Privilegiare il consumo di grassi polinsaturi, sia omega-6 e sia omega-3, rispetto ai grassi saturi migliora il controllo ponderale dai 50 anni in poi

12 Ottobre, 2018

La revisione del ruolo dei grassi nel complesso della dieta individuale, soprattutto se mirata al controllo ponderale, trova nuova conferma nei più recenti dati degli studi statunitensi Nurses’ Health Study (NHS) I e II e Health Professionals Follow-up Study (HPFS), che hanno seguito per circa vent’anni, con controlli quadriennali, tre gruppi consistenti di adulti di 50 anni di età, in media, all’inizio dell’osservazione  (121.700 infermiere nel NHS I, 116.686 nel NHS II, 51.529 professionisti della salute nello HPFS), valutandone lo stato di salute, le abitudini alimentari e le relative variazioni nel tempo.
I ricercatori hanno rilevato come l’incremento ponderale, fisiologico con l’avanzare dell’età, fosse associato alla composizione della quota lipidica della dieta.  In particolare, un aumento del 5% dell’apporto calorico da grassi saturi corrispondeva ad un incremento ponderale di circa 0,6 kg in più; incremento analogo a quello associato ad un aumento del consumo di grassi a conformazione trans pari all’1% delle calorie totali.
Viceversa, l’incremento dei livelli di assunzione di grassi polinsaturi sia omega-6 (soprattutto acido linoleico) e sia omega-3 (specie di origine marina) è risultato associato a una riduzione dell’aumento ponderale in sostituzione di una quota isocalorica di carboidrati.
I risultati di questa analisi confermano l’importanza di attenersi fino da giovani alle indicazioni delle linee guida per una sana e corretta alimentazione, che raccomandano di privilegiare il consumo di grassi mono e polinsaturi rispetto ai grassi saturi e di mantenere la quota lipidica complessiva al disotto del 30% delle calorie giornaliere.
Aumentare il consumo di polinsaturi omega-6 e omega-3 e di monoinsaturi di origine vegetale a discapito dei carboidrati si associa ad un minore aumento di peso corporeo correlato all’età.

Changes in Types of Dietary Fats Influence Long-term Weight Change in US Women and Men.

Liu X, Li Y, Tobias DK, Wang DD, Manson JE, Willett W, Hu FB.
J Nutr. 2018 Sep 22. [Epub ahead of print]

BACKGROUND:The relation between dietary fat intake and body weight remains controversial. Few studies have examined long-term changes in types of dietary fat and weight change in longitudinal studies.
OBJECTIVE: The objective of this study was to examine associations between intake of different types of fat and long-term weight change in US women and men.
METHODS: The association between changes in consumption of varying types of fat and weight change was examined every 4 y through the use of multivariate models adjusted for age, baseline body mass index, and change in percentage energy from protein, intake of cereal fiber, fruits, and vegetables, alcohol use, and other lifestyle covariates in 3 prospective US cohorts, including 121,335 men and women free of diabetes, cardiovascular disease, cancer, or obesity over a 20- to 24-y follow-up. Dietary intakes and body weight were assessed via validated questionnaires. Cohort-specific results were pooled with the use of a random-effect meta-analysis.
RESULTS: Compared with equivalent changes in carbohydrate intake, a 5% increase in energy from saturated fatty acid (SFA) and a 1% increase in energy from trans-fat were associated with 0.61 kg (95% CI: 0.54, 0.68 kg) and 0.69 kg (95% CI: 0.56, 0.84 kg) greater weight gain per 4-y period, respectively. A 5% increase in energy from polyunsaturated fatty acid (PUFA) was associated with less weight gain (-0.55 kg; 95% CI: -0.81, -0.29 kg). Increased intake of monounsaturated fatty acid (MUFA) from animal sources by 1% was associated with weight gain of 0.29 kg (95% CI: 0.25, 0.33 kg), whereas MUFA from plant sources was not associated with weight gain.
CONCLUSIONS: Different dietary fats have divergent associations with long-term weight change in US men and women. Replacing saturated and trans-fats with unsaturated fats, especially PUFAs, contributes to the prevention of age-related weight gain.

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