La sostituzione di prodotti di origine animale con alternative vegetali impatta sulla qualità complessiva della dieta?

25 Giugno, 2021

Negli ultimi anni sono sempre di più i consumatori che, spinti da motivazioni di varia natura (etica, ambientale, di salute) scelgono di sostituire gli alimenti di origine animale con prodotti vegetali considerati equivalenti. Uno studio di modellizzazione, condotto utilizzando i dati estrapolati dal French Third Individual and National Study on Food Consumption Survey (INCA3), è stato disegnato per indagare l’impatto di questo tipo di sostituzione sulla qualità complessiva della dieta e sul rischio di eventuali carenze nutrizionali.

A tale scopo, i ricercatori hanno simulato di sostituire nella dieta abituale di 2121 Francesi, gli alimenti appartenenti alle categorie “carne”, “latte” o “desserts preparati prevalentemente con latte” con la stessa quantità in peso di prodotti alternativi a base vegetale, come “burger”, bevande o dolci principalmente a base di legumi, cereali oppure frutta secca, ottenendo in questo modo ben oltre 200.000 modelli di diete differenti.

Complessivamente, in base ai risultati, sembrerebbe che sostituire questi alimenti di origine animale con altri di origine vegetale apporti miglioramenti marginali, e non particolarmente significativi, sulla qualità complessiva della dieta.

I ricercatori hanno infatti notato che le sostituzioni con prodotti vegetali permetterebbero di raggiungere livelli adeguati di alcuni nutrienti importanti per la salute e molto spesso carenti nell’alimentazione della popolazione generale, come fibre, acidi grassi polinsaturi (acido linoleico e α-linolenico), vitamina E e folati e, in misura minore, rame, manganese e magnesio; tuttavia, allo stesso tempo, comporterebbero una riduzione dei livelli di alcune vitamine del gruppo B, in particolare acido pantotenico, riboflavina e vitamina B12 (principalmente quando a essere sostituite sono le carni), ma anche alcuni minerali fondamentali per la crescita e il mantenimento dello stato di salute come il calcio e lo iodio (soprattutto quando la sostituzione riguarda latte o desserts con alternative vegetali non fortificate), con un aumento del rischio di carenze nutrizionali.

Va detto che i risultati ottenuti potrebbero non essere del tutto realistici considerando che si tratta di uno studio di modellizzazione. Tuttavia, suggeriscono l’importanza della valutazione dei prodotti vegetali che si scelgono come alternativi a quelli di origine animale, e che potrebbero non sempre essere adeguati da un punto di vista nutrizionale.

Substituting Meat or Dairy Products with Plant-Based Substitutes Has Small and Heterogeneous Effects on Diet Quality and Nutrient Security: A Simulation Study in French Adults (INCA3).

Salomé M, Huneau JF, Le Baron C, Kesse-Guyot E, Fouillet H, Mariotti F.
J Nutr. 2021 May 28:nxab146. doi: 10.1093/jn/nxab146. Epub ahead of print.

BACKGROUND: Plant-based substitutes are designed to have the same use as animal-based foods in the diet and could therefore assist the transition toward more plant-based diets. However, their nutritional impact has not been characterized.
OBJECTIVES: We assessed and compared the effects of plant-based substitutes on the nutritional quality of the diet.
METHODS: We simulated separately the substitution of meat, milk, and dairy desserts with 96 plant-based substitutes in the diets of 2121 adults (18-79 y old) from the cross-sectional French Third Individual and National Study on Food Consumption Survey (INCA3; 2014-2015). The quality of initial individual diets and the 203,616 substituted diets was evaluated using the Probability of Adequate Nutrient Intake (PANDiet) scoring system, which assesses the probability of adequate (sufficient and not excessive) nutrient intake; also, nutrient security was evaluated using the SecDiet scoring system, which assesses the risk of overt deficiency.
RESULTS: Impacts on PANDiet depended on both the food substituted and the types of substitutes. Soy-based substitutes provided a slight improvement in diet quality (0.8% increase of the PANDiet score when substituting meat), whereas cereal-based substitutes resulted in a 1.1% decrease. Globally, substitutions led to better adequacies for fiber, linoleic acid, α-linolenic acid, vitamin E, folate, and SFAs, but lower adequacies regarding vitamin B-12 and riboflavin, as well as bioavailable zinc and iron when substituting meat, and calcium and iodine when substituting milk/dairy desserts. When they substituted dairy products, calcium-fortified substitutes allowed maintenance of calcium adequacy but there was a higher risk of iodine deficiency when substituting dairy, which may warrant iodine fortification. Substitutions modified the energy share of ultra-processed foods from 29% to 27%-40%, depending on the food substituted and the substitute used.
CONCLUSIONS: Plant-based substitutes had a small effect on overall diet quality and heterogeneous impacts on nutrient adequacy and security. Plant-based substitutes that include legumes appear more nutritionally adequate to substitute animal products than do other substitutes.

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