Informazioni sul contenuto calorico nei menù dei fast food: una strategia utile per contrastare l’obesità?

14 Settembre, 2021

Negli Stati Uniti, dal 2018, in seguito alla riforma sanitaria “Affordable Care Act”, nota anche come “Obamacare”, è tra altre cose obbligatorio fornire l’indicazione del contenuto calorico dei piatti offerti nei menù dalle grandi catene di ristoranti e fast food con più di 20 punti vendita. Questa norma è stata introdotta per aumentare la consapevolezza del contenuto calorico (spesso sottovalutato) e di nutrienti dei cibi acquistati e consumati fuori casa e per incoraggiare i punti vendita a offrire prodotti sempre più equilibrati, con l’obiettivo finale di aumentare la trasparenza e l’informazione alimentare e di ridurre l’obesità e le malattie croniche correlate.

Sebbene diversi Paesi abbiano adottato questo tipo di etichettatura, le prove a sostegno di una sua reale efficacia nel modificare i comportamenti dei consumatori verso scelte più sane e consapevoli sono ancora limitate e contraddittorie.

Analizzando i dati di vendita di un’importante catena di fast food in 3 Stati americani, alcuni ricercatori di Harvard hanno calcolato che, un anno dopo l’introduzione dell’obbligo di specificare calorie e nutrienti nei propri menù, il contenuto calorico dei pasti acquistati era ridotto mediamente del 4,7% rispetto al periodo pre-etichettatura. Inoltre, nonostante la composizione nutrizionale generale dei pasti rimanesse simile ai livelli precedenti l’obbligatorietà dell’etichettatura e superasse comunque le raccomandazioni delle linee guida nutrizionali, la qualità dei pasti scelti è risultata lievemente migliorata: soprattutto per quanto riguardava il contenuto di acidi grassi saturi, che sono passati dal 12,6% al 12% delle calorie dei pasti consumati e l’apporto di fibre, che è aumentato da 10,9 g a 11,6 g ogni 1.000 calorie introdotte. Gli autori sottolineano come tali variazioni siano da attribuire non tanto alla migliore qualità nutrizionale dei piatti preparati nei ristoranti quanto alla minore quantità di cibo acquistata per singola occasione dopo l’adozione dell’etichettatura nutrizionale: infatti, è risultato ridotto il valore energetico per singolo acquisto, ma non il contenuto calorico del singolo piatto.

Le riduzioni osservate, anche se piccole, potrebbero avere un impatto favorevole sul bilancio energetico a livello di popolazione, nonostante la grande variabilità dell’effetto rilevato in base allo status socioeconomico dei consumatori (la riduzione dell’intake calorico per pasto era dimezzata nelle zone meno agiate rispetto alle altre). È inoltre ragionevole ipotizzare che questa strategia possa influenzare le scelte dei consumatori e condizionare in un secondo tempo l’offerta dei ristoranti. Nel presente studio, ad esempio, anche se non si è osservata una riformulazione del menù standard offerto ai clienti, l’obbligo di etichettatura sembra aver spinto la catena di fast food a introdurre più piatti a basso contenuto calorico, consentendo quindi una maggiore scelta ai consumatori.

Changes in the calorie and nutrient content of purchased fast food meals after calorie menu labeling: A natural experiment

Petimar J, Zhang F, Rimm EB, Simon D, Cleveland LP et al.
PLoS Med. 2021 Jul 12;18(7):e1003714. doi: 10.1371/journal.pmed.1003714.

BACKGROUND: Calorie menu labeling is a policy that requires food establishments to post the calories on menu offerings to encourage healthy food choice. Calorie labeling has been implemented in the United States since May 2018 per the Affordable Care Act, but to the best of our knowledge, no studies have evaluated the relationship between calorie labeling and meal purchases since nationwide implementation of this policy. Our objective was to investigate the relationship between calorie labeling and the calorie and nutrient content of purchased meals after a fast food franchise began labeling in April 2017, prior to the required nationwide implementation, and after nationwide implementation of labeling in May 2018, when all large US chain restaurants were required to label their menus.
METHODS AND FINDINGS: We obtained weekly aggregated sales data from 104 restaurants that are part of a fast food franchise for 3 national chains in 3 US states: Louisiana, Mississippi, and Texas. The franchise provided all sales data from April 2015 until April 2019. The franchise labeled menus in April 2017, 1 year prior to the required nationwide implementation date of May 2018 set by the US Food and Drug Administration. We obtained nutrition information for items sold (calories, fat, carbohydrates, protein, saturated fat, sugar, dietary fiber, and sodium) from Menustat, a publicly available database with nutrition information for items offered at the top revenue-generating US restaurant chains. We used an interrupted time series to find level and trend changes in mean weekly calorie and nutrient content per transaction after franchise and nationwide labeling. The analytic sample represented 331,776,445 items purchased across 67,112,342 transactions. Franchise labeling was associated with a level change of -54 calories/transaction (95% confidence interval [CI]: -67, -42, p < 0.0001) and a subsequent 3.3 calories/transaction increase per 4-week period (95% CI: 2.5, 4.1, p < 0.0001). Nationwide implementation was associated with a level decrease of -82 calories/transaction (95% CI: -88, -76, p < 0.0001) and a subsequent -2.1 calories/transaction decrease per 4-week period (95% CI: -2.9, -1.3, p < 0.0001). At the end of the study, the model-based predicted mean calories/transaction was 4.7% lower (change = -73 calories/transaction, 95% CI: -81, -65), and nutrients/transaction ranged from 1.8% lower (saturated fat) to 7.0% lower (sugar) than what we would expect had labeling not been implemented. The main limitations were potential residual time-varying confounding and lack of individual-level transaction data.
CONCLUSIONS: In this study, we observed that calorie labeling was associated with small decreases in mean calorie and nutrient content of fast food meals 2 years after franchise labeling and nearly 1 year after implementation of labeling nationwide. These changes imply that calorie labeling was associated with small improvements in purchased meal quality in US chain restaurants.

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