I microrganismi vivi presenti negli alimenti contribuirebbero agli effetti di salute della dieta

28 Maggio, 2024

Studi recenti hanno dimostrato che è possibile identificare popolazioni batteriche vitali in un numero di alimenti maggiore di quanto non si pensasse in passato. Elevate quantità di microrganismi vivi sono infatti reperibili, per esempio, nella frutta e in verdure e ortaggi freschi crudi e non sbucciati (104–107 unità formanti colonia, o CFU, per grammo), oltre che, naturalmente, nei latticini e negli altri alimenti fermentati e non pastorizzati (> 107 CFU per grammo). In generale si ritiene che il consumo regolare di alimenti ricchi in microrganismi vivi sia associato a un migliore stato di salute nel tempo, ma le ricerche finora condotte non hanno chiaramente separato gli effetti diretti dei microrganismi vivi da quelli complessivi degli alimenti che li contengono.

Lo studio di Liang e collaboratori, condotto sul database del National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES), conferma la relazione inversa e favorevole tra il consumo di alimenti contenenti elevate quantità di microrganismi vivi e il tasso di mortalità, sia per tutte le cause e sia per malattie cardiovascolari, che è risultato ridotto del 16 e del 23% circa, rispettivamente, tra i soggetti con maggiore apporto di questi alimenti rispetto al gruppo con minore apporto, con  un effetto assoluto complessivo  pari al 3-4%.

Il consumo di cibi con un alto contenuto di microrganismi vivi è rimasto significativamente e inversamente correlato con la mortalità anche dopo aver effettuato gli opportuni aggiustamenti statistici per la qualità complessiva della dieta. La linearità della relazione dose-risposta indica inoltre che il rischio di mortalità si riduce progressivamente all’aumentare del consumo di questi alimenti.

Gli autori ipotizzano che gli effetti favorevoli osservati possano essere spiegati dalle interazioni tra i microrganismi vivi e il sistema immunitario, e in particolare dall’effetto antinfiammatorio.  Un aumento della presenza di microrganismi nella dieta, sempre secondo gli autori, potrebbe infatti portare benefici importanti specialmente agli adulti di mezza età e agli anziani, per la loro potenziale capacità di ridurre l’infiammazione correlata all’età e migliorare l’assorbimento dei nutrienti.

Association of the live microbe intake from foods with all-cause and cardiovascular disease-specific mortality: a prospective cohort study

Liang Z, Sun X, Shi J, Tian Y, Wang Y, Cheng Y, Liu Y.
Eur J Nutr. 2024 May 22. Epub ahead of print. 

BACKGROUND: Live dietary microbes have been hypothesized to promoting human health. However, there has been lacking perceptions to crystallize nexus between consumption of foods with live microbes and mortality.
OBJECTIVE: To investigate the association of consumption of foods with medium to high amounts of live microbes with all-cause, cancer-specific, and cardiovascular disease (CVD)-specific mortality.
METHODS: The data were obtained from the National Health and Nutrition Examination Survey 1999-2018 at baseline linked to the 2019 National Death Index records. Based on consumption of foods that were categorized as either having medium or high microbial content (MedHi foods), participants were classified into three groups. Kaplan-Meier survival curves and multivariable Cox regression models were used to estimate the association of consumption of MedHi foods with mortality. Population-attributable fractions (PAFs) of consumption of MedHi foods in relation to mortality risk were also estimated.
RESULTS: A total of 35,299 adults aged ≥ 20 years were included in this study. During a median follow-up of 9.67 years, compared with adults in G1, those in G3 had 16% (hazard ratio [HR], 0.84; 95% confidence interval [CI], 0.77-0.90) reduced risk of all-cause mortality, and 23% (HR, 0.77; 95% CI, 0.67-0.89) reduced risk of CVD-specific mortality. The PAF of high (G3) vs. intermediate or low consumption of MedHi foods (G1 + G2) with all-cause and CVD-specific mortality was 3.4% and 4.3%, respectively.
CONCLUSIONS: Consumption of foods with higher microbial concentrations is associated with a reduced risk of all-cause and CVD-specific mortality in US adults.

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