Praticare regolarmente attività fisica può contribuire anche alla qualità del sonno nel tempo

17 Aprile, 2024

Negli ultimi tempi si vanno accumulando sempre più evidenze a supporto del ruolo del sonno e della sua qualità (tempo di addormentamento, durata, recupero dalla stanchezza, ecc.) nel mantenimento del benessere a lungo termine. In particolare, l’interesse dei ricercatori si focalizza su tutti i possibili determinanti del sonno, e soprattutto sulle caratteristiche dello stile di vita che sono in grado di condizionarlo.

Aggiunge elementi interessanti per la comprensione della correlazione tra attività fisica e qualità del riposo notturno l’analisi dei dati raccolti al terzo follow up dello studio ECRHS (European Community Respiratory Health Survey), condotto in 21 centri di nove paesi europei, inizialmente per valutare la prevalenza di asma e patologie allergiche nei giovani adulti, utilizzando un protocollo standardizzato.

La probabilità di avere difficoltà a prendere sonno e di dormire per un tempo troppo breve (meno di 6 ore) o eccessivamente lungo (9 ore o più) è risultata significativamente ridotta per i soggetti che riferivano di essere stati attivi nei 10 anni precedenti l’ultima rilevazione (il 25% del campione), rispetto a quelli che hanno ammesso di essere stati sedentari nel corso dello studio (il 37% del totale). Una maggiore regolarità del sonno è stata riportata anche tra coloro che nello stesso periodo di tempo sono diventati attivi (il 18% del totale) rispetto a coloro che nei 10 anni sono passati invece ad un profilo più sedentario (il 20% circa).

Gli autori sottolineano come, anche in assenza di rilevazioni delle variabili del sonno all’inizio e durante il follow up, sulla base di queste osservazioni sia possibile concludere che praticare attività fisica con regolarità nel corso della vita può contribuire a ottimizzare la durata del sonno e a contrastare l’insonnia, suggerendo l’importanza del mantenimento di uno stile di vita attivo sia nella gestione dei disturbi del sonno e sia per migliorare la qualità del riposo notturno nella popolazione adulta.

Association between physical activity over a 10-year period and current insomnia symptoms, sleep duration and daytime sleepiness: a European population-based study.

Bjornsdottir E, Thorarinsdottir EH, Lindberg E, Benediktsdottir B, Franklin K, Jarvis D, et al.
BMJ Open. 2024 Mar 26;14(3):e067197.

OBJECTIVES: To explore the relationship between physical activity over a 10-year period and current symptoms of insomnia, daytime sleepiness and estimated sleep duration in adults aged 39-67.
DESIGN: Population-based, multicentre cohort study.
SETTING: 21 centres in nine European countries.
METHODS: Included were 4339 participants in the third follow-up to the European Community Respiratory Health Survey (ECRHS III), who answered questions on physical activity at baseline (ECRHS II) and questions on physical activity, insomnia symptoms, sleep duration and daytime sleepiness at 10-year follow-up (ECRHS III). Participants who reported that they exercised with a frequency of at least two or more times a week, for 1 hour/week or more, were classified as being physically active. Changes in activity status were categorised into four groups: persistently non-active; became inactive; became active; and persistently active.
MAIN OUTCOME MEASURES: Insomnia, sleep time and daytime sleepiness in relation to physical activity.
RESULTS: Altogether, 37% of participants were persistently non-active, 25% were persistently active, 20% became inactive and 18% became active from baseline to follow-up. Participants who were persistently active were less likely to report difficulties initiating sleep (OR 0.60, 95% CI 0.45-0.78), a short sleep duration of ≤6 hours/night (OR 0.71, 95% CI 0.59-0.85) and a long sleep of ≥9 hours/night (OR 0.53, 95% CI 0.33-0.84) than persistently non-active subjects after adjusting for age, sex, body mass index, smoking history and study centre. Daytime sleepiness and difficulties maintaining sleep were not related to physical activity status.
CONCLUSION: Physically active people have a lower risk of some insomnia symptoms and extreme sleep durations, both long and short.

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