetici alla base dell’infiammazione cutanea

07 Aprile, 2025

Uno studio pubblicato sull’European Journal of Nutrition esplora l’intricata relazione tra acidi grassi insaturi e acne, combinando dati clinici e genetici per chiarire il ruolo di questi composti nella patogenesi della malattia cutanea più diffusa al mondo. I ricercatori hanno integrato una revisione sistematica di trial clinici randomizzati con un’analisi genetica basata su dati di popolazione europei, identificando alcuni metaboliti lipidici e alcuni meccanismi genetici chiave che potrebbero essere coinvolti nei processi infiammatori dell’acne.

La revisione ha incluso cinque trial clinici randomizzati condotti tra Asia e Sud America, per un totale di 699 pazienti affetti da acne, cui venivano somministrati diversi acidi grassi insaturi (omega-3, omega-6, omega-7 e omega-9), confrontandone l’effetto con un placebo o altri trattamenti. I risultati hanno evidenziato che la supplementazione con acidi grassi omega-3, in particolare EPA e DHA, è associata a una significativa riduzione delle lesioni acneiche: un effetto comprensibile alla luce del loro ben noto effetto antinfiammatorio. Alcuni studi hanno riscontrato effetti benefici anche da parte dell’acido gamma-linolenico (GLA, omega-6), mentre l’acido linoleico (LA, anch’esso omega-6) non ha mostrato un’efficacia significativa.

Parallelamente, l’analisi genetica ha permesso di identificare tre metaboliti degli acidi grassi polinsaturi associati in modo causale all’acne: l’acido di-omo-gamma-linolenico (DGLA), che correla con un aumento anche di 8 volte del rischio di sviluppare acne (OR = 8,457), mentre per l’acido arachidonico (AA) e l’acido eicosapentaenoico (EPA) il rischio di sviluppare la patologia si riduce rispettivamente del 68% (OR=0,318) e dell’80% (OR=0,209). Questi effetti potrebbero essere mediati da enzimi regolatori chiave del metabolismo lipidico, in particolare le desaturasi FADS1 e FADS2, coinvolte nella sintesi e nella trasformazione degli acidi grassi polinsaturi.

I risultati sostengono quindi l’impiego mirato di acidi grassi omega-3 come coadiuvanti nella gestione dell’acne. Lo studio offre un contributo significativo alla comprensione dei meccanismi metabolici e genetici che legano la dieta all’infiammazione cutanea, aprendo la possibilità a nuove prospettive per interventi nutrizionali personalizzati nella cura dell’acne. Tuttavia, gli autori sottolineano che l’analisi genetica è limitata alla popolazione europea e auspicano futuri studi per confermare la validità dei risultati su scala globale.

Exploring clinical and genetic evidence in association between unsaturated fatty acids and acne

Zhang L, Li Y, Pu Y, Dang T, Shi Q, Wu W.
Eur J Nutr. 2025 Mar 19;64(3):130.

PURPOSE: This study aims to comprehensively analyze the intricate relationship between unsaturated fatty acids (UFAs, particularly omega-3 and omega-6 UFAs) and acne, from their clinical therapeutic effects to their underlying genetic regulatory mechanisms, to elucidate the role of UFAs in acne pathogenesis.
METHODS: Clinical evidence synthesis: we systematically reviewed randomized controlled trials (RCTs) to evaluate the impact of UFA supplementation on acne treatment outcomes. Genetic analysis: two-sample Mendelian randomization (MR) analysis we used to investigate causal relationships between serum UFA metabolites and acne, identifying potential key regulatory enzymes.
RESULTS: The synthesis of these RCT studies confirmed that UFA supplementation improved acne conditions. MR analysis revealed causal links between three serum UFA metabolites and acne, with dihomo-gamma-linolenic acid (DGLA) (OR = 8.457; 95% CI: 2.367-30.214; P-value = 0.001) as a risk factor and arachidonic acid (AA) (OR = 0.209; 95% CI: 0.071-0.618; P-value = 0.005) and eicosapentaenoic acid (EPA) (OR = 0.318; 95% CI: 0.102-0.991; P-value = 0.048) as protective factors. Functional annotation suggested enzymes such as Δ5 desaturase (FADS1) and Δ6 desaturase (FADS2) may play a role in acne regulation.
CONCLUSION: This study offers evidence that supports a connection between UFAs and acne, examining this relationship from both clinical and genetic angles. These findings highlight the role of specific UFAs and their associated metabolic enzymes in the development of acne. Omega-3 UFAs seem to have a protective effect against acne, whereas certain types and ratios of omega-6 UFAs might contribute to acne formation. The varied impacts of UFAs on acne could be attributed to disease processes mediated by specific enzymes. However, the study’s limitations include its genetic analysis being primarily based on European populations, which limits the applicability of the findings to other groups. Future research should aim to include a more diverse range of participants to improve the generalizability of the results.

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