L’apporto di micronutrienti nel paziente diabetico dovrebbe essere oggetto di un controllo regolare
17 Marzo, 2026
La malattia diabetica comporta esigenze diverse, rispetto alla popolazione generale, per quanto riguarda l’apporto ottimale di vitamine e minerali. Questa è probabilmente la principale conclusione di un documento internazionale di consenso, sottoscritto da un gruppo di 20 esperti di 12 Paesi, che hanno concordato sull’importanza di estendere, nel paziente diabetico, la tradizionale attenzione all’apporto di zuccheri e calorie, all’apporto di vitamine e minerali, che possono, se inadeguati, influenzare sfavorevolmente sia il controllo glicemico e sia le complicanze cliniche dalla malattia. Secondo una review citata dagli autori, il 45,3% dei pazienti con diabete di tipo 2 presenterebbe carenze multiple di micronutrienti.
Tra i micronutrienti analizzati in dettaglio, spicca la vitamina C, la cui carenza riguarderebbe fino a 2 pazienti su 3; per raggiungere livelli adeguati nel sangue i pazienti con diabete di tipo 2 potrebbero aver bisogno di un apporto 1,4–1,6 volte maggiore rispetto ai soggetti sani. Gli studi clinici suggeriscono che una gestione più attenta delle situazioni di carenza di questa vitamina apporterebbe piccoli ma significativi miglioramenti ad alcuni parametri cardiometabolici di importanza ben nota: l’emoglobina glicata, che si ridurrebbe di circa lo 0,5%, la glicemia a digiuno, che scenderebbe anche di 10-15 mg/dL, la pressione sistolica, che calerebbe di 6 mmHg. Gli autori del documento invitano tuttavia alla cautela, ricordando che molti degli studi esaminati sui quali sono basate queste conclusioni erano di piccole dimensioni e di breve durata, e quindi di rilevanza limitata.
La vitamina D è probabilmente il micronutriente che riveste, sul piano clinico, il ruolo più rilevante. Secondo gli autori, nei diabetici il livello ematico di questa vitamina associato al minor rischio di mortalità si colloca intorno a 60 nmol/L. Soggetti con livelli insufficienti (25–50 nmol/L) o carenti (<25 nmol/L) mostrano un rischio di mortalità cardiovascolare più elevato, fino al 70%. I benefici degli integratori di vitamina D devono tuttavia, secondo i firmatari del documento, essere studiati in modo più approfondito: anche per definire i dosaggi ottimali in specifiche categorie di pazienti diabetici (per esempio gli obesi).
Più in generale, il messaggio principale del documento è forse la necessità di puntare a una personalizzazione degli interventi con integratori: la vitamina E sarebbe d’aiuto soprattutto in un sottogruppo di pazienti con un profilo genetico specifico; il calcio va assunto solo in presenza di un’indicazione precisa, il monitoraggio della vitamina B12 è rilevante soprattutto in chi assume metformina. Anche l’integrazione con il magnesio, secondo una metanalisi, migliora la glicemia, i lipidi plasmatici ed i valori pressori, specie in condizioni di carenza; così come la supplementazione con il cromo, che ha dato risultati favorevoli in alcuni studi (per esempio a 1000 μg/die per 4 mesi).
Il commento finale è positivo ma prudente, smontando in particolare l’idea di “un integratore che vada bene per tutti”. Il suggerimento conclusivo è di intervenire prima di tutto sull’alimentazione; successivamente, basandosi sugli esiti di esami che segnalino carenze specifiche, potranno essere impiegati integratori mirati, evitando peraltro il fai-da-te.
Addressing micronutrient requirements in type 2 diabetes: an international consensus report
Xia J, Ge Z, Qian F, Li S, Guasch-Ferré M, Yao P, et al.
Am J Clin Nutr. 2026 Feb 14;123(4):101232.
Medical nutritional therapy, an evidence-based application of the nutrition care process guided by a registered dietitian nutritionist, is an integral part of diabetes management, with emerging evidence suggesting distinct nutritional requirements in this population. A thorough review of the existing literature reveals an imperative to address the specific requirements for vitamins and minerals in this population. Current guidelines have given limited attention to micronutrients, despite the higher prevalence of deficiencies and the altered patterns of association between serum micronutrient concentrations and multiple health outcomes among individuals with type 2 diabetes (T2D). To enhance diabetes management, an international multidisciplinary panel of 20 experts from 12 countries participated in a modified Delphi process, which was informed by a narrative review conducted by the research team, to reach consensus on 18 statements, encompassing 11 nutrient-specific recommendations and 7 statements outlining future directions in diabetes nutrition therapy research. The plan for this consensus has been registered on the Practice Guideline Registration for Transparency (registration number: PREPARE-2025CN1178). The expert panel proposed potential target serum concentrations, screening strategies, and micronutrient supplementation for people with T2D and that personalized nutritional strategies integrating individual characteristics, genetic information, and gut microbiota represent key areas for future research.
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