Nella relazione tra olio d’oliva e prevenzione cardiovascolare la qualità può fare la differenza

23 Dicembre, 2021

La presenza dell’olio di oliva come principale grasso di condimento è la caratteristica che contraddistingue modelli dietetici, come la dieta mediterranea, che si associano a un ridotto rischio cardiovascolare, e più in generale a una minore mortalità per tutte le cause. Ulteriori elementi a supporto del ruolo dell’olio di oliva come alimento per la salute del cuore vengono da questo ampio studio di popolazione, basato sui dati di quasi 60.000 adulti di età compresa tra 18 e 91 anni afferenti a tre diverse coorti spagnole: L’Aragon Workers’ Health Study (AWHS), il Seguimiento Universidad de Navarra Project (SUN) e la coorte ispanica dell’European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC).

L’analisi dei dati, che ha confermato l’associazione inversa tra livelli di consumo di olio di oliva e rischio di sviluppare malattie cardiovascolari già osservata in numerosi altri studi epidemiologici, ha evidenziato anche una correlazione pure inversa con la presenza di lesioni nelle arterie coronariche (espressa dal Calcium Score) e di almeno una placca aterosclerotica nelle arterie femorali e nelle carotidi, che degli eventi clinici rappresentano i precursori. L’associazione protettiva sembrerebbe maggiore per consumi medi giornalieri di quantità moderate (comprese tra 20 e 30 g, pari a circa due o tre cucchiai durante tutto l’arco della giornata) di un olio di più alta qualità.

È infatti importante valutare anche la qualità dell’olio prescelto: nella coorte AWHS, ad esempio, assunzioni giornaliere di olio di oliva raffinato maggiori di 30 g non comportavano ulteriori vantaggi; mentre le stesse quantità di un olio di tipo vergine continuavano ad associarsi a un modesto ma significativo effetto protettivo. Queste differenze possono essere motivate dalla presenza di oltre 200 composti minori (per lo più di natura fenolica) nell’olio vergine, e ancor più nell’extravergine, che si ritiene contribuiscano in modo determinante alle sue proprietà cardioprotettive; nell’olio di oliva raffinato la maggior parte di questi composti viene invece persa durante i processi di raffinazione.

Questi risultati supportano dunque le raccomandazioni a utilizzare, nel contesto di una dieta varia ed equilibrata e fino dai primi anni di vita, un olio di oliva di più alta qualità, rispetto ad altri grassi, per la prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari, e più in generale per mantenere nel tempo un buono stato di salute.

Olive oil consumption is associated with a lower risk of cardiovascular disease and stroke

Donat-Vargas C, Sandoval-Insausti H, Peñalvo JL, Moreno Iribas MC, Amiano P, et al.
Clin Nutr. 2021 Nov 15;41(1):122-130. doi: 10.1016/j.clnu.2021.11.002.

BACKGROUND & AIMS: The specific association of olive oil consumption with coronary heart disease (CHD) or stroke has not been totally established.
OBJECTIVE: to examine whether olive oil consumption is associated with subclinical atherosclerosis, the risk of total cardiovascular disease (CVD), CHD, and stroke.
METHODS: Three cohorts were included: AWHS (2318 men), SUN Project (18,266 men and women), and EPIC-Spain (39,393 men and women). Olive oil consumption was measured at baseline using validated questionnaires.
RESULTS: In the AWHS, 747 participants had a positive coronary artery calcium score (CACS>0), and the OR (95% CI) was 0.89 (0.72, 1.10) in those with virgin olive oil consumption ≥30 g/day (v. <10 g/day). In the SUN Project (follow-up 10.8 years) 261 total CVD cases occurred, and the HR was 0.57 (0.34, 0.96) for consumptions ≥30 g/day (v. <10 g/day). In the EPIC-Spain (follow-up 22.8 years) 1300 CHD cases and 938 stroke cases occurred; the HRs for stroke according, 0 to <10 (ref), 10 to <20, 20 to <30, and ≥30 g/day of olive oil consumption, were 0.84 (0.70, 1.02), 0.80 (0.66, 0.96), 0.89 (0.74, 1.07). A weaker association was observed for CHD. The association was stronger among those consuming virgin olive oil, instead of common (refined).
CONCLUSIONS: Olive oil is associated with lower risk of CVD and stroke. The maximum benefit could be obtained with a consumption between 20 and 30 g/day. The association could be stronger for virgin olive oil and might operate from the early stages of the disease.

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