Indice glicemico, carico glicemico e rischio di cancro: nuovi dati dalla coorte francese NutriNet-Santé

13 Ottobre, 2021

Prove sempre più convincenti suggeriscono che le diete a basso indice glicemico e a ridotto carico glicemico diminuiscano il rischio di diabete di tipo 2, aiutino a tenere sotto controllo la glicemia nelle persone diabetiche e possano essere utili nella gestione del peso e del rischio cardiovascolare nella popolazione generale. Per quanto riguarda invece il legame con le patologie tumorali, gli studi condotti sono limitati e i risultati non ancora omogenei.

Per far luce sulla possibile associazione tra indice glicemicocarico glicemico e tumori, soprattutto in sedi anatomiche specifiche (seno, colon-retto e prostata), ricercatori francesi hanno analizzato i dati di 103.020 adulti sani (tra cui circa 82.000 donne) senza una diagnosi di cancro o diabete al momento dell’arruolamento e con un’età media di 42 anni, afferenti alla più ampia coorte dello studio prospettico NutriNet-Santé.

Complessivamente, dopo un follow-up medio di oltre 7 anni, è emerso che il consumo di diete a più alto carico glicemico si associava a un maggiore rischio di neoplasie in qualunque sede, mentre la probabilità di sviluppare queste patologie diminuiva all’aumentare del consumo di alimenti a basso indice glicemico.

Nello specifico, i ricercatori hanno osservato nei soggetti che avevano una dieta a più alto carico glicemico un rischio di tumore in generale, e di cancro della mammella nelle donne in post-menopausa, aumentato rispettivamente del 25% e del 64%, rispetto a coloro che avevano una dieta con livelli più bassi di carico glicemico. Al contrario, un maggior contributo degli alimenti a basso indice glicemico (ad esempio pasta, cereali integrali, frutta secca e legumi) all’energia totale assunta con la dieta si associava a un rischio significativamente più basso di cancro in tutte le sedi (-17%) e soprattutto di tumore alla mammella (-22%; p=0,07) sia nelle donne in premenopausa che in post-menopausa. Nessun legame significativo è stato osservato invece per il tumore alla prostata o al colon-retto.

Se questi risultati, concludono gli autori, fossero confermati in altri studi prospettici su larga scala, l’alto indice glicemico e il carico glicemico complessivo di una dieta potrebbero rappresentare dei nuovi fattori di rischio modificabili da considerare nella prevenzione primaria delle neoplasie. Va al proposito osservato che l’elevata risposta insulinica conseguente al consumo di alimenti ad alto indice glicemico, per le analogie strutturali tra l’insulina ed alcuni fattori di crescita, può contribuire a fornire un possibile meccanismo, e quindi il razionale di questa associazione.

Glycaemic index, glycaemic load and cancer risk: results from the prospective NutriNet-Santé cohort

Debras C, Chazelas E, Srour B, Julia C, Kesse-Guyot E, et al.
Int J Epidemiol. 2021 Sep 7:dyab169. doi: 10.1093/ije/dyab169. Epub ahead of print.

BACKGROUND: Evidence is accumulating that high dietary glycaemic index (GI) and glycaemic load (GL) are potential risk factors for several metabolic disorders (e.g. type-2 diabetes, cardiovascular diseases), but remains limited concerning cancer risk. Although, mechanistic data suggest that consuming high-GI foods may contribute to carcinogenesis through elevated blood glucose levels, insulin resistance or obesity-related mechanisms. Our objective was to study the associations between dietary GI/GL and cancer.
METHODS: In total, 103 020 French adults (median age = 40.2 years) from the NutriNet-Santé cohort (2009-2020) with no cancer or diabetes at baseline were included (705 137 person-years, median follow-up time = 7.7 years). Repeated 24-h dietary records linked with a detailed food-composition table (>3500 food/beverage items). We computed the average dietary GI and GL at the individual level. Associations between GI, GL, contribution of low- and medium/high-GI foods to energy and carbohydrate intake and cancer risk (overall, breast, prostate and colorectal) were assessed using multivariable Cox proportional-hazard models.
RESULTS: Higher dietary GL was associated with higher overall cancer risk [n = 3131 cases, hazard ratios (HRs) for sex-specific quintile 5 vs 1 = 1.25, 95% confidence interval (CI) = 1.03-1.52; Ptrend = 0.008] and specifically postmenopausal breast cancer (n = 924, HRQ5vs.Q1 = 1.64, 95% CI = 1.06-2.55; Ptrend = 0.03). A higher contribution of low-GI food/beverages to energy intake was associated with lower cancer risk whereas a higher contribution of medium/high-GI items to energy intake was positively associated with higher risk of overall, breast and postmenopausal breast cancers (Ptrend ≤ 0.02).
CONCLUSIONS: These results support a possible impact of GI/GL on cancer risk. If confirmed in other populations and settings, dietary GI/GL could be considered as modifiable risk factors for primary cancer prevention.

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