L’analisi dei dati dello studio EPIC conferma l’esistenza di una relazione tra varietà della dieta e sopravvivenza

12 Novembre, 2021

Sono sempre più convincenti i dati a supporto del ruolo favorevole della varietà delle scelte alimentari nel mantenimento della salute. Nuove conferme al proposito provengono dalla più recente analisi dei dati dello studio EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition), un’indagine multicentrica condotta per studiare i rapporti tra alimentazione, stile di vita e malattie croniche.

Analizzando le abitudini alimentari in oltre 450mila persone residenti in 9 Paesi (Danimarca, Francia, Germania, Italia, Olanda, Norvegia, Spagna, Svezia e Regno Unito), di età compresa tra i 25 e i 70 anni, senza diagnosi di cancro, diabete, infarto o ictus al reclutamento, gli autori hanno osservato che l‘intera coorte consumava in media poco meno di 70 specie diverse tra piante, animali e altri organismi commestibili durante l’anno, ma che, nel complesso, soltanto quattro specie, due vegetali (grano tenero e patata) e due animali (bovino e suino), fornivano quasi la metà dell’apporto calorico totale giornaliero. La suddivisione della coorte in quintili in base alla diversità della dieta ha permesso di rilevare l’associazione tra la crescente presenza di specie diverse e la riduzione della mortalità, indipendentemente da altri fattori di rischio legati alla qualità della dieta, allo stile di vita e allo stato socioeconomico. Un incremento di almeno 10 specie diverse in più, rispetto alla dieta media, correlava con una riduzione del  rischio di mortalità per malattie gastrointestinali, respiratorie, cardiache e per tumori rispettivamente del 20%, 16%, 12% e 7%. Tra i soggetti con dieta più varia la mortalità per tutte le cause risultava ridotta del 37% circa, rispetto a coloro che seguivano una dieta più monotona.

Secondo gli autori, una potenziale spiegazione dei benefici della varietà, in termini sia di gruppi di alimenti consumati e sia di alimenti consumati all’interno dei diversi gruppi,  è da ricercare innanzitutto nell’associazione con una maggiore probabilità di includere nella dieta più alimenti che apportano diversi nutrienti essenziali e principi bioattivi che, in sinergia tra loro, risultano protettivi per la salute; in secondo luogo, variare le scelte alimentari contribuisce a ridurre il rischio di assumere in eccesso cibi appartenenti a specifiche categorie. Rivedere quindi le proprie scelte alimentari, adottando un’alimentazione sana, equilibrata e la più variata possibile potrebbe rappresentare un passaggio fondamentale per vivere più a lungo e in salute. Un simile approccio sembrerebbe di maggiore efficacia rispetto a una rigida selezione degli alimenti con i quali comporre la dieta, indipendentemente dal criterio alla base della scelta.

Food biodiversity and total and cause-specific mortality in 9 European countries: An analysis of a prospective cohort study

Hanley-Cook GT, Huybrechts I, Biessy C, et al.
PLoS Med. 2021 Oct 18;18(10):e1003834. doi: 10.1371/journal.pmed.1003834.

BACKGROUND: Food biodiversity, encompassing the variety of plants, animals, and other organisms consumed as food and drink, has intrinsic potential to underpin diverse, nutritious diets and improve Earth system resilience. Dietary species richness (DSR), which is recommended as a crosscutting measure of food biodiversity, has been positively associated with the micronutrient adequacy of diets in women and young children in low- and middle-income countries (LMICs). However, the relationships between DSR and major health outcomes have yet to be assessed in any population.
METHODS AND FINDINGS: We examined the associations between DSR and subsequent total and cause-specific mortality among 451,390 adults enrolled in the European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC) study (1992 to 2014, median follow-up: 17 years), free of cancer, diabetes, heart attack, or stroke at baseline. Usual dietary intakes were assessed at recruitment with country-specific dietary questionnaires (DQs). DSR of an individual’s yearly diet was calculated based on the absolute number of unique biological species in each (composite) food and drink. Associations were assessed by fitting multivariable-adjusted Cox proportional hazards regression models. In the EPIC cohort, 2 crops (common wheat and potato) and 2 animal species (cow and pig) accounted for approximately 45% of self-reported total dietary energy intake [median (P10P90): 68 (40 to 83) species consumed per year]. Overall, higher DSR was inversely associated with all-cause mortality rate. Hazard ratios (HRs) and 95% confidence intervals (CIs) comparing total mortality in the second, third, fourth, and fifth (highest) quintiles (Qs) of DSR to the first (lowest) Q indicate significant inverse associations, after stratification by sex, age, and study center and adjustment for smoking status, educational level, marital status, physical activity, alcohol intake, and total energy intake, Mediterranean diet score, red and processed meat intake, and fiber intake [HR (95% CI): 0.91 (0.88 to 0.94), 0.80 (0.76 to 0.83), 0.69 (0.66 to 0.72), and 0.63 (0.59 to 0.66), respectively; PWald < 0.001 for trend]. Absolute death rates among participants in the highest and lowest fifth of DSR were 65.4 and 69.3 cases/10,000 person-years, respectively. Significant inverse associations were also observed between DSR and deaths due to cancer, heart disease, digestive disease, and respiratory disease. An important study limitation is that our findings were based on an observational cohort using self-reported dietary data obtained through single baseline food frequency questionnaires (FFQs); thus, exposure misclassification and residual confounding cannot be ruled out.
CONCLUSIONS: In this large Pan-European cohort, higher DSR was inversely associated with total and cause-specific mortality, independent of sociodemographic, lifestyle, and other known dietary risk factors. Our findings support the potential of food (species) biodiversity as a guiding principle of sustainable dietary recommendations and food-based dietary guidelines.

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