Il consumo moderato di caffè, tè e caffeina correla con la riduzione del rischio di multimorbilità cardiometabolica in uno studio prospettico
02 Ottobre, 2024
La multimorbilità cardiometabolica (MMCM), che include condizioni come il diabete di tipo 2, malattie coronariche e ictus, è in rapida crescita a livello globale e rappresenta un grave problema di salute pubblica. Dati recenti mostrano che, negli Stati Uniti, la prevalenza di persone con almeno due condizioni cardiometaboliche è aumentata dal 5% nel 1999 al 8% nel 2020, mentre circa il 26% degli adulti presenta almeno una di queste condizioni. Numerose ricerche hanno rilevato un possibile legame tra la protezione cardiometabolica e l’assunzione di specifici componenti della dieta, evidenziando anche un’associazione tra il consumo di tè e caffè, e più generalmente di caffeina, e la riduzione del rischio di sviluppare singole malattie cardiometaboliche.
Questo studio prospettico estende l’osservazione al rischio di multimorbilità cardiometabolica, includendo anche l’analisi dei principali metaboliti potenzialmente coinvolti, in oltre 172.000 partecipanti della coorte UK Biobank, nei quali sono stati monitorati i livelli di consumo abituale di caffè, tè e caffeina. I risultati mostrano associazioni inverse non lineari; nello specifico, il rischio di insorgenze di MMCM è risultato ridotto, per i consumatori di circa 3 tazze di caffè o di 200-300 mg al giorno di caffeina, rispettivamente del 48% e del 41% rispetto a coloro che non consumavano caffè o assumevano meno di 100 mg di caffeina al giorno. Per quanto riguarda il tè, si è osservata una riduzione del rischio significativa solo per lo sviluppo del diabete di tipo 2 nei soggetti sani e di MMCM nei soggetti diabetici all’inizio dello studio, per livelli di consumo di 5 o più tazze al giorno rispetto a nessuna.
La ricerca ha anche identificato, tra i 168 metaboliti analizzati, quelli che erano associati sia al consumo moderato di caffè, tè e caffeina e sia con l’incidenza di MMCM (80, 97 e 81 rispettivamente): nella maggior parte dei casi corrispondevano a componenti lipidici delle lipoproteine a bassa densità (LDL e VLDL) e ad alta densità (HDL), oltre ad aminoacidi come l’istidina e la glicoproteina acetilata, coinvolti nei processi metabolici dei lipidi e dell’infiammazione.
Secondo questi dati il consumo abituale di caffè o caffeina a livelli moderati potrebbe quindi avere un ruolo protettivo nei confronti della multimorbilità cardiometabolica, durate tutte le fasi dell’insorgenza, a partire dalla prevenzione delle singole patologie. Tuttavia, gli autori riconoscono la necessità di ulteriori studi per confermare questi risultati e indagare meglio i potenziali meccanismi metabolici alla base delle associazioni osservate.
Habitual Coffee, Tea, and Caffeine Consumption, Circulating Metabolites, and the Risk of Cardiometabolic Multimorbidity
Lu X, Zhu X, Li G, Wu L, Shao L, Fan Y et al.
J Clin Endocrinol Metab. 2024 Sep 17:dgae552. Epub ahead of print.
CONTEXT: Cardiometabolic multimorbidity (CM) is an increasing public health concern. Previous observational studies have suggested inverse associations between coffee, tea, and caffeine intake and risks of individual cardiometabolic diseases; however, their associations with CM and related biological markers are unknown.
METHODS: This prospective study involved 172 315 (for caffeine analysis) and 188 091 (tea and coffee analysis) participants free of any cardiometabolic diseases at baseline from the UK Biobank; 168 metabolites were measured among 88 204 and 96 393 participants. CM was defined as the coexistence of at least 2 of the following conditions: type 2 diabetes, coronary heart disease, and stroke.
RESULTS: Nonlinear inverse associations of coffee, tea, and caffeine intake with the risk of new-onset CM were observed. Compared with nonconsumers or consumers of less than 100 mg caffeine per day, consumers of moderate amount of coffee (3 drinks/d) or caffeine (200-300 mg/d) had the lowest risk for new-onset CM, with respective hazard ratios (95% CIs) of 0.519 (0.417-0.647) and 0.593 (0.499-0.704). Multistate models revealed that moderate coffee or caffeine intake was inversely associated with risks of almost all developmental stages of CM, including transitions from a disease-free state to single cardiometabolic diseases and subsequently to CM. A total of 80 to 97 metabolites, such as lipid components within very low-density lipoprotein, histidine, and glycoprotein acetyls, were identified to be associated with both coffee, tea, or caffeine intake and incident CM.
CONCLUSION: Habitual coffee or caffeine intake, especially at a moderate level, was associated with a lower risk of new-onset CM and could play important roles in almost all transition phases of CM development. Future studies are warranted to validate the implicated metabolic biomarkers underlying the relation between coffee, tea, and caffeine intake and CM.
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