Sindrome dell’intestino irritabile: si conferma l’effetto protettivo della dieta a basso contenuto di FODMAP

29 Novembre, 2022

La sindrome dell’intestino irritabile (IBS) è un disturbo molto diffuso, caratterizzato da sintomi quali stipsi, diarrea, meteorismo e gonfiore addominale. Uno degli interventi dietetici più efficaci al proposito prevede la riduzione dell’apporto di FODMAP, e cioè di oligosaccaridi fermentabili, disaccaridi, monosaccaridi e polioli, contenuti specialmente in legumi, latticini, cereali, frutta e verdura.

Con l’obiettivo di identificare i pazienti con IBS che possono beneficiare maggiormente di questo approccio dietetico, a 29 volontari affetti da IBS, di età compresa tra 18 e 75 anni, è stato chiesto di seguire per 7 giorni in due periodi differenti, intervallati da un periodo di sospensione del trattamento di almeno 14 giorni, una dieta con basse (4 g/die) o moderate (23 g/die) quantità di FODMAP. Tutti i partecipanti hanno anche ricevuto consigli specifici per controllare i disturbi tipici dell’IBS: limitare l’assunzione di alcol, caffeina e cibi grassi e piccanti, masticare lentamente e bere acqua a sufficienza durante la giornata.

Al termine dello studio randomizzato la dieta a basso contenuto di FODMAP è risultata più efficace nel ridurre i sintomi gastrointestinali, migliorare la consistenza delle feci e regolarizzare la frequenza di evacuazione, rispetto a quella con un contenuto di FODMAP moderato. La migliore risposta a questo tipo di trattamento (34% sul punteggio rilevato) è stata rilevata tra gli stessi soggetti che riportavano sintomi più gravi all’arruolamento nello studio. La valutazione della gravità dei sintomi dell’IBS prima di un intervento dietetico di riduzione dei FODMAP potrebbe quindi essere utile, per medici e nutrizionisti, per prevedere la risposta a questo intervento, peraltro non sempre semplice da seguire.

Low FODMAP diet reduces gastrointestinal symptoms in irritable bowel syndrome and clinical response could be predicted by symptom severity: A randomized crossover trial

Algera JP, Demir D, Törnblom H, Nybacka S, Simrén M, Störsrud S.
Clin Nutr. 2022;41(12):2792-2800. doi:10.1016/j.clnu.2022.11.001 [published online ahead of print, 2022 Nov 4]

BACKGROUND & AIMS: Fermentable oligo-, di-, monosaccharides and polyols (FODMAPs) can provoke symptoms in patients with irritable bowel syndrome (IBS). We aimed to compare the effects of diets with low vs. moderate FODMAP content on gastrointestinal (GI) symptoms and bowel habits, and to identify possible predictors of clinical response to a low FODMAP diet and FODMAP sensitivity in IBS.
METHODS: Adult participants with IBS (Rome IV criteria, n = 29) were included and adhered to two 7-day diet periods, with either low (4 g/day) or moderate (23 g/day) amounts of FODMAPs, in this randomized, double-blind, crossover study. The periods were separated by a wash-out period (≥14 days). IBS-Severity Scoring System (IBS-SSS) and a stool diary (Bristol Stool Form) were completed before and after the diet periods. At baseline, severity of GI symptoms and gut microbial fermentation were assessed (every 15 min, 4 h) during the Lactulose Nutrient Challenge Test (LNCT). Clinical response and FODMAP sensitivity were defined by reduction after low FODMAP period and increase after moderate FODMAP period in IBS-SSS (≥50 points), respectively.
RESULTS: Severity of GI symptoms (P = 0.04), stool consistency (P = 0.01), and stool frequency (P = 0.01) differed between the interventions, with reduced overall GI symptom severity, abdominal pain intensity and frequency, bowel habits dissatisfaction, and daily life interference (P < 0.05 for all), as well as more firm (P = 0.03) and less frequent (P < 0.01) stools after low FODMAP intervention, but not after moderate FODMAP intervention. A third (34%) responded clinically to the low FODMAP diet, and the response could be predicted by higher IBS-SSS at baseline (P = 0.02). Although modest associations between FODMAP sensitivity (22%) and GI symptoms during LNCT were observed, no independent predictors could be identified.
CONCLUSIONS: A diet low in FODMAPs reduces GI symptoms and affects bowel habits in IBS, compared with a moderate FODMAP diet. Assessment of IBS severity before the intervention may be used to predict clinical response to a low FODMAP diet.

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