Il rischio di carenza di tiamina (vitamina B1) è maggiore per chi segue diete low carb

11 Luglio, 2024

Le diete con un apporto basso, o molto basso, di carboidrati hanno acquisito una certa popolarità negli ultimi anni, soprattutto per il controllo del peso e della glicemia. Si tratta di regimi alimentari che contengono quote di carboidrati decisamente inferiori a quelle raccomandate dalle linee guida: meno del 26% delle calorie totali (o meno di 130 g al giorno), contro il 45-60% tipico delle diete più equilibrate, compresa quella mediterranea. La drastica riduzione della quota glucidica si ottiene non solo eliminando le fonti principali di carboidrati (pasta, pane e altri prodotti a base di cereali), ma anche contenendo il consumo di frutta, semi e legumi. Di conseguenza, nella dieta low carb rischia di essere ridotto in modo importante anche il contenuto di nutrienti e composti presenti negli alimenti esclusi, che svolgono funzioni essenziali per la salute, come le vitamine, i minerali e la fibra. Da alcuni studi è emerso in particolare che chi segue una dieta a basso contenuto di carboidrati per un lungo periodo di tempo ha una maggiore probabilità di incorrere in un deficit di tiamina, o vitamina B1, che è cruciale anche per il metabolismo energetico.

Lo conferma questo studio nel quale l’apporto con la dieta di 49 adulti con BMI medio di circa 24, che seguivano una dieta low carb, è stato confrontato con quello di altri 49 soggetti con BMI simile, che seguivano invece un’alimentazione senza restrizione per quanto riguarda i carboidrati (gruppo di controllo).

I risultati mostrano che nel gruppo a dieta low carb, la cui assunzione di carboidrati era significativamente inferiore rispetto a quella del gruppo di controllo (in media 16% vs 50% dell’energia), era più basso, in media, anche l’apporto di tiamina: 0,97 mg/die vs 1,34 mg/die del gruppo di controllo.  Inoltre, non raggiungeva l’apporto nutrizionale di riferimento per la vitamina il 43% dei soggetti a dieta low carb, contro il 14% del gruppo di controllo. Anche i livelli di tiamina determinati nel sangue (come tiamina difosfato nei globuli rossi, ed espressa per grammo di emoglobina, o Hb) erano significativamente più bassi nel gruppo che assumeva meno carboidrati (407 ± 91 ng/g Hb contro 633 ± 234 ng/g Hb del gruppo di controllo); non sono invece state osservate differenze significative tra i due gruppi per quanto riguarda i livelli di magnesio, zinco, rame e selenio.

Questi dati suggeriscono l’opportunità di associare alle diete low carb la raccomandazione di tenere monitorata la composizione della dieta, integrando se necessario, per evitare carenze. Evidenziano inoltre la necessità di ulteriori ricerche per comprendere le implicazioni a lungo termine delle diete low carb sull’apporto di micronutrienti, anche per sviluppare linee guida appropriate.

Low thiamine status in adults following low-carbohydrate/ketogenic diets: a cross-sectional comparative study of micronutrient intake and status

Churuangsuk C, Catchpole A, Talwar D, Welsh P, Sattar N, Lean MEJ, Combet E.
Eur J Nutr. 2024 Jul 5. Epub ahead of print.

BACKGROUND: Low-carbohydrate diets (LCD) are popular for weight loss but lack evidence about micronutrient sufficiency in real-life use. This study assessed the intake and biochemical status of selected micronutrients in people voluntarily following LCDs.
METHODS: A cross-sectional study was conducted (2018-20) among 98 adults recruited as self-reporting either LCD (n = 49) or diets not restricting carbohydrates (controls; n = 49). Diets were assessed using the 130-item EPIC-Norfolk food-frequency questionnaire. Red-blood-cell thiamine diphosphate (TDP) was measured for thiamine status using HPLC. Plasma magnesium, zinc, copper, and selenium were measured using inductively coupled plasma mass spectrometry. Between-group biomarker comparisons were conducted using ANCOVA and adjusted for age, sex, body mass index (BMI), and diabetes status.
RESULTS: LCD-followers (26% male, median age 36 years, median BMI 24.2 kg/m2) reported adhering to LCDs for a median duration of 9 months (IQR 4-36). The most followed LCD type was ‘their own variations of LCD’ (30%), followed by ketogenic (23%), ‘palaeolithic’ (15%), and Atkins diets (8%). Among controls, 41% were male (median age 27 years, median BMI 23 kg/m2). Median macronutrient intakes for LCD vs control groups were carbohydrate 16%Energy (E) vs. 50%E; protein 25%E vs. 19%E; and fat 55%E vs 34%E (saturated fat 18%E vs. 11%E). Two-thirds of LCD followers (32/49) and half of the controls (24/49) reported some use of dietary supplements (p = 0.19). Among LCD-followers, assessing from food data only, 21 (43%) failed to meet the reference nutrient intake (RNI) for thiamine (vs.14% controls, p = 0.002). When thiamine from supplementation (single- or multivitamin) was included, there appeared to be no difference in thiamine intake between groups. Still, red-blood-cell TDP was lower in LCD-followers than controls (407 ± 91 vs. 633 ± 234 ng/gHb, p < 0.001). Three LCD-followers were thiamine-deficient (RBC thiamine < 275 ng/gHb) vs. one control. There were no significant differences in dietary intakes or plasma concentrations of magnesium, zinc, copper, and selenium between groups.
CONCLUSIONS: Following LCDs is associated with lower thiamine intake and TDP status than diets without carbohydrate restriction, incompletely corrected by supplement use. These data, coupled with a lack of RCT evidence on body weight control, do not support recommending LCDs for weight management without appropriate guidance and diet supplementation.

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