I benefici del consumo regolare di cereali integrali sono presenti già a partire dall’età pediatrica

07 Novembre, 2023

La malattia cardiometabolica inizia a danneggiare l’albero vascolare già dall’infanzia: infatti alcuni studi hanno dimostrato che controllando fattori di rischio come ipertensione, dislipidemia e adiposità in età giovanile è possibile prevenire gli eventi cardiovascolari in età adulta o avanzata. Tra i vari fattori dietetici, l’elevato consumo di cereali integrali è stato associato positivamente alla riduzione del rischio di malattie cardiovascolari (CVD) e diabete di tipo 2 (T2D).

In particolare, l’effetto dei cereali integrali potrebbe essere mediato dall’azione su alcuni marcatori di rischio cardiometabolico dovuto all’elevato contenuto in fibre alimentari come β-glucani, arabinoxilani, lignine, fruttani e cellulosa, che sono noti per la capacità di influenzare positivamente la salute in generale, oltre che la funzionalità intestinale. Grazie alle loro proprietà gelificanti queste fibre possono ritardare lo svuotamento gastrico, aumentare l’escrezione degli acidi biliari e ridurre l’assorbimento dei nutrienti, migliorando il profilo lipidico, la risposta glicemica e il controllo del peso.

Per chiarire l’importanza di questi possibili effetti, la dieta di 55 bambini danesi, con BMI superiore alla mediana, di età compresa tra 8 e 13 anni, è stata modificata introducendo, in due periodi diversi di 8 settimane ciascuno, prodotti a base di cereali raffinati o prodotti a base di avena e segale integrali.
Al termine della fase di consumo di cereali integrali si è osservata una riduzione del colesterolo LDL, del rapporto tra colesterolemia totale e HDL e dei trigliceridi, senza alcun effetto sulla glicemia, sulla pressione sanguigna, sul BMI o sulla composizione corporea. Gli autori hanno quindi dedotto che gli effetti di questi cereali integrali sul profilo lipidico dei bambini siano indipendenti dall’impatto sul peso corporeo e sulla massa grassa.

Un dato interessante riguarda poi la relazione tra consumo di cereali integrali e composizione del microbiota intestinale, dove si osserva un aumento dell’abbondanza relativa di Faecalibacterium e Dialister e la riduzione di Ruminococcus e Collinsella, con conseguente incremento delle concentrazioni di butirrato nelle feci e nel plasma e di acetato e propionato nel plasma. La differenza, piuttosto modesta rispetto a quanto osservato in relazione al consumo delle due tipologie di cereali può essere attribuita al già elevato consumo abituale di cereali integrali dei bambini danesi (circa 58 g/giorno).

In conclusione, un elevato apporto di avena e segale integrali ha ridotto il colesterolo LDL e i livelli di trigliceridi, ha modulato la composizione del microbiota intestinale e ha aumentato i livelli circolanti di metaboliti favorevoli nei bambini, supportando le raccomandazioni a sostituire i cereali raffinati con cereali integrali fino dai primi anni di vita.

Effects of Wholegrain Compared to Refined Grain Intake on Cardiometabolic Risk Markers, Gut Microbiota and Gastrointestinal Symptoms in Children: A Randomized Crossover Trial

Madsen MTB, Landberg R, Nielsen DS, Zhang Y, Anneberg OMR, Lauritzen L, Damsgaard CT.
Am J Clin Nutr. 2023 Oct 26:S0002-9165(23)66229-X. doi: 10.1016/j.ajcnut.2023.10.025. Epub ahead of print.

BACKGROUND: Wholegrain intake is associated with lower risk of cardiometabolic diseases in adults, potentially via changes in the gut microbiota. Although cardiometabolic prevention should start early, we lack evidence on the effects in children.
OBJECTIVE: To investigate the effects of wholegrain oats and rye intake on serum low-density lipoprotein (LDL) cholesterol and plasma insulin (co-primary outcomes), other cardiometabolic markers, body composition, gut microbiota composition and metabolites, and gastrointestinal symptoms in children with high body mass index (BMI).
METHODS: In a randomized crossover trial, 55 healthy Danish 8-13-year-olds received wholegrain oats and rye (“WG”) or refined grain (“RG”) products ad libitum for 8 weeks in random order. At 0, 8 and 16 weeks we measured anthropometry, body composition by dual-energy absorptiometry and blood pressure. Fasting blood and fecal samples were collected for analysis of blood lipids, glucose homeostasis markers, gut microbiota, and short chain fatty acids. Gut symptoms and stool characteristics were determined by questionnaires. Diet was assessed by 4-day dietary records and compliance by plasma alkylresorcinols (AR).
RESULTS: Fifty-two children (95%) with a BMI z-score of 1.5±0.6 (mean±SD) completed the study. They consumed 108±38 and 3±2 g/d wholegrain in the WG and RG period, which was verified by a profound difference in AR (P<0.001). Compared to RG, WG reduced LDL cholesterol by 0.14 (95% CI -0.24;-0.04) mmol/L (P=0.009) and reduced total: high-density lipoprotein cholesterol (P<0.001) and triacylglycerol (P=0.048), without altering body composition or other cardiometabolic markers. WG also modulated the abundance of specific bacterial taxa, increased plasma acetate, propionate and butyrate and fecal butyrate and reduced fatigue with no other effects on gut symptoms.
CONCLUSION: High intake of wholegrain oats and rye reduced LDL cholesterol and TG, modulated bacterial taxa and increased beneficial metabolites in children. This supports recommendations of exchanging refined grain with wholegrain oats and rye among children.

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