Nuove evidenze a supporto del ruolo delle abitudini alimentari nella comparsa e progressione dell’artrite reumatoide
22 Novembre, 2024
L’articolo esplora il legame tra abitudini alimentari e rischio di artrite reumatoide, una malattia autoimmune (e quindi con una significativa componente di tipo infiammatorio) la cui frequenza risulta crescente nella popolazione e che, nonostante i miglioramenti delle terapie farmacologiche disponibili impatta negativamente sulla qualità della vita delle persone che ne sono colpite.
Utilizzando la metodologia della randomizzazione mendeliana, i ricercatori hanno analizzato il possibile ruolo dell’assunzione di macronutrienti e alimenti specifici nella possibilità di comparsa della malattia, evidenziando come la dieta possa influenzare tale rischio con correlazioni di tipo causale. Il metodo della randomizzazione mendeliana utilizzato consente infatti di ridurre i bias tipici degli studi osservazionali, (che non consentono invece di valutare la causalità delle relazioni rilevate) migliorando l’affidabilità delle conclusioni.
Tra i fattori protettivi sono stati identificati il consumo di pane, frutta secca o disidratata, alcool a dosi moderate, mentre il consumo di carne bovina (ma non di maiale o pollo), di carne processata e di caffè aumenterebbe il rischio. Gli autori ipotizzano che la relazione tra l’assunzione di questi alimenti e l’artrite reumatoide possa essere mediata dai loro effetti sui fenomeni infiammatori: la frutta secca e disidratata, grazie al suo elevato contenuto di polifenoli e antiossidanti, potrebbe per esempio avere un ruolo protettivo contro questi processi; non è tuttavia chiaro perché il caffè, pure ricco di polifenoli, dotati di attività antinfiammatoria, abbia invece un effetto opposto. D’altro canto, la carne rossa e lavorata favorirebbe l’infiammazione e il danno articolare, secondo gli autori, per il contenuto di grassi saturi e composti pro-infiammatori; poiché però le carni moderne sono ormai in media magre o molto magre è necessario pensare ad altri possibili meccanismi di danno. I macronutrienti principali (proteine, carboidrati e grassi) e lo zucchero non avrebbero uno ruolo diretto sul rischio di artrite reumatoide.
Questo studio fornisce quindi prove che supportano l’importanza di abitudini alimentari equilibrate nella gestione e prevenzione dell’artrite reumatoide. I risultati, pur di evidente interesse, sottolineano la necessità di ulteriori ricerche per definire raccomandazioni dietetiche specifiche per i pazienti affetti da artrite reumatoide, combinando approcci dietetici e terapie farmacologiche per migliorare la prognosi complessiva.
Dietary habit and risk of rheumatoid arthritis: a mendelian randomization study identifying protective and risk factors
Li J, Xie X, Chen X, Xie L, Luo M, Yin M et al.
Eur J Nutr. 2024 Nov 13;64(1):3.
PURPOSE: Dietary habit significantly contributes to the initiation and progression of rheumatoid arthritis (RA). Dietary choices intersect with a range of clinical and societal factors. The utilization of cross-sectional methodologies in numerous studies poses a challenge in establishing definitive causality for the noted associations. Moreover, within identical food categories, specific items may elicit diverse effects on the pathogenesis of RA, and the correlation between several prevalent food items or beverages and RA remains inadequately explored.
METHODS: We performed a two-sample Mendelian Randomization (MR) study to evaluate the causal impact of 27 distinct dietary habits and RA susceptibility. These dietary-related phenotypes encompass both the relative intake of the four macronutrients (fat, protein, carbohydrates, and sugar) and 23 specific single food intake. Several filtering steps were employed to select eligible genetic instruments strongly associated with each of the traits. The random-effects inverse-variance weighted, weighted median, and MR-Egger methods were employed for MR estimations. Sensitivity analyses and power calculations were executed to ensure the robustness of our study.
RESULTS: After rigorous single-nucleotide polymorphism (SNP) filtering procedures, 611 SNPs were included in our ongoing investigations. The consumption of dried fruit, bread, and alcohol emerged as protective factors, while beef, processed meat, and coffee intake were identified as risk factors. The robustness of our study was confirmed through the outcomes of sensitivity analysis and power calculation.
CONCLUSION: The ongoing investigations furnish evidence that accentuates the influence of diet on RA disease activity, underscoring the importance of delineating the optimal nutritional lifestyle for RA patients.
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