Nell’associazione tra consumo di frutta, verdura e legumi e riduzione del rischio di ipertensione, conta il metodo di preparazione degli alimenti di origine vegetale
18 Ottobre, 2024
L’ipertensione, secondo i dati del 2023 dell’OMS, colpisce circa 1,3 miliardi di adulti, rappresentando uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, tra cui l’ictus cerebrale e l’insufficienza renale. Nonostante il miglioramento delle terapie farmacologiche, le modifiche allo stile di vita e alla dieta restano fondamentali per la prevenzione di questa condizione patologica. Numerosi studi hanno dimostrato l’effetto protettivo di diete ricche di frutta, verdura e legumi (FVL) sul rischio di ipertensione, grazie soprattutto all’apporto di micronutrienti e composti bioattivi, come gli antiossidanti e le fibre.
Lo studio condotto sulla coorte KoGES_CAVAS, che ha seguito 10.325 adulti normotesi con più di 40 anni per un periodo medio di 5 anni, mira a esplorare in profondità l’associazione tra il consumo di FVL e il rischio di ipertensione, con particolare attenzione ai metodi di preparazione e alle variazioni dovute al sesso e allo stato di obesità. I risultati mostrano che un’elevata assunzione di frutta è associata a una significativa riduzione del rischio di ipertensione, nello specifico del 24% nelle donne e del 36% negli uomini. Anche il consumo di verdure ha mostrato effetti protettivi, ma solamente nelle donne, con una riduzione del rischio del 33%. Per i legumi, l’associazione inversa con l’ipertensione è risultata meno marcata, ma comunque significativa. Un dato interessante evidenzia l’importanza del metodo di preparazione delle verdure. È stato osservato un aumento del rischio di ipertensione nelle donne in post-menopausa che consumavano frequentemente verdure sottaceto, suggerendo che l’elevato contenuto di sodio, spesso presente in questo tipo di prodotti, possa contrastare gli effetti benefici dei vegetali. Le verdure in salamoia svolgevano un effetto simile. Inoltre, lo studio ha rilevato che l’associazione inversa tra consumo di FVL e rischio di ipertensione era più pronunciata tra gli uomini con sovrappeso o obesità, evidenziando il ruolo potenziale di una dieta ricca di vegetali per chi ha un rischio cardiometabolico elevato.
I risultati di questo studio confermano quindi l’importanza di una dieta ricca di FVL nella prevenzione dell’ipertensione, in linea con le raccomandazioni delle linee guida internazionali e della dieta DASH; si conferma tuttavia anche l’importanza del metodo di preparazione degli alimenti, specie se a elevato contenuto di sodio.
Nel complesso, i dati di questa review sottolineano l’importanza di comprendere meglio la relazione tra gli inquinanti considerati e l’IBD, anche con l’obiettivo di sviluppare strategie preventive, sia attraverso la riduzione dell’esposizione ambientale sia tramite la regolamentazione dell’uso delle sostanze chimiche potenzialmente nocive.
A comprehensive analysis of fruit, vegetable, and legume consumption and the risk of hypertension: results from the KoGES_CAVAS cohort
Kong JS, Kim YM, Shin MH, Koh SB, Kim HC, Shin J, Kim MK.
Eur J Nutr. 2024 Sep 26. Epub ahead of print.
PURPOSE: This study aimed to investigate the association between total consumption of fruits (F), vegetables (V), and legumes (L) and their subgroups and hypertension risk in adults aged ≥ 40 years in the Cardiovascular Disease Association Study (CAVAS).
METHODS: We analyzed data from 10,325 normotensive participants using cumulative average dietary consumption from repeated food frequency questionnaires during the follow-up. Incidence rate ratios (IRRs) were estimated with a modified Poisson regression model and a robust error estimator to evaluate the association between hypertension risk and total consumption of fruits, vegetables, and legumes, as well as their 17 subgroups.
RESULTS: During an average follow-up of 5.20 years, 2159 cases of hypertension were recorded. Total consumption of FVL, FV, fruits, vegetables, and legumes showed overall inverse trends with hypertension risk. Considering multiplicity, fruit consumption was inversely associated with hypertension risk in both men (IRR 0.64; 95% CI 0.52-0.79) and women (IRR 0.76; 95% CI 0.64-0.91). Vegetables were inversely associated with hypertension in women (IRR 0.67; 95% CI 0.53-0.86). Most subgroups showed inverse associations, especially in men with overweight/obesity. However, frequent pickled green leafy vegetable consumption was positively associated with hypertension risk in postmenopausal women but not in premenopausal women (Pinteraction = 0.0004).
CONCLUSION: Consumption of FVL, including their subgroups, generally shows inverse associations with hypertension risk. However, caution is advised for recommending pickled vegetables, particularly for postmenopausal women, due to the potential adverse effects of sodium. The benefits of these foods in preventing hypertension are especially pronounced in men with overweight/obesity.
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