L’assunzione di uno specifico ceppo di Bifidobacterium longum allevierebbe i sintomi nei pazienti affetti dalla sindrome del colon irritabile

27 Maggio, 2022

La sindrome del colon irritabile (Irritable Bowel Syndrome, o IBS, degli autori anglosassoni) è un disturbo cronico caratterizzato da dolori addominali e alterazioni della funzione intestinale. Colpisce circa il 4-10% della popolazione e può essere responsabile della compromissione della qualità della vita delle persone, specialmente nelle forme più gravi, che rappresentano circa il 25% dei casi.

Secondo questo recente studio di “real life”, condotto su 233 pazienti con IBS da moderata a grave, arruolati in ambulatori di gastroenterologia del territorio francese, il trattamento con un probiotico contenente 10UFC di Bifidobacterium longum 35624, somministrato una volta al giorno per un mese, ridurrebbe significativamente i sintomi e la gravità della malattia, migliorando al tempo stesso in modo rilevante la qualità della vita dei pazienti.

Dopo 30 giorni di trattamento, infatti, circa il 57% dei soggetti ha riportato un significativo sollievo dei sintomi o ha raggiunto la remissione. La qualità della vita è migliorata significativamente in quasi il 40% dei pazienti ed il miglioramento è stato più pronunciato nei pazienti con malattia più grave all’inizio dello studio. È interessante notare che il miglioramento sintomatologico è risultato indipendente dal sottotipo di IBS lamentato dal paziente: l’intensità e la frequenza del dolore addominale, la consistenza delle feci e altri sintomi tipici sono infatti migliorati sia nelle forme associate a costipazione, che a diarrea, fino a quelle con sintomi misti.  L’incidenza di eventi avversi, probabilmente dovuti all’uso di B. longum, è invece stata bassa, con pochi sintomi minori, tra cui flatulenza (n = 3), dolore addominale (n = 2), costipazione (n = 1), distensione addominale (n = 1), dolore addominale superiore (n = 1) e aumento di peso (n = 1).

Seppur condotto senza un gruppo placebo e per un periodo di tempo piuttosto breve, questo studio conferma l’efficacia dei probiotici a base di Bifidobatteri nella sindrome del colon irritabile. Restano da definire gli effetti a lungo termine di questo tipo di trattamento.

Effect of Bifidobacterium longum 35624 on disease severity and quality of life in patients with irritable bowel syndrome

Sabaté JM, Iglicki F.
World J Gastroenterol. 2022;28(7):732-744. doi:10.3748/wjg.v28.i7.732

BACKGROUND: Bifidobacterium longum 35624 has shown efficacy in improving irritable bowel syndrome (IBS) symptoms compared with placebo in double-blind randomized studies. However, few data are available from real-life clinical practice or from studies that used Rome IV criteria to diagnose IBS.
AIM: To assess the effect of B. longum 35624 on IBS severity and quality of life in a real-life setting.
METHODs: From November 2018 to January 2020, 278 patients with IBS (according to Rome IV criteria) were enrolled in a prospective, open-label, multicenter observational study by private practice gastroenterologists to received one capsule of B. longum 35624 (109 colony-forming units) per day for 30 d. Participation in the study was independently proposed to patients during spontaneous consultations. Disease severity (assessed by the IBS severity scoring system) and patient quality of life (assessed by the IBS quality of life questionnaire) were compared between the inclusion visit (baseline) and the visit at the end of 30 d of treatment. The characteristics of patients were described at baseline. Continuous variables comparisons between inclusion and end-of-treatment visits were performed using the t-test and Kruskal-Wallis test. Categorical variables comparisons were performed using the χ2 test.
RESULTS: A total of 233 patients, with a mean age of 51.4 years and composed of 71.2% women, were included in the study. Of these patients, 48.1% had moderate IBS and 46.4% had severe IBS. After a 30-d treatment period with one B. longum 35624 capsule per day, a significant decrease in IBS severity was observed compared to baseline (mean ± SD, IBS severity scoring system scores: 208 ± 104 vs 303 ± 81, P < 0.001) and 57% of patients moved to lower severity categories or achieved remission. The quality of life of patients was also improved by the treatment (IBS Quality of Life questionnaire score: 68.8 ± 20.9 vs 60.2 ± 20.5; P < 0.001) and 63.8% of patients were satisfied with the treatment.
CONCLUSION: Thirty days of treatment with B. longum 35624 reduces disease severity and improves the quality of life of patients with IBS, particularly those with the most severe forms of IBS.

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