Nuova smentita della dieta dei gruppi sanguigni: il profilo cardiometabolico migliora allo stesso modo per ogni genotipo, purché si segua un regime alimentare bilanciato

23 Aprile, 2018

Questa ricerca aggiunge nuove certezze, evidence-based, all’inconsistenza della “dieta dei gruppi sanguigni”, che dal 1996 ha fatto la fortuna dei suoi inventori, nonostante non abbia mai prodotto alcuna chiara evidenza scientifica.
Va ricordato che i quattro profili alimentari proposti dalla “dieta dei gruppi sanguigni” sono sostanzialmente dettati dal buon senso e riconoscono una base comune nel maggior consumo di verdura e frutta e nell’esclusione o limitazione degli alimenti molto lavorati.
A 973 soggetti sovrappeso o obesi è stato proposto di seguire per sei mesi un regime corretto e bilanciato, in gran parte ispirato alla dieta DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension), indipendentemente dal proprio gruppo sanguigno. Sia prima, sia al termine dello studio, l’alimentazione seguita è stata inoltre valutata in base all’appartenenza dei soggetti a uno dei quattro genotipi A, B, AB, zero.
Dopo sei mesi il miglioramento del profilo cardio-metabolico è apparso del tutto indipendente dal genotipo ABO di appartenenza. Per esempio, tra tutti i soggetti (indipendentemente dal fatto che fossero A, B, AB o zero) che avevano fatto scelte alimentari simili a quelle suggerite per il genotipo A è stata rilevata una riduzione soprattutto del BMI; chi aveva scelto alimenti consigliati per il gruppo B ha ridotto di più il girovita; infine, chi aveva preferito alimenti più vicini alla dieta del gruppo O aveva ridotto entrambi. Questi risultati possono spiegare il successo mediatico della dieta del gruppo sanguigno che ha generalmente molti punti in comune con la dieta “prudente”.
Gli Autori ribadiscono quindi che, per ottenere benefici reali, è necessario badare alla qualità (correttezza ed equilibrio) complessiva delle scelte alimentari, senza escludere a priori alcun alimento o nutriente, e non al proprio gruppo sanguigno.

ABO Genotype Does Not Modify the Association between the “Blood-Type” Diet and Biomarkers of Cardiometabolic Disease in Overweight Adults.

Wang J, Jamnik J, García-Bailo B, Nielsen DE, Jenkins DJA, El-Sohemy A.
J Nutr. 2018 Apr 1;148(4):518-525. doi: 10.1093/jn/nxx074.

BACKGROUND: Although 7 million copies of Eat Right 4 Your Type have been sold in >60 languages, there has been a lack of evidence supporting the “blood-type” diet hypothesis.
OBJECTIVE: The present study aimed to examine the validity of this diet in overweight adults.
METHODS: A total of 973 adults [mean ± SEM age: 44.6 ± 0.4 y; mean ± SEM body mass index (BMI; kg/m2): 32.5 ± 0.2; 758 women, 215 men] were participants of the Toronto Healthy Diet Study. A 1-mo, 196-item food-frequency questionnaire was used to determine dietary intakes before and after a 6-mo dietary intervention. Diet scores were calculated to determine relative adherence to each of the 4 blood-type diets as a secondary analysis. ABO blood group was determined by genotyping rs8176719 and rs8176746. ANCOVA was used to compare cardiometabolic risk factors across tertiles of diet scores.
RESULTS: At baseline, individuals with a higher adherence score to the type A diet had lower diastolic blood pressure (tertile 3 compared with tertile 1: 70.9 ± 1.1 compared with 73.3 ± 1.1 mm Hg; P < 0.01). Lower waist circumference was observed in individuals with higher adherence to the type B (tertile 3 compared with tertile 1: 100.8 ± 1.8 compared with 105.4 ± 1.7 cm; P < 0.01) and type AB (tertile 3 compared with tertile 1: 101.2 ± 1.8 compared with 104.8 ± 1.7 cm; P < 0.01) diets. After a 6-mo dietary intervention, individuals with increased adherence to the type A and type B diets had greater reductions in BMI and waist circumference, respectively (P < 0.01). Individuals with an increase in type O diet adherence showed decreases in both BMI and waist circumference (P < 0.01). However, matching the diets with the corresponding ABO genotype of each individual did not change the effect size of any of these associations either at baseline or at 6 mo.
CONCLUSIONS: ABO genotype does not modify any association between blood-type diets and biomarkers of cardiometabolic disease in overweight adults, suggesting that the theory behind this diet is not valid.

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