Nuove informazioni sulla complessa relazione tra acidi grassi alimentari e rischio di cancro del colon-retto

28 Gennaio, 2022

L’attenzione che la comunità scientifica, i media ed il pubblico dedicano alla relazione tra alimentazione e rischio di tumori è crescente, nonostante il tema sia probabilmente meno rilevante, a livello di popolazione, di quanto comunemente si ritiene (secondo i dati del Global Burden of Disease del 2017, per esempio, il numero dei decessi da tumori correlabili alla dieta è meno di un decimo di quelli causati invece dalle malattie cardiovascolari).  È peraltro plausibile che i tumori dell’apparato digerente siano più influenzati dalla dieta di quelli che colpiscono altri distretti dell’organismo. Il rischio di cancro del colon-retto, che ha una frequenza elevata nel mondo industrializzato, rappresentando la terza sede anatomica per frequenza di neoplasie, è risultato correlato per esempio al consumo delle carni rosse e conservate (anche se alcuni recenti revisioni hanno ridimensionato l’ampiezza di questo effetto) e di dosi elevate di alcool, e all’apporto insufficiente di fibra alimentare, e degli alimenti che ne sono ricchi.

Dall’interrogazione del gigantesco data-base relativo alle Nurses e agli Health Professionals statunitensi, il gruppo di ricerca Harvard ha ricavato al proposito risultati per certi versi inattesi, che possono essere così riassunti: non sembra essere rilevabile alcuna relazione tra l’assunzione di grassi saturi e polinsaturi con gli alimenti e il rischio di sviluppare questa patologia tumorale, che aumenterebbe invece significativamente in associazione a livelli di apporto crescenti di acidi grassi monoinsaturi. Si tratterebbe di un aumento del rischio del 20% circa confrontando i soggetti del quinto e del primo quintile di livelli di assunzione di questi grassi. A un’analisi statistica più raffinata è emerso che l’associazione tra i monoinsaturi e il cancro del colon-retto è spiegata prevalentemente dai monoinsaturi presenti nelle carni (che ne sono una fonte importante nella dieta nordamericana) e non da quelli contenuti invece negli alimenti vegetali (come, per esempio, l’olio di oliva e la frutta secca). Non sono state rilevate associazioni significative tra il rischio di sviluppare la malattia e l’apporto dei singoli acidi grassi saturi o dei singoli polinsaturi delle serie omega-3 o omega-6.

Gli autori concludono, condivisibilmente, che il ruolo dei monoinsaturi di origine animale nel rischio di cancro del colon-retto nel loro studio è probabilmente attribuibile a possibili fattori confondenti, o ad altri componenti non identificati degli alimenti che ne sono ricchi. Una possibilità che andrebbe sempre tenuta presente esaminando gli studi di epidemiologia osservazionale, anche se realizzati, come in questo caso, da gruppi di grande autorevolezza e certamente in grado di analizzare in modo eccellente, anche sul piano statistico, i risultati ottenuti.

Dietary fat and fatty acids in relation to risk of colorectal cancer.

Wan Y, Wu K, Wang L, Yin K, Song M, Giovannucci EL, Willett WC.
Eur J Nutr. 2022 Jan 20. doi: 10.1007/s00394-021-02777-9. Epub ahead of print.

PURPOSE: Epidemiologic evidence for specific types and sources of dietary fat and individual fatty acid with colorectal cancer (CRC) risk remains inconclusive. We aimed to comprehensively examine the associations of intakes of specific types (saturated, monounsaturated, polyunsaturated, and trans) and sources (animal, dairy, and vegetable) of dietary fat and individual fatty acid with CRC risk.
DESIGN: We prospectively followed 65,550 women from the Nurses’ Health Study (1986-2014) and 45,684 men from the Health Professionals Follow-up Study (1986-2014). Dietary intake was assessed every 4 years using food frequency questionnaires. Self-reported CRC cases were confirmed through medical record review. Time-dependent Cox proportional hazards regression was used to estimate the hazard ratios (HRs) for intakes of dietary fats and fatty acids and CRC risk.
RESULTS: During 2,705,560 person-years of follow-up, 2726 incident CRC cases were confirmed. Intake of monounsaturated fat tended to be positively associated with the risk of CRC (HR comparing extreme quintiles 1.22; 95% CI 1.01, 1.47; p = 0.06 for trend). This positive association was mainly driven by monounsaturated fatty acids from animal sources (MUFA-As) (HR comparing extreme quintiles 1.23; 95% CI 1.02, 1.49; p = 0.02 for trend). The positive association between MUFA-As and CRC was attenuated after adjusting for red and processed meat consumption (HR comparing extreme quintiles 1.17; 95% CI 0.95, 1.44; p = 0.13 for trend). We did not find clear associations between other types and sources of dietary fat or individual fatty acid and CRC risk.
CONCLUSIONS: Higher intake of MUFA-As was associated with higher CRC risk. This could be partly explained by confounding due to other components of red and processed meat.

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