Indice glicemico e contenuto di proteine della dieta materna in gravidanza e peso della prole
21 Novembre, 2025
Tra i fattori correlati al rischio di obesità in età evolutiva, rivestono un ruolo di rilievo quelli che riguardano le madri, compresi l’indice di massa corporea prima della gravidanza e l’eccessivo aumento di peso gestazionale. Alcuni studi hanno evidenziato come dal pattern alimentare materno possano dipendere sia il peso della madre durante la gravidanza e sia lo sviluppo fetale e come, in particolare, una dieta ad alto indice glicemico aumenti il rischio di eccessivo aumento ponderale del feto. Meno chiare sono le informazioni sugli effetti dei livelli di assunzione delle proteine, il cui apporto adeguato è essenziale per assicurare la crescita e lo sviluppo ottimale del feto stesso.
Sulla base dell’analisi dei dati raccolti da circa 7mila donne, appartenenti a una vasta coorte danese (Danish National Birth Cohort), che hanno partorito tra il 1996 e il 2003, gli autori di questo lavoro si proponevano di indagare l’impatto a lungo termine dell’associazione tra indice glicemico e contenuto proteico della dieta consumata durante la gravidanza e le caratteristiche antropometriche della prole.
L’esposizione dietetica materna, valutata tramite la somministrazione di un questionario sulla frequenza alimentare alla 25a settimana gestazionale, ha permesso di classificare le donne in due gruppi principali, caratterizzati rispettivamente da apporto proteico pari o superiore al 18% delle calorie e indice glicemico inferiore o pari a 55 (basso), denominato HPLGI (High-Protein Low-Glycemic-Index) e da apporto proteico e indice glicemico moderati (rispettivamente inferiore al 18% delle calorie e compreso tra 55 e 100), denominato invece MPMGI (Moderate-Protein, Moderate-Glycemic-Index), che fungeva da gruppo di controllo. Tra i due gruppi non sono state registrate differenze in termini di aumento di peso gestazionale, anche se il primo gruppo si distingueva dal secondo per un peso pre-gravidanza più basso in media di 1,67 kg e un BMI inferiore mediamente di 0,49 kg/m2.
Dopo l’aggiustamento per i fattori potenzialmente confondenti, non sono state riscontrate differenze significative tra i due gruppi per quanto riguarda i parametri antropometrici della prole (peso o BMI) dalla nascita fino ai 14 anni di età. Tuttavia, a 18 anni i nati da donne che avevano seguito una dieta HPLGI in gravidanza presentavano un peso corporeo superiore in media di 2,59 kg e un BMI superiore di 0,72 kg/m2, rispetto ai coetanei le cui madri avevano assunto una dieta MPMGI.
Gli autori concludono che la dieta HPLG, pur potendo avere un impatto positivo sulla salute della madre (come dimostra l’incremento ponderale più contenuto durante la gravidanza), potrebbe invece avere conseguenze sfavorevoli a lungo termine sulla salute della prole. Ulteriori ricerche saranno necessarie per esplorare i possibili meccanismi sottostanti come, per esempio, l’eventualità che un’elevata esposizione proteica durante la vita fetale possa influenzare la regolazione dell’appetito e il fabbisogno proteico negli anni successivi alla nascita e soprattutto in concomitanza della fase critica dello sviluppo ormonale e metabolico.
In ogni caso, queste osservazioni evidenziano l’importanza di seguire in gravidanza raccomandazioni dietetiche specificamente predisposte per salvaguardare la salute a lungo termine della madre e del nascituro.
Association of a high-protein and low-glycemic-index diet during pregnancy with offspring growth and obesity until the age of 18 years – a target trial emulation
Mogensen CS, Mølgaard C, Magkos F, Geiker NRW, Bjerregaard AA, Granström C, et al.
Eur J Clin Nutr. 2025 Nov;79(11):1121-1129.
BACKGROUND: Maternal pre-pregnancy BMI and excessive gestational weight gain (GWG) are associated with offspring obesity. Moreover, maternal dietary patterns, particularly protein intake and glycemic index, influence GWG and fetal development. This study aimed to investigate the association of a high-protein, low-glycemic-index (HPLGI) diet during pregnancy with offspring growth and obesity.
METHODS: Using observational data from the Danish National Birth Cohort, a target trial emulation was conducted to investigate the association of an HPLGI diet during pregnancy on offspring growth up to 18 years of age. A cohort of 17,551 women who met the inclusion criteria was categorized into exposure groups based on their protein intake and glycemic index to emulate the groups in the APPROACH trial.
RESULTS: Maternal characteristics varied between the exposure groups, with the HPLGI women exhibiting 1.67 kg higher pre-pregnancy weight and 0.49 kg/m2 BMI, with no differences in GWG. Offspring outcomes were assessed at various ages, and a linear mixed model was used, including potential confounders. Offspring born to women following an HPLGI diet during pregnancy had 2.59 kg higher body weight and 0.72 kg/m2 higher BMI at 18 years compared to those from the moderate-protein, moderate-glycemic-index (MPMGI) group.
CONCLUSION: An HPLGI diet during pregnancy was associated with higher offspring body weight and BMI at 18 years of age compared to an MPMGI diet. These findings suggest that maternal dietary composition during pregnancy may have long-term implications for offspring growth and obesity risk, underscoring the importance of evaluating dietary recommendations during pregnancy.
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