L’apporto alimentare di flavonoidi correla con la riduzione del rischio di BPCO soprattutto nei fumatori e negli ex fumatori

18 Settembre, 2024

Studi recenti pongono la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) al sesto posto tra le principali cause di perdita di anni di vita aggiustati per la disabilità (cosiddetti DALYs). Questa diffusa condizione, caratterizzata da una riduzione persistente del flusso respiratorio di aria, la cui prevalenza è in parte semplicemente dovuta al progressivo invecchiamento della popolazione, spesso riflette una risposta infiammatoria anomala al fumo di sigaretta, attivo e passivo, all’inquinamento atmosferico e ai prodotti della combustione di petrolio e carbone.

Questi meccanismi patogenetici lasciano immaginare un possibile ruolo dei flavonoidi, presenti in molti alimenti di origine vegetale e dotati di effetti antiossidanti, antinfiammatori e immunomodulanti, nella prevenzione della BPCO e dell’asma. Un’ipotesi esaminata in questo studio, che ha coinvolto 119.466 partecipanti con un’età media di 60 anni, parte dell’ampia coorte dell’UK-Biobank, costituita da oltre 500.000 soggetti di ambo i sessi, nella quale sono state analizzate le correlazioni tra l’assunzione di flavonoidi, stimata tramite diari alimentari, e la comparsa di nuovi casi di BPCO e asma, nonché la funzione polmonare, misurata rilevando parametri come il volume espiratorio forzato in 1 secondo (FEV1).

Un’assunzione moderata di flavonoidi totali ha mostrato un’associazione significativa con un rischio ridotto di sviluppare la BPCO (-17% nel terzo e quarto quintile di consumo rispetto al primo). Tra i singoli gruppi di composti, si associavano ad analoghi effetti protettivi apporti moderati o elevati di flavonoli, antociani, proantocianidine e flavoni, presenti in alimenti come tè verde, mele, uva, cipolla rossa e frutti di bosco. La riduzione del rischio era parzialmente mediata dall’effetto antinfiammatorio dei flavonoidi. Tra i partecipanti con un maggiore consumo di flavonoidi si sono anche osservati i migliori valori di FEV1, soprattutto tra i fumatori e gli ex fumatori. L’incidenza di nuovi casi di asma non era invece ridotta.

In conclusione, l’assunzione di flavonoidi può ridurre il rischio di BPCO e migliorare la funzione polmonare, specialmente nei fumatori. Promuovere il consumo di alimenti ricchi di flavonoidi può contribuire a migliorare la salute respiratoria.

Flavonoid intakes, COPD, adult asthma, and lung function: a cohort study in the UK Biobank

Bondonno NP, Parmenter BH, Thompson AS, Jennings A, Murray K, Rasmussen DB et al.
Am J Clin Nutr. 2024 Aug 31:S0002-9165(24)00728-7. Epub ahead of print.

INTRODUCTION: Given their antioxidative stress, anti-allergic, anti-inflammatory, and immune-modulating effects, flavonoids are hypothesised to play a role in preventing chronic obstructive pulmonary disease (COPD) and asthma.
OBJECTIVE: The objective of this cohort study was to examine associations between flavonoid intake and COPD, asthma and lung function.
METHODS: Among 119,466 participants of the UK Biobank, median [IQR] age of 60 [53, 65], we estimated intakes of flavonoids, flavonoid-rich foods and a flavodiet score from 24-hour diet assessments. Prospective associations with both incident COPD and asthma and cross-sectional associations with measures of lung function [%predicted forced expiratory volume in 1 second (FEV1); and FEV1/forced vital capacity (FVC)] were examined using multivariable-adjusted Cox proportional hazards and linear regression models, respectively. We investigated mediation by inflammation–represented by the INFLA score–and stratified analyses by smoking status.
RESULTS: Compared to low intakes, moderate intakes of total flavonoids, flavonols, theaflavins + thearubigins, and flavanones, and moderate-high intakes of flavanol monomers, proanthocyanidins, anthocyanins, flavones, and the flavodiet score were associated with up to an 18% lower risk of incident COPD [e.g., [HR (95% CI) for total flavonoids: 0.83 (0.75, 0.92)] but not incident asthma. Furthermore, compared to low intakes, higher intakes of all flavonoid subclasses (except theaflavins + thearubigins), and the flavodiet score were associated with better percent predicted FEV1 baseline. Associations were most apparent in ever (current or former) smokers. Flavonoid intakes were inversely associated with the INFLA score, which appeared to mediate 11-14% of the association between intakes of proanthocyanidins and flavones and incident COPD.
CONCLUSIONS: Moderate to high flavonoid intakes were associated with a lower risk of COPD and better lung function, particularly among ever smokers. Promoting intakes of healthy flavonoid-rich foods, namely tea, apples and berries, may improve respiratory health and lower COPD risk, particularly in individuals with a history of smoking.

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