La salute cardiometabolica correla in modo significativo con il tempo dedicato all’attività fisica

20 Novembre, 2023

È noto che le malattie cardiometaboliche, tra cui le malattie cardiovascolari, l’obesità e il diabete mellito, sono tra le principali causa di morbilità e mortalità a livello globale. L’importanza dei comportamenti salutari, come un’adeguata attività fisica, la riduzione della sedentarietà e un sonno di buona qualità, nella prevenzione di queste malattie è pure nota, anche se interventi in questo senso vengono spesso sottoutilizzati. Per quanto concerne l’attività fisica, inoltre, esistono incertezze relative al ruolo della sua intensità nel condizionarne gli effetti favorevoli. L’attività moderata-intensa comporta infatti benefici cardiometabolici noti, ma l’impatto dell’attività fisica a bassa intensità è meno chiaro.

Per fare chiarezza su questi temi, questo lavoro del consorzio ProPASS ha analizzato le relazioni tra i diversi comportamenti quotidiani e vari parametri associati alla salute cardiometabolica, utilizzando i dati di 6 studi europei, per un totale di più di 15.000 partecipanti, nell’ambito dei quali erano stati raccolti dati accelerometrici relativi a cinque differenti livelli di attività.

Il tempo mediamente trascorso nelle varie attività è risultato così distribuito: circa 7,7 ore di sonno, 10,4 ore inattive, 3,1 ore in posizione eretta, 1,5 ore di attività fisica leggera e 1,3 ore di attività fisica moderata-intensa. L’analisi successiva ha rivelato che sottrarre 30 minuti a comportamenti sedentari o al sonno dedicandoli all’attività fisica moderata-intensa si associava a una riduzione del BMI e della circonferenza vita; gli stessi parametri che aumentavano, per contro, dedicando ad attività sedentarie il tempo sottratto all’attività fisica. I vari comportamenti considerati erano correlati anche ai livelli dei lipidi plasmatici: livelli più favorevoli di colesterolo HDL e più bassi di trigliceridi si registravano con una maggiore attività fisica moderata-intensa, mentre più tempo trascorso in comportamenti sedentari aveva l’effetto opposto.

In conclusione, lo studio ha evidenziato come la distribuzione del tempo dedicato alle attività quotidiane possa influenzare vari parametri di salute cardiovascolare e metabolica, definendo in modo quantitativo gli effetti della redistribuzione del tempo da un comportamento all’altro.

Device-measured physical activity and cardiometabolic health: the Prospective Physical Activity, Sitting, and Sleep (ProPASS) consortium.

Blodgett JM, Ahmadi MN, Atkin AJ, Chastin S, Chan HW, Suorsa K, et al.
Eur Heart J. 2023 Nov 10:ehad717. doi: 10.1093/eurheartj/ehad717. Online ahead of print.

BACKGROUND AND AIMS:Physical inactivity, sedentary behaviour (SB), and inadequate sleep are key behavioural risk factors of cardiometabolic diseases. Each behaviour is mainly considered in isolation, despite clear behavioural and biological interdependencies. The aim of this study was to investigate associations of five-part movement compositions with adiposity and cardiometabolic biomarkers.
METHODS:Cross-sectional data from six studies (n = 15 253 participants; five countries) from the Prospective Physical Activity, Sitting and Sleep consortium were analysed. Device-measured time spent in sleep, SB, standing, light-intensity physical activity (LIPA), and moderate-vigorous physical activity (MVPA) made up the composition. Outcomes included body mass index (BMI), waist circumference, HDL cholesterol, total:HDL cholesterol ratio, triglycerides, and glycated haemoglobin (HbA1c). Compositional linear regression examined associations between compositions and outcomes, including modelling time reallocation between behaviours.
RESULTS:The average daily composition of the sample (age: 53.7 ± 9.7 years; 54.7% female) was 7.7 h sleeping, 10.4 h sedentary, 3.1 h standing, 1.5 h LIPA, and 1.3 h MVPA. A greater MVPA proportion and smaller SB proportion were associated with better outcomes. Reallocating time from SB, standing, LIPA, or sleep into MVPA resulted in better scores across all outcomes. For example, replacing 30 min of SB, sleep, standing, or LIPA with MVPA was associated with -0.63 (95% confidence interval -0.48, -0.79), -0.43 (-0.25, -0.59), -0.40 (-0.25, -0.56), and -0.15 (0.05, -0.34) kg/m2 lower BMI, respectively. Greater relative standing time was beneficial, whereas sleep had a detrimental association when replacing LIPA/MVPA and positive association when replacing SB. The minimal displacement of any behaviour into MVPA for improved cardiometabolic health ranged from 3.8 (HbA1c) to 12.7 (triglycerides) min/day.
CONCLUSIONS:Compositional data analyses revealed a distinct hierarchy of behaviours. Moderate-vigorous physical activity demonstrated the strongest, most time-efficient protective associations with cardiometabolic outcomes. Theoretical benefits from reallocating SB into sleep, standing, or LIPA required substantial changes in daily activity.

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