Il ruolo dei pomodori nella prevenzione e nel controllo della pressione arteriosa nell’ambito di una dieta di tipo mediterraneo

06 Dicembre, 2023

I pomodori sono ortaggi particolarmente presenti nella dieta mediterranea, sia come tali che come ingredienti per la preparazione di molte ricette della tradizione; si caratterizzano per l’elevato contenuto in minerali, vitamine liposolubili e soprattutto licopene, un carotenoide con proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.

Nuove evidenze relative ai benefici dei pomodori emergono proprio da uno studio sulla dieta mediterranea, il PREDIMED, un trial controllato e randomizzato incentrato sull’effetto di un intervento dietetico, basato su questo modello alimentare, in soggetti di età compresa tra 55 e 80 anni con rischio cardiovascolare elevato. Innanzitutto, la ripartizione della popolazione allo studio in base all’assunzione giornaliera di questi vegetali ha permesso di rilevare tra i consumatori regolari una maggiore adesione alla dieta mediterranea e una più spiccata presenza di frutta e verdura nell’alimentazione quotidiana. L’analisi dei risultati raccolti nei tre anni di osservazione mostra poi una correlazione lineare inversa, e quindi favorevole, tra i livelli di consumo di pomodori e i valori della pressione sistolica e diastolica nelle persone con ipertensione di primo grado (ovvero con valori pressori compresi tra 140/90 e 160/100) ma non nei soggetti con ipertensione di grado superiore.

Infine, valutando separatamente i dati relativi alle sole persone prive di diagnosi di ipertensione all’inizio dello studio, gli autori hanno rilevato una riduzione del 36% del rischio di sviluppare ipertensione tra coloro che consumavano in media 110 g di pomodori al giorno, equivalenti più meno a un grosso frutto.

Nonostante il carattere osservazionale dello studio (che non consente di definire rapporti di tipo causale tra alimentazione e salute), queste osservazioni nel complesso suggeriscono che il consumo di pomodori nell’ambito di una dieta mediterranea possa avere un ruolo favorevole nella prevenzione e nella gestione dell’ipertensione. Probabilmente, secondo gli autori, questi effetti protettivi possono essere spiegati dall’azione antiossidante, antitumorale e antinfiammatoria attribuiti ad alcuni composti presenti in questi alimenti, come il licopene, altri flavonoidi e l’acido ascorbico, oltre che al contenuto di potassio (che ha un effetto riconosciuto nel mantenimento dei valori pressori).

Association between tomato consumption and blood pressure in an older population at high cardiovascular risk: observational analysis of PREDIMED trial

Murcia-Lesmes D, Domínguez-López I, Laveriano-Santos EP, Tresserra-Rimbau A, Castro-Barquero S, Estruch R, et al.
Eur J Prev Cardiol. 2023 Nov 24:zwad363. doi: 10.1093/eurjpc/zwad363. Epub ahead of print. PMID: 38001046

AIMS: Clinical studies have produced conflicting evidence on the effects of the consumption of tomatoes on blood pressure, and there are limited data from epidemiologic studies. This study assesses whether tomato consumption (Solanum lycopersicum L.) is associated with Systolic (SBP) and Diastolic Blood Pressure (DBP), and the risk of hypertension in a prospective 3-year longitudinal study in older adults at high cardiovascular risk.
METHODS: The present study was carried out within the PREDIMED (Prevención con Dieta Mediterránea) trial involving 7,056 (82.5% hypertensive) participants. The consumption of tomato (g/d) was measured using a validated Food Frequency Questionnaire (FFQ) and categorized into 4 groups: lowest (<44 g), intermediate (44-82 g), upper-intermediate (82 -110 g), and highest (>110 g). Multilevel linear mixed models examined blood pressure and tomato consumption association. Cox proportional-hazards models analyzed hypertension risk in 1,097 non-hypertensive participants, studying risk reductions versus the lowest tomato consumers.
RESULTS: An inverse association between tomato consumption and diastolic blood pressure was observed between the intermediate group β = -0.65 mmHg [95% CI:-1.20, -0.10] and the lowest consumption group. A significant inverse association was observed for blood pressure in grade 1 hypertension participants in the intermediate tomato consumption group. The risk of hypertension decreased with consumption of >110 g/d tomato (highest vs lowest consumption; HR, 0.64 [95% CI, 0.51-0.89]).
CONCLUSIONS: Tomato consumption, including tomato-based products, is beneficial in preventing and managing hypertension. Higher tomato intake reduces hypertension risk by 36%, and moderate consumption lowers blood pressure, especially in grade 1 hypertension.

Condividi

AP&B

Eventi

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER NFI

Riceverai la nostra selezione della letteratura scientifica e il mensile AP&B (Alimentazione, Prevenzione & Benessere), pensato per chi vuole conoscere i presupposti di un'alimentazione che dia un contributo attivo allo “star bene”.

Non inviamo spam!
Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.