L’adesione a un modello alimentare con un profilo complessivamente favorevole sembrerebbe più importante della scelta del modello alimentare stesso

16 Gennaio, 2023

Le linee guida relative a una corretta alimentazione, finalizzata a mantenere lo stato di salute nel tempo, tendono ormai da tempo a spostare l’attenzione del pubblico verso le caratteristiche del pattern alimentare complessivo. La più recente letteratura scientifica sull’argomento documenta infatti la maggiore rilevanza al proposito delle caratteristiche complessive della dieta piuttosto che del maggiore o minore consumo di specifici alimenti o nutrienti.

Una conferma in tal senso viene da questo studio condotto in una popolazione statunitense molto ampia (oltre 100.000 soggetti), che è stata seguita per circa 36 anni, nel quale la mortalità nel tempo è stata messa in relazione con l’adesione a diversi modelli nutrizionali, basati sulla dieta mediterranea, sui fabbisogni dei vari nutrienti fissati dalle DGA, sul consumo preferenziale di alimenti di origine vegetale, o specificamente orientati alla prevenzione delle malattie cronico degenerative. I risultati hanno confermato che i soggetti con elevata adesione a ciascuno dei modelli considerati beneficiano di una significativa riduzione della mortalità per tutte le cause (-20% circa) rispetto ai soggetti con adesione invece bassa. L’effetto protettivo era più o meno della stessa ampiezza in termini di riduzione della mortalità cardiovascolare o coronarica, o delle malattie tumorali, mentre era maggiore nei confronti delle malattie respiratorie (dove raggiungeva in media il 40% circa).  Per quanto riguarda le malattie neurodegenerative, solo l’adesione al modello più mediterraneo, che in questo studio si è rivelato meno efficace nella riduzione degli eventi di natura cardiovascolare, mostrava una certa capacità di controllare la mortalità correlata (-6%).

Al di là di queste piccole differenze, di comprensione non semplice, lo studio sembra suggerire che l’adesione ai differenti pattern nutrizionali “virtuosi” promossi nelle varie parti del mondo sembra associarsi a una riduzione della mortalità sostanzialmente sovrapponibile. Sul piano pratico ciò potrebbe implicare che, quando l’alimentazione nel suo complesso è equilibrata, il livello di consumo di specifici alimenti può essere lasciato alle preferenze personali o alle tradizioni locali, migliorando così probabilmente anche l’adesione al modello nutrizionale complessivo proposto.

Healthy Eating Patterns and Risk of Total and Cause-Specific Mortality

Shan Z, Wang F, Li Y, Baden MY, Bhupathiraju SN, Wang DD, Sun Q, Rexrode KM, Rimm EB, Qi L, Tabung FK, Giovannucci EL, Willett WC, Manson JE, Qi Q, Hu FB.
JAMA Intern Med. 2023 Jan 9. doi: 10.1001/jamainternmed.2022.6117. Epub ahead of print. PMID: 36622660.

IMPORTANCE: The current Dietary Guidelines for Americans recommend multiple healthy eating patterns. However, few studies have examined the associations of adherence to different dietary patterns with long-term risk of total and cause-specific mortality.
OBJECTIVE: To examine the associations of dietary scores for 4 healthy eating patterns with risk of total and cause-specific mortality.
DESIGN, SETTING, AND PARTICIPANTS: This prospective cohort study included initially healthy women from the Nurses’ Health Study (NHS; 1984-2020) and men from the Health Professionals Follow-up Study (HPFS; 1986-2020).
EXPOSURES: Healthy Eating Index 2015 (HEI-2015), Alternate Mediterranean Diet (AMED) score, Healthful Plant-based Diet Index (HPDI), and Alternate Healthy Eating Index (AHEI).
MAIN OUTCOMES AND MEASURES: The main outcomes were total and cause-specific mortality overall and stratified by race and ethnicity and other potential risk factors.
RESULTS: The final study sample included 75 230 women from the NHS (mean [SD] baseline age, 50.2 [7.2] years) and 44 085 men from the HPFS (mean [SD] baseline age, 53.3 [9.6] years). During a total of 3 559 056 person-years of follow-up, 31 263 women and 22 900 men died. When comparing the highest with the lowest quintiles, the pooled multivariable-adjusted HRs of total mortality were 0.81 (95% CI, 0.79-0.84) for HEI-2015, 0.82 (95% CI, 0.79-0.84) for AMED score, 0.86 (95% CI, 0.83-0.89) for HPDI, and 0.80 (95% CI, 0.77-0.82) for AHEI (P < .001 for trend for all). All dietary scores were significantly inversely associated with death from cardiovascular disease, cancer, and respiratory disease. The AMED score and AHEI were inversely associated with mortality from neurodegenerative disease. The inverse associations between these scores and risk of mortality were consistent in different racial and ethnic groups, including Hispanic, non-Hispanic Black, and non-Hispanic White individuals.
CONCLUSIONS AND RELEVANCE: In this cohort study of 2 large prospective cohorts with up to 36 years of follow-up, greater adherence to various healthy eating patterns was consistently associated with lower risk of total and cause-specific mortality. These findings support the recommendations of Dietary Guidelines for Americans that multiple healthy eating patterns can be adapted to individual food traditions and preferences.

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