Nel sesso femminile, anche dopo i 70 anni, un maggior consumo di ortaggi (soprattutto crucifere) protegge dall’aterosclerosi

23 Aprile, 2018

Nuove conferme alla necessità di promuovere il consumo abituale e sostenuto di verdura, con una specifica attenzione alle crucifere (broccoli, cavolfiori, cavoli e cavoletti di Bruxelles) vengono da questa ricerca australiana, che ha seguito nel tempo un gruppo di donne che, all’avvio dello studio, avevano almeno 70 anni.
Di questo campione di popolazione sono stati considerati i parametri antropometrici, i principali parametri biochimici, lo stato socio-economico, l’abitudine o meno al fumo, l’assunzione di alcol e l’uso di farmaci ipolipidemizzanti (statine), antipertensivi e antiaggreganti (aspirina a basse dosi).
Si sono poi raccolti i dati relativi ai consumi di tutte le verdure, suddividendoli in base al numero di porzioni (1 porzione = 75 grammi) assunte ogni giorno (meno di 2, tra 2 e 3, più di 3) e secondo il tipo (crucifere, agliacee, verdure rosse/arancio/gialle, verdure a foglia verde, legumi). Infine, è stata valutata l’evoluzione dello spessore di parete delle arterie carotidi.
Dall’analisi di tutti questi dati è emersa una chiara associazione lineare tra il livello del consumo quotidiano di tutti gli ortaggi all’inizio del follow-up e le variazioni dello spessore della parete carotidea (il cui aumento era inversamente correlato ai consumi totali); un dato che risulta indipendente da altre variabili, come la presenza di specifici fattori di rischio cardiovascolari o di abitudini scorrette, come il fumo.
Suddividendo i consumi secondo il tipo di verdura, si è visto che il contributo decisivo a questa associazione inversa veniva dall’assunzione di crucifere e, in seconda battuta, di legumi. Agliacee, verdure verdi a foglia e ortaggi rossi/arancio/gialli non contribuirebbero invece a tenere sotto controllo questa specifica manifestazione di aterosclerosi, la cui presenza si associa all’aumento del rischio di ictus ischemico.
Gli Autori attribuiscono l’effetto benefico sulla morfologia della parete carotidea soprattutto all’apporto di composti organo-solforati, caratteristici delle crucifere.
Infine, inoltre, gli Autori riportano che tra le donne abituate a elevati consumi quotidiani di verdure è stato registrato un maggior introito calorico (32% in più) rispetto al gruppo con i livelli di consumo più bassi di questi alimenti. Nonostante questo, le differenze di peso erano trascurabili tra i due gruppi, molto probabilmente perché la buona abitudine alimentare era accompagnata da un elevato dispendio energetico associato alla costante attività fisica, che spesso caratterizza i soggetti attenti ad un’alimentazione corretta

Cruciferous and Total Vegetable Intakes Are Inversely Associated With Subclinical Atherosclerosis in Older Adult Women.

Blekkenhorst LC, Bondonno CP, Lewis JR, Woodman RJ, Devine A, Bondonno NP, Lim WH, Zhu K, Beilin LJ, Thompson PL, Prince RL, Hodgson JM.
J Am Heart Assoc. 2018 Apr 4;7(8). pii: e008391. doi: 10.1161/JAHA.117.008391.

BACKGROUND: Dietary patterns rich in fruits and vegetables are considered to reduce atherosclerotic disease presentation and are reported to be inversely associated with subclinical measures of atherosclerosis, such as carotid artery intima-media thickness (IMT) and plaque. However, the effect of vegetable intake alone, and relationships to specific types of vegetables containing different phytochemical profiles, is important. The aim of this study was to investigate the associations of total vegetable intake and specific vegetables grouped according to phytochemical constituents with common carotid artery IMT (CCA-IMT) and carotid plaque severity in a cohort of older adult women (aged ≥70 years).
METHODS AND RESULTS: Total vegetable intake was calculated at baseline (1998) using a validated food frequency questionnaire. Vegetable types included cruciferous, allium, yellow/orange/red, leafy green, and legumes. In 2001, CCA-IMT (n=954) and carotid focal plaque (n=968) were assessed using high-resolution B-mode carotid ultrasonography. Mean (SD) total vegetable intake was 199.9 (78.0) g/d. Women consuming ≥3 servings of vegetables each day had ≈4.6% to 5.0% lower mean CCA-IMT (P=0.014) and maximum CCA-IMT (P=0.004) compared with participants consuming <2 servings of vegetables. For each 10 g/d higher in cruciferous vegetable intake, there was an associated 0.006 mm (0.8%) lower mean CCA-IMT (P<0.01) and 0.007 mm (0.8%) lower maximum CCA-IMT (P<0.01). Other vegetable types were not associated with CCA-IMT (P>0.05). No associations were observed between vegetables and plaque severity (P>0.05).
CONCLUSIONS: Increasing vegetables in the diet with a focus on consuming cruciferous vegetables may have benefits for the prevention of subclinical atherosclerosis in older adult women.

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