Ruolo dei tempi di consumo dei pasti in prevenzione cardio e cerebro vascolare

01 Febbraio, 2024

Negli ultimi tempi si è intensificata la pubblicazione di studi che mettono in relazione tempi e modi del consumo dei pasti con la salute, a supporto della considerazione che lo stile di vita salutare è un sistema complesso, nel quale certamente pesano gli aspetti quantitativi e qualitativi degli alimenti che compongono la dieta, ma probabilmente non in modo esclusivo.

I dati più recenti vengono dallo studio francese NutriNet-Santé, e dall’analisi delle informazioni raccolte da oltre 103.000 adulti (per il 79% donne) seguiti per circa 7 anni. I ricercatori hanno suddiviso la popolazione in gruppi in base ai momenti di consumo dei diversi pasti (prima colazione prima delle 8, tra le 8 e le 9, dopo le 9 del mattino; cena prima delle 20, tra le 20 e le 21, dopo le 21), a numero di occasioni di consumo di cibo nell’arco della giornata e alla durata del digiuno notturno, ovvero la distanza temporale tra l’ultimo pasto di un giorno e la colazione del giorno seguente (meno di 12 ore, tra 12 e 13 ore, più di 13 ore).

I risultati principali ottenuti evidenziano innanzitutto che ritardare l’orario del primo pasto della giornata si associa, soprattutto nelle donne, ad un maggiore rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, che aumenta del 6% per ogni ora in più. Diversamente, l’orario dell’ultimo pasto della giornata non ha mostrato un’associazione significativa con il rischio di sviluppare queste patologie, quanto con il rischio di eventi cerebrovascolari (ictus, attacco ischemico transitorio), ed era maggiore del 28% per chi consumava la cena dopo le 21 rispetto a chi la assumeva prima delle 20.

Un altro aspetto rilevante riguarda la durata del digiuno notturno: se più prolungato sembra offrire una certa protezione contro le malattie cerebrovascolari, mentre non è stata osservata nessuna correlazione significativa tra il numero dei pasti quotidiani e il rischio cardiovascolare o coronarico (infarto miocardico, angina pectoris, sindrome coronarica acuta, angioplastica).

In conclusione, lo studio suggerisce che anticipare la cena e mantenere un periodo di digiuno notturno più prolungato potrebbe riflettersi in benefici in termini di prevenzione cardiovascolare. Si tratta comunque, sottolineano gli autori, di osservazioni non conclusive, che richiedono ulteriori approfondimenti, data sia la mancanza di informazioni su altri fattori potenzialmente in grado di modulare l’associazione tra dieta e rischio cardiovascolare, cerebrovascolare e coronarico (turni lavorativi, esposizione all’alternanza luce-buio, consumo di droghe, farmaci o alcol, attività fisica), fondamentali per un’analisi più puntuale, e sia la limitata rappresentatività dei partecipanti allo studio (perlopiù donne con status socioeconomico piuttosto elevato) rispetto alla popolazione generale.

Dietary circadian rhythms and cardiovascular disease risk in the prospective NutriNet-Santé cohort.

Palomar-Cros A, Andreeva VA, Fezeu LK, Julia C, Bellicha A, Kesse-Guyot E et al.
Nat Commun. 2023 Dec 14;14(1):7899.

Daily eating/fasting cycles synchronise circadian peripheral clocks, involved in the regulation of the cardiovascular system. However, the associations of daily meal and fasting timing with cardiovascular disease (CVD) incidence remain unclear. We used data from 103,389 adults in the NutriNet-Santé study. Meal timing and number of eating occasions were estimated from repeated 24 h dietary records. We built multivariable Cox proportional-hazards models to examine their association with the risk of CVD, coronary heart disease and cerebrovascular disease. In this study, having a later first meal (later than 9AM compared to earlier than 8AM) and last meal of the day (later than 9PM compared to earlier than 8PM) was associated with a higher risk of cardiovascular outcomes, especially among women. Our results suggest a potential benefit of adopting earlier eating timing patterns, and coupling a longer nighttime fasting period with an early last meal, rather than breakfast skipping, in CVD prevention.

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