I composti responsabili del sapore amaro possono frenare l’apporto di calorie durante un pasto?

25 Febbraio, 2022

Il gusto amaro è stato selezionato dall’evoluzione, con ogni probabilità, per la sua capacità di dissuadere i nostri progenitori ancestrali dal consumo di cibi potenzialmente velenosi. Nel mondo moderno questa funzione si è di fatto persa: ma gli alimenti di gusto amaro, interagendo con recettori specifici presenti sulla lingua, nello stomaco e nel duodeno, sembrerebbero comunque in grado di modulare le scelte alimentari degli individui.

Questa ipotesi è stata esaminata in un recente studio controllato e randomizzato, condotto secondo un protocollo in doppio cieco su volontari di sesso maschile e peso normale, che sono stati suddivisi in tre gruppi: ai primi due è stata somministrata, mediante un sondino, una soluzione preparata estraendo dal luppolo la miscela dei composti responsabili del suo gusto amaro nello stomaco (primo gruppo sperimentale) oppure nel duodeno (secondo gruppo sperimentale). Nel terzo gruppo, è stato invece infuso con le stesse modalità un placebo.

A tutti i soggetti sono stati quindi messi a disposizione un lunch e uno snack pomeridiano ad libitum, registrandone l’apporto calorico. Con un risultato molto interessante: i soggetti ai quali era stata infusa la soluzione di luppolo hanno consumato circa il 20% di calorie in meno rispetto a quelli a cui era stato infuso il placebo.

Gli effetti dell’infusione sulle risposte ormonali dei volontari sono risultati variegati: con un aumento, prima del pasto, della produzione di grelina, che come noto induce il consumo di alimenti, e, in fase post-prandiale, di colecistochinina, GLP-1, peptide YY, che hanno invece un’azione opposta. Il blando aumento delle sensazioni di nausea, gonfiore e di fastidio intestinale in risposta all’infusione non correlava con la riduzione dell’apporto energetico osservata. L’appetito e la palatabilità del pasto non sono stati influenzati.

Gli autori sottolineano in conclusione il possibile ruolo di quello che definiscono “il freno amaro” nel controllo dell’apporto calorico in volontari sani, e suggeriscono di approfondire le potenziali funzionalità degli alimenti amari nella prevenzione e nel controllo dell’eccesso ponderale.

An extract of hops (Humulus lupulus L.) modulates gut peptide hormone secretion and reduces energy intake in healthy-weight men: a randomized, cross-over clinical trial

Walker EG, Lo KR, Pahl MC, Shin HS, Lang C, et al.
Am J Clin Nutr. 2022 Jan 31:nqab418. doi: 10.1093/ajcn/nqab418.

BACKGROUND: Gastrointestinal enteroendocrine cells express chemosensory bitter taste receptors (T2Rs) that may play an important role in regulating energy intake (EI) and gut function.
OBJECTIVES: To determine the effect of a bitter hop extract (Humulus lupulus L.) on acute EI, appetite and hormonal responses.
DESIGN: Nineteen healthy-weight men completed a randomized three-treatment, double blind, cross-over study with a 1 week washout between treatments. Treatments comprised either placebo or 500 mg of hop extract administered in delayed release capsules (duodenal) at 1100 h or quick release capsules (gastric) at 1130 h. Ad libitum EI was recorded at the lunch (1200 h) and afternoon snack (1400 h), with blood samples taken and subjective ratings of appetite, gastrointestinal discomfort, vitality, meal palatability and mood assessed throughout the day.
RESULTS: Total ad libitum EI was reduced following both the gastric (4473 kJ; 95% CI: 3811, 5134; P = 0.006) and duodenal (4439 kJ; 95% CI: 3777, 5102; P = 0.004) hop treatments compared with the placebo (5383 kJ; 95% CI: 4722, 6045). Gastric and duodenal treatments stimulated pre-lunch ghrelin secretion and post-prandial cholecystokinin, glucagon-like peptide 1 and peptide YY responses compared with placebo. In contrast, postprandial insulin, glucose-dependent insulinotropic peptide and pancreatic polypeptide responses were reduced in gastric and duodenal treatments without impacting glycemia. In addition, gastric and duodenal treatments produced small but significant increases in subjective measures of gastrointestinal discomfort (e.g., nausea, bloating, abdominal discomfort) with mild-severe adverse GI symptoms reported in the gastric treatment only. However, no significant treatment effects were observed for any subjective measures of appetite or meal palatability.
CONCLUSION: Both gastric and duodenal delivery of a hop extract modulates the release of hormones involved in appetite and glycemic regulation, providing a potential “bitter brake” on EI in healthy-weight men.

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