La supplementazione con olio di pesce può attenuare la predisposizione genetica alle dislipidemie
26 Luglio, 2024
Questo studio trasversale ha esplorato gli effetti della supplementazione con olio di pesce sull’associazione tra i livelli di lipidi nel sangue stimati geneticamente e quelli osservati, concentrandosi sull’interazione geni-alimentazione in 441.985 partecipanti di diverse etnie, con dati genetici e fenotipici completi, appartenenti alla coorte UK Biobank; il 30% del campione ha ammesso di integrare la dieta con olio di pesce con regolarità.
I ricercatori hanno calcolato punteggi poligenici (PGS) per quattro parametri lipidici, colesterolo totale, colesterolo LDL, colesterolo HDL e trigliceridi, valutando l’associazione tra PGS e livelli lipidici nei soggetti che assumevano, o meno, olio di pesce.
È emerso che tra i partecipanti di origine europea che integravano la dieta con omega-3 da olio di pesce le associazioni tra i livelli di colesterolo totale e LDL e di trigliceridi predetti geneticamente e quelli osservati erano attenuate, mentre era accentuata l’associazione per il colesterolo HDL. Un’ulteriore stratificazione, sempre nei sottogruppi di origine europea, ha evidenziato che l’interazione tra punteggio di predisposizione genetica e supplementazione con olio di pesce era più accentuata negli uomini per tutti i lipidi plasmatici, tranne che per il colesterolo HDL, per il quale la relazione era più accentuata nelle donne.
Lo studio evidenzia quindi che la supplementazione con olio di pesce, e quindi con omega-3 a lunga catena, influenza significativamente le associazioni tra i livelli lipidici predetti geneticamente e quelli osservati, attraverso meccanismi di regolazione metabolica ancora non del tutto chiari, attivi soprattutto nei partecipanti di etnia europea. Soggetti con tendenza genetica a un’ipercolesterolemia, totale o legata alle LDL, in altre parole, se sottoposti a una supplementazione con olio di pesce, vedono attenuarsi (in senso migliorativo) la correlazione tra i valori della colesterolemia predetti su base genetica e quelli effettivamente rilevati.
Questi risultati aprono la strada a nuove strategie di prevenzione delle malattie cardiovascolari, efficaci anche nei soggetti con profilo genetico al proposito non favorevole. Come dichiarato dagli autori sono tuttavia necessarie ulteriori conferme attraverso studi clinici e in popolazioni etniche diverse.
Fish oil supplementation modifies the associations between genetically predicted and observed levels of blood lipids: a cross-sectional gene-diet interaction study in UK Biobank
Sun Y, McDonald T, Baur A, Xu H, Bateman NB, Shen Y, Li C, Ye K.
Am J Clin Nutr. 2024 Jul 15:S0002-9165(24)00605-1. Epub ahead of print.
BACKGROUND: Dyslipidemia is a well-known risk factor for cardiovascular disease, the leading cause of mortality worldwide. Although habitual intake of fish oil is associated with cardioprotective effects through triglyceride reduction, the interactions of fish oil with the genetic predisposition to dysregulated lipids remain elusive.
OBJECTIVES: We examined whether fish oil supplementation modifies the association between genetically predicted and observed levels of total cholesterol, low-density lipoprotein (LDL) cholesterol, high-density lipoprotein (HDL) cholesterol, and triglycerides.
METHODS: A total of 441,985 participants with complete genetic and phenotypic data from the UK Biobank were included. Polygenic scores (PGS) of the four lipids were calculated in participants of diverse ancestries. For each lipid, multivariable linear regression models were used to assess if fish oil supplementation modified the association between PGS and the observed circulating level, with adjustment for relevant covariates.
RESULTS: Fish oil supplementation attenuates the associations between genetically predicted and observed circulating levels of total cholesterol, LDL cholesterol, and triglycerides, while accentuating the corresponding association for HDL cholesterol among 424,090 participants of European ancestry. Consistent significant findings were obtained using PGS calculated based on multiple genome-wide association studies or alternative PGS methods. For triglycerides, each standard deviation (SD) increment in PGS is associated with 0.254 (95% CI = 0.248 – 0.259) SD increase in the observed level among European-ancestry participants who reported fish oil usage. In contrast, a stronger association was observed in non-users (0.267, 95% CI = 0.263 – 0.270). Consistently, we showed that fish oil significantly attenuates the association between genetically predicted and observed levels of triglycerides in African-ancestry participants.
CONCLUSIONS: Fish oil supplementation attenuates the association between genetically predicted and observed circulating levels of total cholesterol, LDL cholesterol, and triglycerides, while accentuating the corresponding association for HDL cholesterol in individuals of European ancestry. Further research is needed to understand the clinical implications of these findings.
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