Ridurre i grassi piuttosto che i carboidrati, nell’ambito di una dieta ipocalorica bilanciata, non ha un impatto significativo sul calo ponderale

09 Marzo, 2018

Nei programmi finalizzati al calo ponderale, una dieta ipocalorica a basso contenuto di grassi permette di ottenere risultati sovrapponibili a quelli di una dieta a ridotto apporto di carboidrati, purché entrambe abbiano un profilo “sano”, privilegino  vegetali e alimenti non raffinati, escludendo i cibi densi di energia, ma poveri di nutrienti.
Lo dimostra uno studio recente, condotto allo Stanford Prevention Research Center, in cui sono stati seguiti per un anno 609 uomini e donne tra i 18 e i 50 anni, sani ma con un BMI (indice di massa corporea) compreso tra 28 (sovrappeso) e 40 (obesità conclamata).
Il 30% dei soggetti era inoltre portatore di un profilo genetico classificato come più responsivo a una dieta povera di grassi, mentre un altro 40% poteva essere classificato come geneticamente più sensibile a un’alimentazione povera di carboidrati.
All’inizio della ricerca, tutti i partecipanti hanno seguito programmi di informazione nutrizionale sulla necessità di ridurre l’assunzione di zuccheri, cereali raffinati, acidi grassi trans, preferendo verdura, frutta e alimenti densi di nutrienti più che di energia. Tutti i partecipanti sono stati incoraggiati a consumare più pasti preparati in casa, seduti a tavola con il resto della famiglia.
Dopo questa prima fase, metà dei soggetti è stata assegnata in modo randomizzato (cioè casuale) a una dieta equilibrata e sana, ma a basso contenuto di grassi, mentre l’altra metà è stata indirizzata a un’alimentazione altrettanto equilibrata e sana, ma a ridotto contenuto di carboidrati.
Dopo un anno il confronto tra i due gruppi ha mostrato risultati sorprendenti.  Innanzitutto, le perdite ponderali ottenute con i due modelli alimentari erano molto simili: -5,3 Kg (in media) nel caso della dieta a ridotto apporto di grassi e -6,0 Kg (in media) se la dieta era a ridotto contenuto di carboidrati, senza alcuna differenza statisticamente significativa. E’ stato anche possibile escludere l’influenza del profilo genetico sulla risposta al tipo di dieta: non si è infatti osservata alcuna differenza tra coloro che avevano, o non avevano, un pattern genetico che consentisse di prevedere una maggiore o minore risposta all’una o all’altra delle diete studiate.
Piuttosto, i dati hanno fornito un’indicazione preziosa, perché applicabile alla popolazione generale: in un programma alimentare per il controllo del peso non occorre focalizzarsi su uno specifico gruppo di alimenti (o di nutrienti). È invece indispensabile modificare le scelte alimentari complessive, in modo da dare all’intera dieta un profilo “sano”, in linea con le linee guida nutrizionali.

Effect of Low-Fat vs Low-Carbohydrate Diet on 12-Month Weight Loss in Overweight Adults and the Association With Genotype Pattern or Insulin Secretion: The DIETFITS Randomized Clinical Trial.

Gardner CD, Trepanowski JF, Del Gobbo LC, Hauser ME, Rigdon J, Ioannidis JPA, Desai M, King AC.
JAMA. 2018 Feb 20;319(7):667-679. doi: 10.1001/jama.2018.0245.

IMPORTANCE: Dietary modification remains key to successful weight loss. Yet, no one dietary strategy is consistently superior to others for the general population. Previous research suggests genotype or insulin-glucose dynamics may modify the effects of diets.
OBJECTIVE: To determine the effect of a healthy low-fat (HLF) diet vs a healthy low-carbohydrate (HLC) diet on weight change and if genotype pattern or insulin secretion are related to the dietary effects on weight loss.
DESIGN, SETTING, AND PARTICIPANTS: The Diet Intervention Examining The Factors Interacting with Treatment Success (DIETFITS) randomized clinical trial included 609 adults aged 18 to 50 years without diabetes with a body mass index between 28 and 40. The trial enrollment was from January 29, 2013, through April 14, 2015; the date of final follow-up was May 16, 2016. Participants were randomized to the 12-month HLF or HLC diet. The study also tested whether 3 single-nucleotide polymorphism multilocus genotype responsiveness patterns or insulin secretion (INS-30; blood concentration of insulin 30 minutes after a glucose challenge) were associated with weight loss.
INTERVENTIONS: Health educators delivered the behavior modification intervention to HLF (n = 305) and HLC (n = 304) participants via 22 diet-specific small group sessions administered over 12 months. The sessions focused on ways to achieve the lowest fat or carbohydrate intake that could be maintained long-term and emphasized diet quality.
MAIN OUTCOMES AND MEASURES: Primary outcome was 12-month weight change and determination of whether there were significant interactions among diet type and genotype pattern, diet and insulin secretion, and diet and weight loss.
RESULTS: Among 609 participants randomized (mean age, 40 [SD, 7] years; 57% women; mean body mass index, 33 [SD, 3]; 244 [40%] had a low-fat genotype; 180 [30%] had a low-carbohydrate genotype; mean baseline INS-30, 93 μIU/mL), 481 (79%) completed the trial. In the HLF vs HLC diets, respectively, the mean 12-month macronutrient distributions were 48% vs 30% for carbohydrates, 29% vs 45% for fat, and 21% vs 23% for protein. Weight change at 12 months was -5.3 kg for the HLF diet vs -6.0 kg for the HLC diet (mean between-group difference, 0.7 kg [95% CI, -0.2 to 1.6 kg]). There was no significant diet-genotype pattern interaction (P = .20) or diet-insulin secretion (INS-30) interaction (P = .47) with 12-month weight loss. There were 18 adverse events or serious adverse events that were evenly distributed across the 2 diet groups.
CONCLUSIONS AND RELEVANCE: In this 12-month weight loss diet study, there was no significant difference in weight change between a healthy low-fat diet vs a healthy low-carbohydrate diet, and neither genotype pattern nor baseline insulin secretion was associated with the dietary effects on weight loss. In the context of these 2 common weight loss diet approaches, neither of the 2 hypothesized predisposing factors was helpful in identifying which diet was better for whom.

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