Mangiare fino a un uovo al giorno non aumenta il rischio cardiovascolare specie se la dieta è varia ed equilibrata

13 Marzo, 2020

L’associazione tra il consumo di uova e un possibile aumento del rischio cardiovascolare è da sempre un argomento molto dibattuto nel mondo scientifico.
La teoria secondo la quale il consumo di uova rappresenterebbe una possibile fonte di patologie per l’apparato cardiocircolatorio si basa sul contenuto relativamente elevato di colesterolo preformato che caratterizza questi alimenti (circa 400 mg contenuti in 100 g; pari a circa 250 mg per tuorlo). Va detto però, che le uova sono anche fonti di proteine ad alto valore biologico e apportano acidi grassi insaturi, fosfolipidi, ferro e carotenoidi, tutti elementi fondamentali per la salute dell’organismo. Gli studi pubblicati negli ultimi dieci anni mostrano inoltre un quadro complesso, con risultati non sempre omogenei.
I ricercatori della Harvard T.H. Chan School of Public Health hanno cercato di fare chiarezza sull’argomento, descrivendo i risultati al proposito di tre grandi studi di coorte, che il loro gruppo segue ormai da decenni, e combinandoli, in una metanalisi, con gli studi più recenti che hanno messo in relazione i livelli di consumo di uova con la salute cardiovascolare.
Dall’analisi dei dati su dieta e stile di vita raccolti su 173.563 donne e 90.214 uomini che hanno partecipato a 3 grandi coorti statunitensi (NHS I e II e HPFS) seguiti per circa 32 anni, è emerso che soggetti che consumavano almeno un uovo al giorno non presentavano, rispetto a coloro che assumevano meno di un uovo al mese, alcun aumento del rischio di malattia coronarica (RR: 0,90, IC 95% da 0,77 a 1,05) né di ictus (RR: 0,99 IC 95% da 0,81 a 1,22). Inoltre, il consumo di uova non è risultato associato con il rischio cardiovascolare nemmeno nei soggetti con diagnosi di diabete di tipo 2.
A conferma di questa osservazione, la metanalisi di 28 studi non ha evidenziato alcuna associazione con il rischio cardiovascolare per consumi moderati di uova (fino ad uno al giorno) nella popolazione americana ed in quella europea. Per quanto riguarda invece l’associazione apparentemente protettiva rilevata nella popolazione asiatica, nella quale al consumo di uova corrisponde il minor rischio di eventi cardiovascolari, gli autori ipotizzando che sia di natura non causale, sottolineando il possibile ruolo di questa abitudine alimentare come “indicatore” di una dieta complessivamente migliore sul piano nutrizionale.
In conclusione, nonostante alcune dichiarate limitazioni dovute ai possibili bias, comuni a molti studi osservazionali, associati alla raccolta dei dati tramite questionari, questo studio contribuisce a chiarire il ruolo nutrizionale delle uova, ribadendo l’assenza di effetti sfavorevoli per cuore e vasi del consumo moderato nell’ambito di un’alimentazione varia ed equilibrata.

Egg consumption and risk of cardiovascular disease: three large prospective US cohort studies, systematic review, and updated meta-analysis.

Drouin-Chartier JP, Chen S, Li Y, Schwab AL, Stampfer MJ, Sacks FM, Rosner B, Willett WC, Hu FB, Bhupathiraju SN.
BMJ 2020 Mar 4;368:m513. doi: 10.1136/bmj.m513.

OBJECTIVE: To evaluate the association between egg intake and cardiovascular disease risk among women and men in the United States, and to conduct a meta-analysis of prospective cohort studies.
DESIGN: Prospective cohort study, and a systematic review and meta-analysis of prospective cohort studies.
SETTING: Nurses’ Health Study (NHS, 1980-2012), NHS II (1991-2013), Health Professionals’ Follow-Up Study (HPFS, 1986-2012).
PARTICIPANTS: Cohort analyses included 83 349 women from NHS, 90 214 women from NHS II, and 42 055 men from HPFS who were free of cardiovascular disease, type 2 diabetes, and cancer at baseline.
MAIN OUTCOME MEASURES: Incident cardiovascular disease, which included non-fatal myocardial infarction, fatal coronary heart disease, and stroke.
RESULTS: Over up to 32 years of follow-up (>5.54 million person years), 14 806 participants with incident cardiovascular disease were identified in the three cohorts. Participants with a higher egg intake had a higher body mass index, were less likely to be treated with statins, and consumed more red meats. Most people consumed between one and less than five eggs per week. In the pooled multivariable analysis, consumption of at least one egg per day was not associated with incident cardiovascular disease risk after adjustment for updated lifestyle and dietary factors associated with egg intake (hazard ratio for at least one egg per day v less than one egg per month 0.93, 95% confidence interval 0.82 to 1.05). In the updated meta-analysis of prospective cohort studies (33 risk estimates, 1 720 108 participants, 139 195 cardiovascular disease events), an increase of one egg per day was not associated with cardiovascular disease risk (pooled relative risk 0.98, 95% confidence interval 0.93 to 1.03, I2=62.3%). Results were similar for coronary heart disease (21 risk estimates, 1 411 261 participants, 59 713 coronary heart disease events; 0.96, 0.91 to 1.03, I2=38.2%), and stroke (22 risk estimates, 1 059 315 participants, 53 617 stroke events; 0.99, 0.91 to 1.07, I2=71.5%). In analyses stratified by geographical location (P for interaction=0.07), no association was found between egg consumption and cardiovascular disease risk among US cohorts (1.01, 0.96 to 1.06, I2=30.8%) or European cohorts (1.05, 0.92 to 1.19, I2=64.7%), but an inverse association was seen in Asian cohorts (0.92, 0.85 to 0.99, I2=44.8%).
CONCLUSIONS: Results from the three cohorts and from the updated meta-analysis show that moderate egg consumption (up to one egg per day) is not associated with cardiovascular disease risk overall, and is associated with potentially lower cardiovascular disease risk in Asian populations.

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