News

News2023-11-16T13:00:07+01:00
107, 2026

Alcuni interventi sulla dieta possono migliorare l’assorbimento del ferro dagli alimenti

Secondo questa revisione sistematica della letteratura l’aggiunta alla dieta di frutta o succhi di frutta ricchi in vitamina C avrebbe blande ma significative ricadute favorevoli sui livelli della ferritina e dell’emoglobina. Poiché la carenza di ferro è molto diffusa, i piccoli vantaggi osservati possono essere rilevanti, specie nelle popolazioni a maggiore rischio.

506, 2026

Quali sono le caratteristiche degli alimenti che ne condizionano il potere saziante?

Uno studio controllato, in cross-over, condotto su volontari sani che hanno assunto in tempi diversi alimenti con caratteristiche differenti, suggerisce che l’effetto sulla sazietà dipenda più dalla loro consistenza, e dalla conseguente maggiore o minore necessità di una masticazione prolungata, che dal loro livello di processazione (e cioè dalla modalità di preparazione).

506, 2026

Le antocianine dei mirtilli selvatici possono attenuare la risposta glicemica postprandiale

Nuovi dati sperimentali mostrano che il mirtillo selvatico liofilizzato, a dosi pari o superiori a 300 mg di antocianine, può attenuare la risposta glicemica dopo un pasto ricco di carboidrati. L’effetto si associa a un incremento del rilascio di ormoni gastrointestinali, come GLP-1 e PYY, senza variazioni significative dei livelli di appetito percepito, pressione arteriosa e performance cognitive.

2005, 2026

Frutta e fibre nella dieta si associano a un minor rischio di sintomi depressivi ricorrenti

In uno studio prospettico su una coorte britannica il consumo più elevato di frutta e fibre si associa a una minore probabilità di episodi depressivi ricorrenti nell’arco di 13 anni. Non sono invece emerse associazioni significative per altri fattori alimentari considerati, inclusi verdura, legumi, cereali integrali, carne rossa e processata, bevande zuccherate e sodio.

2104, 2026

Frequenza, intensità e durata guidano i diversi benefici cardiometabolici dell’attività fisica

Un’ampia revisione sistematica con metanalisi mostra che interrompere la sedentarietà con fasi di attività fisica migliora numerosi marcatori cardiometabolici. Le interruzioni più brevi e frequenti favoriscono soprattutto il controllo glicemico, mentre una maggiore durata e/o intensità dell’esercizio lo rendono più efficace sulla trigliceridemia e sulla funzione vascolare.

Potrebbe interessarti anche

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER NFI

Riceverai la nostra selezione della letteratura scientifica e il mensile AP&B (Alimentazione, Prevenzione & Benessere), pensato per chi vuole conoscere i presupposti di un'alimentazione che dia un contributo attivo allo “star bene”.

Non inviamo spam!
Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Torna in cima