Stress ossidativo e sopravvivenza: lo stile di vita sano si conferma centrale

21 Febbraio, 2023

La comprensione dei processi alla base dell’invecchiamento è uno degli obiettivi più sfidanti della ricerca scientifica: le evidenze raccolte negli ultimi anni hanno permesso di definire il ruolo chiave, al proposito, dello stress ossidativo, ovvero della perdita di equilibrio tra sostanze antiossidanti e proossidanti che nel tempo è responsabile del danno indotto da condizioni patologiche diverse. La letteratura disponibile suggerisce che la capacità antiossidante dell’organismo può essere favorita o addirittura potenziata da alcuni comportamenti virtuosi, come la pratica regolare dell’esercizio fisico, oppure l’assunzione di una dieta ricca di composti come i carotenoidi, i glicosinolati e i tocoferoli, e di minerali come lo zinco, il selenio e il calcio.

Sull’interazione tra i diversi aspetti dello stile di vita e del pattern alimentare si basa il punteggio (overall oxidative balance score o OBS) calcolato da ricercatori spagnoli come parametro di valutazione globale dello stress ossidativo sulla base di 12 componenti selezionati a priori dello stile di vita e dell’alimentazione: fumo, livello di attività fisica, indice di massa corporea, consumo di alcol, capacità antiossidante totale e tenore di polifenoli antiossidanti della dieta, apporto di vitamina C ed E, beta carotene, selenio, zinco, ferro nella forma eme. L’applicazione dello score alla coorte dello studio prospettico SUN, composta da più di 18.000 adulti spagnoli seguiti per circa 20 anni, ha evidenziato una forte correlazione tra OBS e la mortalità sia totale e sia per cause specifiche. La stratificazione della popolazione ha poi permesso di identificare i gruppi di popolazione per i quali sembra essere più rilevante l’effetto protettivo di un minore stress ossidativo: le donne, i soggetti più anziani e quelli privi di patologie croniche.

Secondo gli autori la combinazione di astinenza dal fumo, basso consumo di alcol, attività fisica regolare e mantenimento dell’indice di massa corporea nella norma eserciterebbe un marcato effetto antiossidante, efficace nella prevenzione della morte prematura, che potrebbe essere potenziato da un pattern alimentare ricco di composti ad azione, pure, di natura antiossidante. In base a queste osservazioni, le strategie mirate all’aumento della sopravvivenza nella popolazione generale dovrebbero essere focalizzate non solo sull’indicazione ad aumentare il contenuto di antiossidanti della dieta, ma anche sulla raccomandazione a seguire stili di vita e comportamenti sani.

Association between an oxidative balance score and mortality: a prospective analysis in the SUN cohort

Talavera-Rodriguez I, Fernandez-Lazaro CI, Hernández-Ruiz Á, Hershey MS, Galarregui C, Sotos-Prieto M et al.
Eur J Nutr. 2023 Feb 12. doi: 10.1007/s00394-023-03099-8. Epub ahead of print. PMID: 36781422.Ref

PURPOSE: We aimed to prospectively investigate the association of an overall oxidative balance score (OBS) with all-cause death and cause-specific mortality among participants in the Seguimiento Universidad de Navarra (SUN) Study, a Mediterranean cohort of Spanish graduates.
METHODS: Using baseline information on 12 a priori selected dietary and non-dietary lifestyle pro- and antioxidants exposures-vitamins C and E, β-carotenes, selenium, zinc, heme iron, polyphenols, total antioxidant capacity, body mass index, alcohol, smoking, and physical activity-we constructed an equally weighted OBS categorized into quartiles, with higher scores representing greater antioxidant balance. Cox proportional hazards models were fitted to evaluate the association between the OBS and mortality.
RESULTS: A total of 18,561 participants (mean [SD] age, 38.5 [12.4] years; 40.8% males) were included in the analysis. During a median follow-up of 12.2 years (interquartile range 8.3-14.9), 421 deaths were identified, including 80 deaths from cardiovascular disease (CVD), 215 from cancer, and 126 from other causes. After adjustment for potential confounders, the hazard ratios and 95% confidence interval (CIs) between the highest quartile (predominance of antioxidants) vs. the lowest quartile (reference category) were 0.35 (95% CI 0.22-0.54, P-trend < 0.001) for all-cause mortality, 0.18 (95% CI 0.06-0.51, P-trend = 0.001) for CVD mortality, 0.35 (95% CI 0.19-0.65, P-trend = 0.002) for cancer mortality, and 0.45 (95% CI 0.20-1.02, P-trend = 0.054) for other-cause mortality.
CONCLUSION: Our findings suggest a strong inverse association between the OBS and all-cause, CVD, and cancer mortality. Individuals exposed to both antioxidant dietary and lifestyle factors may potentially experience the lowest mortality risk.

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