Impatto del metodo di preparazione del caffè da distributori automatici sui livelli di diterpeni (e quindi sulla colesterolemia)
07 Marzo, 2025
Il consumo di caffè è un’abitudine diffusa, soprattutto nei luoghi di lavoro, dove la presenza di distributori automatici favorisce un accesso costante alla bevanda. È tuttavia importante tenere presente che il metodo di preparazione del caffè influisce sulla sua composizione e, in particolare, sulla presenza di diterpeni, come il cafestolo e il caveolo, ad azione ipercolesterolemizzante. Il caffè non filtrato, probabilmente per il più elevato contenuto di questi composti, aumenta infatti i livelli plasmatici del colesterolo LDL, un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari.
Questo studio svedese intendeva confrontare il contenuto di diterpeni nel caffè prodotto da differenti tipologie di macchine presenti in quattro strutture sanitarie del sud della Svezia con la bevanda ottenuta con diverse modalità di preparazione di tipo domestico, in volumi comparabili.
I campioni di caffè raccolti da distributori che utilizzano chicchi interi o macinati (“brewing”) dotati di filtro metallico, presentavano concentrazioni medie di cafestolo e caveolo di 176 mg/L e 142 mg/L rispettivamente, più elevate rispetto al caffè preparato in laboratorio per filtrazione su carta, che conteneva solo 12 mg/L di cafestolo e 8 mg/L di caveolo. Livelli bassi sono stati rilevati anche nel caffè ottenuto da macchine “liquid-model”, che utilizzano un concentrato liquido di caffè (solitamente già filtrato) miscelato con acqua, con una media di 8 mg/L di cafestolo e 7 mg/L di caveolo. La bevanda ottenuta per ebollizione (una modalità diffusa nei paesi scandinavi, ma poco impiegata altrove) registrava, invece, i valori più alti: in media, 939 mg/L di cafestolo e 678 mg/L di caveolo, mentre livelli intermedi sono stati determinati nel caffè preparato con la caffettiera a stantuffo o French press o con il percolatore, rispettivamente circa 87 mg/L e 91 mg/L per il cafestolo. L’analisi dell’espresso ha mostrato una grande variabilità dei dati, non facilmente spiegabile.
Gli autori hanno poi cercato di stimare gli effetti del consumo regolare di tre tazze al giorno delle diverse tipologie di caffè sui livelli di colesterolo circolante; quello da distributori che utilizzando caffè fresco potrebbe aumentare il colesterolo LDL di 0,58 mmol/L, con un incremento teorico del rischio relativo di malattie cardiovascolari del 13% in 5 anni e del 36% in 40 anni.
Sebbene il caffè sia generalmente associato a benefici per la salute, l’elevata presenza di diterpeni in alcune preparazioni potrebbe quindi costituire un fattore di rischio non trascurabile per consumatori abituali. In contesti lavorativi, dove il consumo di caffè è frequente, la preferenza per il caffè filtrato potrebbe rappresentare una scelta più sicura per la salute cardiovascolare nel lungo termine.
Cafestol and kahweol concentrations in workplace machine coffee compared with conventional brewing methods
Orrje E, Fristedt R, Rosqvist F, Landberg R, Iggman D.
Nutr Metab Cardiovasc Dis. 2025;103933.
BACKGROUND AND AIMS: Unfiltered coffee contains high concentrations of cholesterol-raising diterpenes. We aimed to measure the levels of diterpenes in machine coffee.
METHODS AND RESULTS: Coffee samples were collected from Swedish workplaces and compared with home-made coffee brews. Concentrations of cafestol and kahweol were measured by liquid chromatography-mass spectrometry. The median (range) cafestol and kahweol concentrations were 176 (24-444) mg/L and 142 (18-434) mg/L for brewing machines (n=11), 8 (2-343) mg/L and 7 (2-288) mg/L for liquid-model machines (n=3), and 12 (4-24) mg/L and 8 (3-19) mg/l for home-brewed, paper-filtered coffees (n=5). Boiled coffee had high concentrations of cafestol and kahweol, 939 mg/L and 678 mg/L, but having it poured through a fabric filter reduced the concentrations to 28 and 21 mg/L. Other coffee brews (percolator, French press) contained intermediate levels of cafestol (∼90 mg/L) and kahweol (∼70 mg/L), with the exception of some espresso samples with high levels (up to 2447 mg/L cafestol).
CONCLUSION: Most coffees from workplace brewing machines contain higher diterpene concentrations than paper-filtered coffee, but lower than unfiltered coffee. Intake of insufficiently filtered coffee during working hours could be an overlooked factor for cardiovascular health due to its effect on plasma cholesterol concentrations.
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