I dati di studi prospettici supportano gli effetti a lungo termine della dieta Portfolio in prevenzione cardiovascolare

07 Novembre, 2023

La dieta Portfolio è un modello alimentare basato prevalentemente sul consumo di cibi di origine vegetale, che in studi randomizzati di intervento si è dimostrato efficace nel controllo di alcuni fattori di rischio per la malattia aterosclerotica: i livelli del colesterolo LDL, del colesterolo non-HDL e dell’apoB. Si tratta sostanzialmente di una dieta con un ridotto contenuto di grassi saturi e colesterolo e ad alto apporto di proteine vegetali (da legumi, in particolare soia), fibre solubili (da cereali come avena e orzo, ma anche da ortaggi come le melanzane, o da frutti come le mele e gli agrumi), frutta secca e semi, con la presenza di oli prevalentemente insaturi e con l’aggiunta di integratori o alimenti funzionali a base di fitosteroli.

Assegnando un punteggio specifico in base al grado di aderenza a questo schema alimentare (Portfolio Diet Score: PDS) ai soggetti di tre ampie coorti statunitensi, gli autori di questo studio hanno osservato  che gli effetti della dieta Portfolio si riflettono a lungo termine nella riduzione del rischio cardiovascolare: durante un periodo di follow-up fino a 30 anni i soggetti con PDS più elevato avevano un rischio inferiore del 14% circa di sviluppare una patologia cardiovascolare, malattia coronarica e ictus rispetto ai soggetti con PDS più basso (indipendentemente dal livello socioeconomico, dalla presenza di ipercolesterolemia, ipertensione e diabete o trattamenti farmacologici correlati). L’effetto era particolarmente evidente tra i soggetti con meno di 60 anni, più fisicamente attivi e che non avevano mai fumato. Tale relazione favorevole appare mediata da specifici fattori di rischio cardiovascolare, e cioè colesterolo totale e non-HDL, interleuchina-6 e proteina C-reattiva ad alta sensibilità e leptina, che erano inversamente correlati al grado di adesione alla dieta Portfolio.

Tra gli elementi caratteristici di questo modello alimentare sono stati identificati come maggiormente coinvolti nell’effetto benefico della dieta Portfolio, e quindi correlati favorevolmente al rischio cardiovascolare, le fonti di fibre solubili, la frutta secca a guscio, i grassi monoinsaturi e i fitosteroli.

Nonostante la natura osservazionale dello studio e la necessità di conferme da altre ricerche mirate, questi risultati sono in linea con ricerche precedenti e del tutto coerenti con quanto descritto per altri modelli dietetici raccomandati per la riduzione del rischio cardiovascolare, come la dieta mediterranea (quella maggiormente correlata alla dieta Portfolio), la DASH, la dieta nordica e la vegetariana.  Inoltre, supportano le raccomandazioni delle linee guida a promuovere il consumo di cibi vegetali e ricchi di fibre solubili in prevenzione cardiovascolare.

Portfolio Diet Score and Risk of Cardiovascular Disease: Findings From 3 Prospective Cohort Studies

Glenn AJ, Guasch-Ferré M, Malik VS, Kendall CWC, Manson JE, Rimm EB et al.
Circulation. 2023 Oct 25. doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.123.065551. Epub ahead of print. PMID: 37877288.Authors

BACKGROUND: The plant-based Portfolio dietary pattern includes recognized cholesterol-lowering foods (ie, plant protein, nuts, viscous fiber, phytosterols, and plant monounsaturated fats) shown to improve several cardiovascular disease (CVD) risk factors in randomized controlled trials. However, there is limited evidence on the role of long-term adherence to the diet and CVD risk. The primary objective was to examine the relationship between the Portfolio Diet Score (PDS) and the risk of total CVD, coronary heart disease (CHD), and stroke.
METHODS: We prospectively followed 73924 women in the Nurses’ Health Study (1984-2016), 92346 women in the Nurses’ Health Study II (1991-2017), and 43970 men in the Health Professionals Follow-up Study (1986-2016) without CVD or cancer at baseline. Diet was assessed using validated food frequency questionnaires at baseline and every 4 years using a PDS that positively ranks plant protein (legumes), nuts and seeds, viscous fiber sources, phytosterols (mg/day), and plant monounsaturated fat sources, and negatively ranks foods high in saturated fat and cholesterol.
RESULTS: During up to 30 years of follow-up, 16917 incident CVD cases, including 10666 CHD cases and 6473 strokes, were documented. After multivariable adjustment for lifestyle factors and a modified Alternate Healthy Eating Index (excluding overlapping components), comparing the highest with the lowest quintile, participants with a higher PDS had a lower risk of total CVD (pooled hazard ratio [HR], 0.86 [95% CI, 0.81-0.92]; Ptrend <0.001), CHD (pooled HR, 0.86 [95% CI, 0.80-0.93]; Ptrend=0.0001), and stroke (pooled HR, 0.86 [95% CI, 0.78-0.95]; Ptrend=0.0003). In addition, a 25-percentile higher PDS was associated with a lower risk of total CVD (pooled HR, 0.92 [95% CI, 0.89-0.95]), CHD (pooled HR, 0.92 [95% CI, 0.88-0.95]), and stroke (pooled HR, 0.92 [95% CI, 0.87-0.96]). Results remained consistent across sensitivity and most subgroup analyses, and there was no evidence of departure from linearity for CVD, CHD, or stroke. In a subset of participants, a higher PDS was associated with a more favorable blood lipid and inflammatory profile.
CONCLUSIONS: The PDS was associated with a lower risk of CVD, including CHD and stroke, and a more favorable blood lipid and inflammatory profile, in 3 large prospective cohorts.

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