Malattie neoplastiche: una stima aggiornata dell’impatto dell’alimentazione sulla loro comparsa, a livello mondiale, in una recente analisi del Global Burden of Disease

27 Gennaio, 2025

I tumori sono tra le principali cause di mortalità a livello globale, con circa 10 milioni di decessi nel 2020. Tra i fattori di rischio, la dieta gioca un ruolo di rilievo, spesso quantificato nel 20-30% dei casi totali, rispettivamente nei paesi in via di sviluppo e nei paesi più economicamente avanzati; la reale portata di questa relazione è tuttavia incerta. Gli autori di questo studio hanno quindi cercato di definire il carico globale degli eventi tumorali attribuibili ai fattori dietetici, a livello mondiale, tra il 1990 e il 2019, utilizzando i dati relativi a 204 paesi e 21 regioni del mondo, raccolti nell’ambito del Global Burden of Disease (GBD) Study.

Il rischio di cancro è risultato correlato principalmente con nove fattori di natura dietetica, e cioè il basso consumo di cereali integrali, latte, frutta, verdura, fibre e calcio, e l’elevato consumo di carne rossa, carni trasformate e sodio (cioè sale). Il consumo insufficiente di cereali integrali era associato, nello specifico, al rischio di tumori gastrointestinali (dalla cavità orale e l’esofago, allo stomaco, al colon retto), e la scarsa assunzione di latte e calcio a un aumento del rischio di tumori del colon-retto, come il consumo eccessivamente elevato di carne rossa e trasformata. L’elevato apporto di sodio, più frequente in Asia Orientale, è invece legato a un maggior rischio di tumori gastrici.

Nel 2019, secondo i dati del GBD, circa il 6% delle morti per cancro e il 5,5% degli anni di vita aggiustati per disabilità (DALYs) erano complessivamente legati alla dieta. Dal 1990 al 2019, il numero di decessi oncologici legati alla stessa dieta è aumentato in concomitanza con la crescita della popolazione e con il progressivo invecchiamento; tuttavia, il tasso standardizzato per età ha mostrato una tendenza a ridursi in molte regioni, pur restando più alto per gli uomini rispetto alle donne, con un picco tra i 65 e i 69 anni.

Queste osservazioni confermano quindi la correlazione tra dieta e rischio oncologico e suggeriscono che un miglioramento delle abitudini alimentari potrebbe ridurre significativamente il carico dei tumori a livello globale. Le strategie preventive dovrebbero promuovere soprattutto il consumo, spesso insufficiente, dei fattori dietetici ad effetto protettivo; minore rilevanza sembra infatti avere invece, nel complesso, la limitazione degli alimenti il cui consumo in eccesso correla con il rischio oncologico.

Queste indicazioni potrebbero essere utili per definire politiche nutrizionali mirate che contribuiscano alla riduzione della mortalità e morbilità oncologica a livello mondiale.

The global burden of cancer attributable to dietary factors from 1990 to 2019

Xie J, Zhao J.
Public Health Nutr. 2025 Jan 9:1-23. Epub ahead of print.

OBJECTIVE: To analyze the global cancer burden associated with dietary factors across 204 countries and regions from 1990 to 2019.
DESIGN: A population-based study.
SETTING: Global Burden of Disease Study.
PARTICIPANTS: Using data from the 2019 global burden of disease, we calculated Population Attributable Fractions (PAFs), death and disability-adjusted life years (DALYs). A comparative risk assessment framework was employed, along with estimated annual percentage changes (EAPCs).
RESULTS: In 2019, approximately 6.01% of cancer mortality and 5.50% of DALY rates can be attributed to dietary risk factors, particularly low intake of whole grains, milk, and fruits and vegetables. The High Socio-Demographic Index (SDI) region had the highest cancer mortality and DALY PAFs, mainly due to high consumption of red and processed meats, while the Low SDI region showed the highest PAFs from low fruit and vegetable consumption. In 2019, the High-middle SDI region had the highest age-standardized death rate (ASDR) and DALY rate attributable to dietary factors. Among geographic regions, Southern Latin America had the highest ASDR, and Central Europe had the highest age-standardized DALY rate. At the country level, Mongolia exhibited the highest rates for both ASDR and DALYs attributable to dietary risks. From 1990 to 2019, the largest increase in ASDR was observed in Western Sub-Saharan Africa, with Bulgaria showing the largest country-specific increase. Similarly, the largest increase in the age-standardized DALY rate was seen in Western Sub-Saharan Africa, with Lesotho experiencing the highest increase at the country level.
CONCLUSIONS: Our findings underscored the importance of increasing the consumption of whole grains, milk, and calcium, which can inform global dietary guidelines and cancer prevention strategies.

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