Risposte cerebrali al cibo nei bambini non obesi: il ruolo della dimensione delle porzioni

12 Marzo, 2024

L’effetto determinante della dimensione delle porzioni sulla quantità di cibo assunta è sostenuta da molti studi secondo i quali l’aumento dei consumi alimentari che si osserva in adulti e bambini, al quale viene attribuita la crescente frequenza di sovrappeso e obesità a livello globale, dipende dal progressivo incremento delle dimensioni delle porzioni rilevato negli ultimi decenni. I meccanismi neurobiologici sottostanti a questa relazione sono tuttavia a oggi poco esplorati.

Indicazioni interessanti vengono da questo complesso e raffinato studio di intervento nel quale, grazie all’applicazione della risonanza magnetica funzionale, sono state misurate le risposte cerebrali a immagini raffiguranti prodotti diversi (alimentari e non commestibili) e alimenti differenti tra loro, in termini sia di dimensioni delle porzioni e sia di densità energetica, in 61 bambini e bambine di 7-8 anni, non obesi.

La visione del cibo, rispetto a quella di altri oggetti non commestibili, ha comportato una maggiore attivazione delle aree cerebrali associate alla vista, e dell’area cerebrale specifica coinvolta nella memorizzazione e nel recupero di informazioni visive complesse legate al contesto spaziale. L’attivazione è risultata maggiore in risposta alle porzioni di cibo di maggiori dimensioni, rispetto alle porzioni più piccole.

Le immagini di alimenti a più alta densità energetica hanno invece indotto una maggiore attivazione nella corteccia prefrontale ventromediale, che gioca un ruolo chiave nella formazione e nella conservazione delle informazioni utili anche per le scelte future. Il rischio familiare di sviluppare obesità non ha mostrato alcun ruolo nel condizionare l’attivazione cerebrale.

Questi risultati, secondo i quali i bambini mostrano una preferenza maggiore per il cibo rispetto agli oggetti non commestibili, e per i cibi ad alta densità energetica rispetto a quelli a densità energetica più bassa, forniscono nuove informazioni utili per definire i meccanismi neurali che potrebbero contribuire all’effetto delle dimensioni delle porzioni sull’assunzione di cibo, e gettano le basi per future strategie di intervento efficaci nella prevenzione dell’obesità.

Does ‘portion size’ matter? Brain responses to food and non-food cues presented in varying amounts.

Fuchs BA, Pearce AL, Rolls BJ, Wilson SJ, Rose EJ, Geier CF, Keller KL.
Appetite. 2024 Feb 27;196:107289. Epub ahead of print.

Larger portions of food elicit greater intake than smaller portions of food, particularly when foods are high in energy density (kcal/g; ED). The neural mechanisms underlying this effect remain unclear. The present study used fMRI to assess brain activation to food (higher-ED, lower-ED) and non-food (office supplies) images presented in larger and smaller (i.e., age-appropriate) amounts in 61, 7-8-year-olds (29 male, 32 female) without obesity. Larger amounts of food increased activation in bilateral visual and right parahippocampal areas compared to smaller amounts; greater activation to food amount (larger > smaller) in this cluster was associated with smaller increases in food intake as portions increased. Activation to amount (larger > smaller) was stronger for food than office supplies in primary and secondary visual areas, but, for office supplies only, extended into bilateral parahippocampus, inferior parietal cortex, and additional visual areas (e.g., V7). Activation was greater for higher-vs. lower-ED food images in ventromedial prefrontal cortex for both larger and smaller amounts of food; however, this activation extended into left lateral orbital frontal cortex for smaller amounts only. Activation to food cues did not differ by familial risk for obesity. These results highlight potentially distinct neural pathways for encoding food energy content and quantity.

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